Javale Mcgee by Free Throw Line



Le foto che {non} faranno la storia del basket

È l’8 Dicembre 2010.

Eventi di particolare importanza associati a questa data non ce ne sono molti:
• nel mondo cristiano ricorre la festa dell’Immacolata;
• nel ’76 gli Eagles pubblicano uno degli album più venduti di tutti i tempi, Hotel California;
• nell’80 viene ucciso John Lennon;
• nell’85 la Juventus vince la sua prima coppa Intercontinentale battendo ai rigori l’Argentinos Juniors;
• nel 2004 sbarca sul mercato la Wii.

Poi nulla fino al 2010.
Siamo a Sacramento, California, casa dei Kings, squadra dell’allora rookie DeMarcus Cousins.
La temperatura è nella media per la stagione: circa 10° C.
Gli spalti non sono un gran che gremiti, ma come biasimare gli assenti? In fondo si giocava contro Washington, non Miami o LA.
La partita fila liscia e a poco meno di 30 secondi dalla fine si sta già scrivendo la “W” accanto alla squadra di casa.

116-91 a 24 secondi dalla sirena. Rimessa da sotto canestro per Sacramento, ma palla intercettata dal nostro uomo, unico vero protagonista di quel fine gara: JaVale McGee, che corre in contropiede ad ampie falcate.
Gli avversari lo guardano come dire “vabbè dai, se proprio vuoi prenderti ‘sti due punti..” e lo seguono già pronti a fare la rimessa.

Ed è proprio qui che accade il fatto.
McGee, conosciuto già allora per le sue gran doti di schiacciatore, non si accontenta dei due punti. Vuole la giocata della notte. Essere in tutti gli highlights di fine stagione. Sogna in grande il ragazzo. Così gli viene un’idea: provare a schiacciare dalla linea del tiro libero.
Prende una gran rincorsa e inizia il terzo tempo appena dentro i tre punti.

C’è emozione e aspettativa, si vede qualcuno del pubblico che si alza in piedi pronto a raccontare la cosa al lavoro il giorno successivo, addirittura anche uno o due giocatori della panchina di casa si alzano, e il telecronista era già pronto con la sua storica frase “If you don’t like that, you don’t like NBA basketball”.

Ma JaVale ha fatto i conti senza l’oste, è volato troppo vicino al sole, come Icaro.
Ambizioso, il ragazzo, ma a volte l’ambizione non è sufficiente.
E infatti nella foga del momento la palla gli scivola dalle mani e finisce scagliata sul tabellone, suscitando una risata collettiva.
Peccato.

Cosa potevi tirarci fuori JaVale!

Nel bene e nel male, eccovi spiegato come mai questa foto {non} farà la storia del basket.



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