Che fine hanno fatto i Boston Celtics?



(Fonte foto:Si.com)

Che fine hanno fatto i Boston Celtics negli anni ’90 nel post Bird?

Questa è di sicuro una domanda che in moltissimi di coloro che seguono la NBA dai tempi di Bryant o anche dopo si sono posti più o meno frequentemente.

La risposta è che hanno avuto un momento buio, provocato dalla totale assenza di stelle.

Probabilmente alcuni di voi identificheranno la Boston di quel periodo con la figura di Dee Brown che schiaccia con il braccio sugli occhi. In effetti la storia di questa squadra in quegli anni è ridotta a poco più di questo. Gli anni ’90 infatti furono la prima decade dai ’40 in cui i Celtics non vinsero un titolo, nè andarono vicini al vincerlo.

Come si è potuto verificare questo fenomeno?

Possiamo dire che i Celtics furono soprattutto perseguitati da una grande sfortuna riguardante i giovani, che non si rifà ad errori eventuali di osservatori nello scegliere le matricole, ma a vere e proprie disgrazie accadute alle due potenziali superstar che avrebbero dovuto mantenere intatto il regno biancoverde nel post Larry.

Partiamo dal draft 1986.

I Celtics hanno la seconda chiamata.

Selezionano un lungo incredibilmente atletico da Maryland. Tale Len Bias.

La carriera di Len Bias ai Celtics però non ebbe neanche il tempo di cominciare. Tornando da Montana Avenue il giorno dopo il Draft NBA, Len fu fermato dalla polizia, per dei controlli (Montana Avenue era nota per l’enorme spaccio di droga che circolava), ma passò il controllo senza problema.

Quindi arrivato al campus festeggiò il suo ingaggio in NBA per tutto il giorno con alcuni amici.

Quella notte si sentì improvvisamente male e fu portato in ospedale. Gli sforzi di salvarlo furono inutili e venne dichiarato privo di vita ale ore 8:55. Gli fu diagnosticata una morte per aritmia cardiaca conseguente ad una grande assunzione di cocaina.

(Fonte foto: Basket Universo)

I Celtics passato un anno provano a rifarsi dall’esperienza precedente, trovando incredibilmente libero alla n.22 del draft colui che era considerato ai tempi del college, migliore di Jordan.

Infatti con il giovane Reggie Lewis le cose sembrarono andare inizialmente molto bene.

Nella stagione 1991-1992 fu selezionato per l’All Star Game, che tutti ricordiamo per il leggendario ritorno di Magic Johnson con consequenziale MVP.

Superò i 20 punti di media nella stagione 1992 e nella 1993 e ad eccezione del suo anno da rookie superò i 20 di media ogni anno ai playoffs, arrivando nel 1992 a segnare addirittura 28 di media.

Nei Playoffs 1993 nella prima gara di Playoffs contro i Charlotte Hornets ebbe una partenza incredibile, segnando 17 punti in 13 minuti. Poi in una transizione iniziò a vacillare finché non collassò al suolo.

Dovette rimanere fuori per tutti i Playoffs.

L’estate successiva, il 27 luglio 1993, durante un’allenamento di off-season con la squadra ebbe un altro attacco cardiaco, ma stavolta non si riuscì a salvare.

Morì all’età di 27 anni per arresto cardiaco ed oggi la sua maglia n.35 è appesa ancora sul soffitto del palazzetto verde a scacchiera

(Fonte foto: Celticsblog.com)



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