Cleveland Cavaliers select Anthony Bennett



Le foto che {non} hanno fatto la storia del basket

Benvenuti in questa piccola nuova rubrica.
Il titolo si spiega da solo: attraverso alcune immagini dello sport che amiamo cercheremo di capire come mai ci sono foto che resteranno impresse nella memoria collettiva, impregnandosi di significato, e altre che sarebbe stato meglio non scattare.

Non esiste modo migliore di iniziare se non da un episodio del recente, anzi, recentissimo passato che ha colto molti di sorpresa: il ritorno di Anthony Bennett in Nba.

“CiccioBennett is back, ladies and gentlemen!”
“o anche no..”

Ma facciamo un passo indietro.

È il 26 giugno 2013, vigilia del Draft Nba. Fuori dal Barclays Center di New York si specula sulle prime chiamate e i mock draft sono più letti della Bibbia di Gutenberg.
A differenza di altri anni c’è un sottile velo di incertezza dato che non si riesce a trovare un ragazzo che prevalga nettamente sugli altri; a combattere per la 1st pick ci sono almeno cinque giocatori, fra cui il nostro Bennett.

Così, 24 ore dopo, l’allora commissioner David Stern, con tono solenne emerge dal backstage e annuncia che Cleveland ha scelto il ragazzone Canadese, il quale arriva da una stagione convincente a UNLV, University of Las Vegas, Nevada, dove ha viaggiato a 16 punti e 8 rimbalzi di media, prefendolo a giocatori come Victor Oladipo, Otto Porter, Nerlens Noel e CJ McCollum, che oggi in Nba ci stanno senza alcun problema.
2,03 m per 110 kg di puro atletismo. Forse un po’ undersized per il ruolo, ma chissene.

Da qui in poi solo cose belle.
Ecco, a dire la verità non proprio.
L’impatto con l’Nba non è totalmente soddisfacente, per usare un eufemismo:
• nelle sue prime sette partite tira 1/21 dal campo
• ci mette 33 gare ad andare in doppia cifra, segnando 15 punti con 8 rimbalzi contro i Pelicans
• la prima doppia doppia arriva solo l’11 Febbraio contro i Kings, 19 punti e 10 rimbalzi

Dopo una stagione deludente Cleveland non è convinta e lo spedisce a Minnesota insieme a Andrew Wiggins, nell’affare ‘Kevin Love’. Tuttavia nella città dei lupi l’unica nota positiva, alla fine, sarà il career high di 20 punti contro gli Spurs.

E poi? Il baratro.
Infortunio alla caviglia.
Firma di un contratto annuale con i Raptors, scendendo più volte anche nella D-League coi Raptors 905 (prima 1st pick di sempre a finire in D-League).
Tagliato dai Raptors.
Firmato dai Nets ma gioca anche per la loro squadra di serie B, i Long Island Nets.
Tagliato dai Nets.
Salta oltreoceano e firma con il Fenerbahce di Bogdanovic e Gigi Datome, dove gioca ben 7 partite tenendo una media di ben 9 punti a partita.
Rescinde il contratto con il Fenerbahce.

Infine ri-tenta il salto in Nba, firmando un contratto non garantito con i Phoenix Suns.
Eccoci quindi tornati all’inizio della nostra storia, dove la domanda che ci possiamo fare è la seguente:

” è ancora possibile correggere la rotta di una carriera iniziata male se non malissimo, o siamo fuori tempo massimo? ”

E si può considerare Bennett come la peggior prima scelta Nba di sempre?
Sicuramente qualcuno nell’Ohio pensa di avere la risposta.



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