Il quarterback mancato



Kevin Knox è una delle poche liete della finora deludente stagione di Kentucky. L’ala piccola ex-Tampa Catholic sta confermando in NCAA quanto di buono fatto in High School e per lui sembrano spalancarsi le porte di una scelta top 10 al prossimo Draft. Gli scout NBA infatti si stanno sempre più convincendo che il giovane talento di coach Calipari abbia tutte le carte in regola per sfondare anche al piano di sopra, inutile dire come i paragoni pesanti già si sprechino ma procediamo con calma.
Kevin Knox nasce a Tampa l’11 Agosto del 1999. Lo sport è questione di famiglia: suo padre è un wide receiver che ha militato negli Arizona Cardinals, sua madre è un ex pallavolista ai tempi di Florida State Seminoles. Il giovane pargolo di casa Knox cresce subito con due passioni: il football e la palla a spicchi. Con questa mentalità da atleta opta per la Tampa Catholic High School; che Kevin abbia talento si nota subito, non si capisce però in quale sport possa eccellere date le sue spiccate qualità atletiche ( ESPN lo classifica tra i 150 migliori atleti della nazione). Il ragazzo sin da subito vuole seguire le orme del padre e pratica il football; diventa un buonissimo QB ( secondo alcuni addetti ai lavori sarebbe potuto essere un ottimo giocatore in questo ruolo avendo ottime proprietà di lanciatore e un IQ sopra la norma), il problema è che madre natura ha idee totalmente diverse. Knox cresce in maniera esponenziale e non può più giocare da Quarterback, proprio per questo nel suo anno da Junior sceglie la palla a spicchi ed i risultati sono eclatanti: 30.1 ppg 11.2 rpg e 2,4 apg. Il ragazzo prende sempre più confidenza con i suoi mezzi e nel suo anno da senior chiude con 28.9 ppg e 11.3 rpg guidando la sua Tampa ad uno storico record di 25-6.

(Fonte: Kentuckytoday.com)

Gli occhi di tutti i migliori college d’America sono su di lui: Michigan, Florida, Duke e Kentucky lo tengono sotto stretta osservazione e lo tentano in ogni modo. A prevalere alla fine è Kentucky che si assicura l’ennesimo five stars prospect della sua storia. L’inizio in maglia Wildcats è positivo ma il ragazzo impiega tempo per adattarsi ai nuovi ritmi collegiali; tuttavia negli ultimi mesi sembra aver trovato la giusta continuità in termini di prestazioni assestandosi su 15.4 ppg ( 45% dal campo, 35% da tre su 4.6 tentativi di media e 76% ai liberi) conditi con 5,6 rpg e 2 apg. Il ragazzo offensivamente è di sicuro tra le prime 3/4 SF collegiali della nazioni ( si contende lo scettro con Porter Jr e i due Bridges); Knox infatti è un giocatore in grado di segnare praticamente in qualsiasi modo. Il #5 ha infatti un atletismo impressionante che gli consente di schiacciare e di arrivare al ferro con discreta facilità, ha un discreto floater e un jumper dalla media efficace. Il tiro che si è costruito è molto pulito anche se esteticamente non eccezionale; per quanto riguarda il tiro dalla lunga distanza le cose cambiano leggermente. Il 35% su quasi 5 tentativi a partita è sintomo di un giocatore piuttosto ondivago da oltre l’arco, il movimento sembra ancora macchinoso ( forse leggermente lento nel caricamento e successivo rilascio) ma molto dipende dalla fiducia che lo stesso Knox ha nel suo tiro. Ci sono gare dove, chiedere ad Arkansas cui ha rifilato 34 punti, appena entra in scia diventa inarrestabile ed altre dove non trova da subito il fit con la partita risultando poco preciso al tiro da oltre l’arco.Nel complesso parliamo di una SF moderna in grado di correre bene il campo, devastante in transizione ( specie quando può dare sfogo a tutta la sua esplosività) e dal grande “body-control” che gli consente spesso di finire con and-one. Knox è poi un giocatore estremamente intelligente e versatile; uno dei suoi punti di forza è il gioco “off the ball”, è abile nel farsi trovare sempre libero oppure nello sfruttare i frequenti mismatch che si vengano a creare, d’altronde parliamo di un potenziale QB, l’intelligenza e la versailità sono tutto in quel ruolo. Il ragazzo deve migliorare assolutamente però nelle letture di gioco: ha doti da passatore ma spesso non le sfrutta come potrebbe limitandosi a fermare il gioco chiudendo il palleggio. Altro campo dove il classe 1999 può migliorare è la difesa; i piedi sono veloci, il fisico è ottimo per il ruolo ( anche se forse potrebbe mettere su qualche kg ulteriore) ma spesso la voglia non è pari al potenziale: i freddi numeri testimoniano di come sia un pessimo stoppatore ( 0.2 bpg) e uno poco abituato a rubar palla ( appena 0.9 spg) malgrado gli istinti siano ottimi. A tutto ciò va aggiunto come necessaria cornice il discorso relativo al suo coach John Calipari, non certo uno specialista difensivo anzi un allenatore che pensa più allo sviluppo fisico del giocatore in relazione all’approdo rapido ( one and done) in NBA. Abbiamo citato all’inizio degli illustri paragoni per la giovane ala di Kentucky, è giunto il momento di svelarli: Knox, da molti Mock Draft, è stato avvicinato a Paul George. A sentir nominare un all-star come PG13 forse qualcuno storcerà il naso eppure Knox ha quel tipo di potenzialità ( tanto fisiche quanto tecniche, pecca ancora di leadership però) ma non è detto che vengano fuori in maniera eclatante come successo per George. Una cosa pare certa: qualunque squadra sarà nella posizione di prenderlo di sicuro non vorrà farselo scappare, giocatori dal simil talento non capitano tutti i giorni o in tutti i draft.

(Fonte: Zimbio.com)



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