Ralph Spaccatutto



“He’s swinging – at 7-foot-4 – at a 6-foot-1 guard like he’s Joe Frazier”
Robert Reid

New York City, 28 Giugno 1983
“With the first pick in the 1983 NBA draft the Houston
Rockets select Ralph Sampson, from University of Virginia”.

Sono queste quelle che immaginiamo siano state le parole di Larry O’ Brian al suo ultimo draft da commissioner (l’anno seguente sarebbe subentrato David Stern).
Il 15 Settembre 1982 i Rockets hanno appena ceduto la loro stella Moses Malone (MVP della stagione ’81-82 con 31.1 punti e 14.7 rimbalzi di media) ai Philadelphia 76ers per Caldwell Jones e una scelta al draft 1983. Il lancio della monetina stabilisce che la prima chiamata andrà ai Rockets, in lista con i Pacers. Tutti hanno sentito parlare di Ralph Sampson, al punto che Sports Illustrated gli dedica quattro copertine negli anni in cui gioca come freshman per i Cavaliers.

(Fonte: Pinterest.com)

La sua prima stagione in NBA però è una delle peggiori della storia della franchigia, chiusa con il record negativo di 14-68. Sampson è il ROY di quell’anno, con 21 punti 11 rimbalzi e 2.4 stoppate di media a partita, ma i Rockets finsicono comunque ultimi.
Le cose cambiano l’anno seguente: è il 1984, forse il più bel draft di sempre e alla prima chiamata Houston sceglie lo spettacolare centro nigeriano Hakeem “The Dream” Olajuwon, dall’Università di Houston; ma questa non è la sua storia. I due lunghi vanno a comporre le leggendarie Twin Towers (epiteto che verrà poi riassociato a Robinson & Duncan)
Nella stagione 1985-86 la coppia porta Houston al primo posto nella Midwest Divison con un record di 51-31. Le Twin Towers arrivano in finale come seconda forza ad ovest battendo i Los Angeles Lakers di Magic con un tiro allo scadere di Sampson in gara 5 che fa sfigurare il miracle shot di Sean Elliot e che ci ricorda moltissimo il tiro di Laettner nel ’92 contro Kentucky. In finale però c’è Boston, c’è Bird, c’è la frontline più forte di sempre ed è 4-2 persa. Prendiamo in prestito le parole del coach dei Rockets, Bill Fitch: “I knew Bird as well as I knew any player. But that doesn’t mean you’re going to stop him”.
L’anno seguente è il primo di una serie negativa che affliggerà questo quanto mai talento cristallino. Sampson gioca appena 43 partite (e nel suo ultimo anno a Houston ne giocherà 19) a causa dei continui infortuni al ginocchio. Tra il 1987 e il 1992, anno del suo ritiro a 31 anni, Ralph è solamente un triste ricordo del giocatore che fu, cambia due squadre, due contesti perdenti quali GSW e Sacramento, anche se agli warriors ha modo di giocare con Mullin e Ritchmond (la futura run TMC degli anni ’90).

(Fonte: Pinterest.com)

Un lungo di 2.24 capace di giocare dentro e fuori, il prototipo del centro moderno trent’anni prima dell’avvento dei centri di oggi. Sampson, e qui ci sentiamo in dovere di menzionare Yao, come il cinese ha sofferto la sua altezza che, invece che aiutarlo, lo ha condizionato inevitabilmente. Forse avrebbe voluto essere un play o una guardia, chi lo sa. Sappiamo però che la Hall of fame lo ha voluto premiare per la traccia che ha lasciato in questo sport e perché, all’epoca, di questo giocatore, si diceva che avrebbe potuto superare Wilt Chamberlain. Ma il destino è impietoso.
Vogliamo chiudere con le parole di un altro grande lungo, The Chief, Robert Parish, che di Sampson ha detto: “What if he had played as long as Hakeem did? What if those two were able to play together for the duration of their careers? Think about how many championships they would have won. It would have been real interesting, I’ll tell you that.”



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