Quel genio chiamato Danny Ainge



“Danny Ainge, cambiare ciò che funziona per vincere.”

Per dire che l’attuale GM dei Celtics sia un genio non servivo di certo io per dirvelo, volevo farvi però riflettere su come Danny sia riuscito nel corso degli anni ad acquisire questa notorietà.

Danny non è sempre stato un GM, ha avuto anche una carriera da guardia prima e da allenatore. Debutta nella stagione 1981-82 e in 15 anni di carriera una volta all star, parleremo di questo più avanti, 12 volte ai playoff, due anelli a Boston (soprattutto grazie a Bird, Parish e McHale), un career high di 45 punti nel 1989, un career high di 11 rimbalzi e 15 assist e anche una tripla doppia.

Torniamo alla stagione 1987-88, Ainge è nel picco della sua carriera viaggia quasi a 18/6/5 e giustamente viene convocato all’All Star Game, la stagione dopo viaggia più o meno sulle stesse cifre ma il 23 febbraio si trova coinvolto in una trade che porta lui e Brad Lohaus a Sacramento in cambio di Joe Kleine e Ed Pinckney, due giocatori ad inizio carriera ed in grande ascesa al momento. A Sacramento si ritrova ad avere un ruolo più da protagonista, e invece di servire assist a Bird e Parish si ritrova Rodney McCray e Vinny Del Negro, giocatore che in futuro farà le fortune della Benetton Treviso nel nostro campionato. Alla fine per lui sono stagioni di buon livello, ma la squadra è quella che è e non arrivano mai ai playoff, e proprio in questo contesto la sua carriera comincia lentamente a declinare: prima Portland e poi Phoenix dove si ritirerà.

(Fonte foto: Pinterest.com)

Poco tempo dopo viene assunto proprio dalla franchigia dell’Arizona come allenatore facendo 4 annate in cui il massimo risultato è il primo turno di playoff. Boston in quella trade con il senno di poi ha avuto sicuramente la parte del vincitore, nonostante iall’inizio si penasse che fosse un furto da parte dei Kings.

Dopo 3 anni torna a Boston come GM, e per 15 anni ha tenuto alto il nome della franchigia che prima l’ha draftato e poi fatto diventare un All Star e che poi l’ha gettato nel pozzo di Sacramento. Proprio come l’attuale dirigenza fece con lui, Danny più volte si trovò a cambiare quello che sembrava andare bene per arrivare al successo.

Stagione 2006-07, Boston si presenta ai blocchi di partenza come una squadra insidiosa con Paul Pierce al massimo della sua carriera. I risultati non soddisferanno le attese: Pierce tra infortuni e basso rendimento è discontinuo e non riesce a trascinare la squadra nemmeno ai playoff, il rookie Rajon Rondo tanto cercato fa una discreta stagione, Al Jefferson, Ryan Gomes e Gerald Green rendono leggermente meglio del previsto e troviamo in squadra un certo Ray Allan, purtroppo non Allen.

Proprio Allen viene aggiunto alla squadra durante la free agency, la squadra comincia ad avere un ottimo roster con tanti giocatori in rampa di lancio e a anche on una star che non riesce a brillare. La gran parte di GM avrebbe pensato di tankare (magari prima dell’arrivo di Allen), o di tradare Pierce, ma non Ainge, lui va all in per raggiungere “The Big Ticket”; manda infatti adi Minnesota T’Wolves Gerald Green, Ryan Gomes, Al Jefferson, Theo Ratliff, Sebastian Telfair e una first round pick. In sostanza scambia tutto ciò che andava bene la stagione prima per assemblare una squadra con tre All Star, che alla prima stagione insieme potevano facilmente essere un taboo (come PG, RW e Melo). Il risultato non ve lo sto neanche a dire.

Facciamo un salto avanti di qualche anno, luglio 2013, la famosa trade con i Brooklin Nets in cui scambia il meglio che aveva a disposizione KG, Pierce, Terry, White e una first round pick (che si trasformerà poi in Kyle Kuzma) per tante, tantissime scelte. Nel frattempo scambia l’allenatore che gli regalò un anello per assumere Brad Stevens, un signor nessuno che ora si contende da due anni il COTY.

Saltiamo di nuovo avanti di qualche anno, a la scorsa estate, Boston si ritrova con Isaiah Tomas che trascina la squadra e va vicinissimo al premio di MVP, Ainge si ricorda che per vincere bisogna cambiare quello che funziona, e scambia lui, una pick che sarebbe dovuta essere top 3 e uno dei migliori 3&D della lega come Crowder per Kyrie Irving che ha aiutato LeBron a vincere un titolo ma che la scorsa stagione non è riuscito ad esprimere il suo miglior basket.

(Fonte foto:Thehoopdoctors.com)

Non so voi, ma penso che questa sia l’ennesima mossa di Danny Ainge dove la filosofia non è “squadra che vince non si cambia” ma “squadra che è vicina a vincere si cambia per vincere”.



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