La corazzata di Houston



#MoreyBall

Mike D’Antoni siede da ormai due stagioni sulla panchina degli Houston Rockets dove ha portato il suo stile di gioco che lo caratterizza fin dai tempi di Milano: pace molto alto e tanto, tanto tiro da tre. Tutto ciò sembra aver portato benefici alla franchigia texana che dall’anno scorso ha un record di 95-40 (.703%).

Cerchiamo di vedere nello specifico come funzioni il sistema di Mike. Quest’anno sono, ovviamente, primi per tiri da tre punti tentati e segnati e per percentuale dei propri tiri da da dietro la linea, a testimonianza di quanto detto sopra. L’obiettivo di D’Antoni non è solo prendere tanti tiri da tre punti, ma prendere tiri ad alta percentuale. Come? Andando al ferro e in lunetta ovviamente. Non prendono tanti tiri da due punti ma hanno la seconda percentuale più alta della lega, si può spiegare che tirando tanto da tre la difesa avversaria è costretta a marcare di più sul perimetro, lasciando sguarnito il ferro. Per il fatto dei liberi, oltre ad avere un maestro nel rubarli come Harden, spesso gli avversari tendono a fare fallo appena cominciata la penetrazione per evitare che vengano presi 2 punti facili.

La punta di diamante è ovviamente Harden che viaggia a 31.5 punti a gara (8.5 dei quali conquistati ai liberi) e 9 assist stando al primo e secondo posto nelle rispettive classifiche; è interessante vedere la sua assist chart in cui solamente venti dei suoi 412 assist sono tiri da da due punti al di fuori dello smile, ciò significa che la percentuale effettiva dei tiri derivanti dai suoi assist è altissima. Per confermare tutto ciò prendiamo gli altri due giocatori con più minuti Ariza e Gordon: il primo ha preso solo quattro tiri dal mid range in tutta la stagione mentre il secondo tira con il 56% da tre sugli scarichi di Harden e Paul. Proprio quest’ultimo ha acquisito appieno le nozioni impartite da D’Antoni: solo 3 dei suoi 292 assist portano ad un tiro dal mid range quando l’anno scorso, in un sistema completamente diverso, erano quasi il 35% del totale, lasciando al coach la possibilità di far riposare una PG senza ripercussioni sull’attacco.

Sempre interessante sul binomio Harden-Paul è il fatto che sono rispettivamente primi e secondi nella lega per punti per possesso in isolamento, che tradotto significa che se su un possesso la palla ha la palla la PG non puoi ne raddoppiare, altrimenti scarico e tiro da tre, ne lasciarlo da solo, costruendo così una macchina d’attacco micidiale.

http://www.basketphotohistory.it/wp-content/uploads/2018/02/img_2713.mov



Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*