Il record più breve della storia NBA



Domenica 9 aprile 1978

Manca solo una gara ai playoff della stagione 1977-78, i Detroit Pistons stanno per disputare l’ultima partita della loro storia alla Cobo Arena (palazzetto da 12000 posti che li ha ospitati dal 1961).

In quella fredda domenica di aprile, il pubblico di Detroit (già fuori dai playoff) non si scalda di certo e vengono venduti solamente 3482 biglietti per la sfida contro i Denver Nuggets di David Thompson.

Lo stesso Thompson è stato protagonista di un duello serrato con George Gervin degli Spurs lungo tutta la stagione, i due sono separati solamente da 14 punti nella classifica realizzatori e manca per entrambi una sola gara.

Prima della partita Coach Larry Brown chiede a David “Vuoi giocare per questo oggi?”, riferendosi logicamente al titolo di miglior marcatore della lega. I Nuggets infatti sono già matematicamente ai playoff e una vittoria o una sconfitta non cambierebbero la loro sorte. David risponde a Coach Brown che vuole solo giocare e che sarà il fato a decidere.

(Fonte: Nba.com)

La partita è talmente poco considerata dai media che non vi sono nemmeno telecamere nel palazzetto di Detroit, è infatti lo stesso giorno dell’addio di John Havlicek al Boston Garden e le attenzioni sono concentrate tutte nel Massachusetts.

I Detroit Pistons non sanno ancora che stanno per assistere a un frammento di storia della NBA quella sera. Thompson segna tutti i suoi primi 8 tiri e alla fine del primo quarto i suoi Nuggets guidano per 42-36.

David, letteralmente “in the zone”, chiude la prima frazione con 32 punti e mettendo a segno 13 tiri dal campo (ancora oggi un record). Fa fatica a realizzare l’accaduto, è infatti un nuovo record NBA, battuto Wilt Chamberlain che aveva messo a segno 31 punti in un quarto nel 1962 nella famosa partita dei 100 punti.

La seconda frazione non è da meno, David, che si sentiva “come Superman sotto effetto di steroidi”, mette a segno altri 21 punti e chiude il primo tempo con un incredibile score di 53 punti (20-23 al tiro). I Nuggets guidano 83-69.

A questo punto della gara le troupe televisive, avvertite di quello che stava accadendo, iniziano ad arrivare alla Cobo Arena per assistere alla incredibile prestazione.

I tifosi Pistons non sembrano molto contenti, non vogliono che l’ultima partita nel loro storico palazzetto venga ricordata per un giocatore che gli ha segnato i faccia tutti quei punti, e tantomeno i giocatori.

Il terzo quarto è un inferno per David, Detroit lo raddoppia sistematicamente a volte addirittura lo triplica, riuscendo a contenerlo a soli 6 punti e a chiudere il gap. A metà quarto quarto i Pistons sono avanti 121-112 e riescono a contenere la rimonta Nuggets nel finale vincendo 139-137.

Il tabellino di Skywalker, questo il soprannome di Thompson, recita 73 punti (28-38 dal campo), terza miglior prestazione di sempre al tempo e migliore della storia per una guardia.

Quella sera David torna a casa a Denver, e accende la radio per seguire il rivale del giorno George Gervin contro New Orleans, a cui servono 58 punti per vincere il titolo di miglior realizzatore. The Iceman, come è soprannominato Gervin, non delude e mette a segno una prestazione monstre da 63 punti (53 come David a metà gara) con 23-49 dal campo. Skywalker battuto. George Gervin è il miglior realizzatore della stagione 1977-78.

Ma George ha anche messo a segno 33 punti nel solo secondo quarto, battendo quindi il record di David.

Il record precedente di Wilt Chamberlain era durato 16 anni, il suo poco più di 7 ore, uno dei più brevi della storia.

Tradotto e liberamente reinterpretato da Skywalker di David Thompson

(Fonte:Poundingtherock.com)



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