Il mago di Zo

2006, finali NBA, gara 6 Dallas appare incontenibile, Terry è dilagante e Nowitzki è una macchina. Shaq non può reggere per l’intera gara e il solo Wade non basta. Dalla panchina si alza un uomo, che forse è più uomo di altri o che uomo propriamente non è. Un guerriero, Ashanti per la carnagione, Lacedemone per l’etica del corpo, un combattente che farebbe fiero Leonida Già, il suo corpo, perfetto, scolpito e forte che però lo ha abbandonato. Alonzo Mourning ha dovuto subire, qualche anno prima, un trapianto di reni per l’abuso di antidolorifici, quei farmaci che gli hanno consentito di giocare sempre fino all’estremo delle forze. Zo, il suo soprannome, in 14 minuti di gioco mette a referto 8 punti e 6 rimbalzi con 5 stoppate che sono segno di una straordinaria forza mentale prima che fisica; e sono cinque stoppate che arrivano, come dirà Flavio Tranquillo in quella memorabile telecronaca, “come una parata del portiere su un tiro destinato al fondo della rete”.

(Fonte: Photofile.com)

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