Dumbo



Palla tra le mani.
Dan Majerle in difesa.
Massì ci può passare facilmente.
Un palleggio, due palleggi… purtroppo per lui tre palleggi sotto le gambe.
Già perché al terzo palleggio sente tirare.
Smorfia di dolore ma ne aggiunge un altro e penetra. E sul dolore l’uomo dalle orecchie a sventola continuerà a giocare per tutti i playoffs.
“Nessun controllo, è solo una leggera distorsione, posso continuare tranquillamente”… putroppo per lui continuò sul dolore per un’estate.
In quell’estate del 2000 fu scambiato a Orlando per dare supporto all’altro neo acquisto Tracy Mcgrady, che sarebbe dovuto essere il braccio destro di Grant Hill, reduce dalla sua miglior stagione in carriera a quasi 26 di media.
Ma mentre la carriera di T-Mac era inevitabilmente in ascesa, quella di Hill era destinata a precipitare.
Opening night 2000-2001.
La caviglia fa ancora male ma Hill gioca 33 minuti, segnando 9 punti.
Gioca anche la gara successiva e arriva a 19.
Ma ora non riesce più a giocare sul dolore, è costretto a fermarsi e i suoi presentimenti, che si facevano sempre più presenti da un anno, sempre scacciati violentemente si avverano.
La caviglia è rotta. Tornerà un mese dopo, altre due gare e altro crack.
Lì finirà la stagione di Grant Hill.
L’anno successivo, dopo sole 14 partite, di nuovo crack e di nuovo stagione finita.
Stessa identica storia l’anno dopo, in cui Hill riuscirà a giocare fino a metà gennaio prima del terzo e fatale crack.
Starà fuori quell’annata e salterà anche l’intera stagione successiva.
La carriera di McGrady ormai ha preso il volo e lui a Orlando è rimasto solo.
La stagione 2004-2005 sembra quella del riscatto, dove giocherà ben 67 partite, dopo le 47 complessive dei 4 anni precedenti, segnerà quasi 20 punti di media e sarà selezionato per la squadra All-Star.
A fine stagione però, altro crack alla caviglia che lo terrà fuori per 8 mesi.
La stagione 2005-2006 quindi comincerà in ritardo e… ovviamente finirà anch’essa in anticipo. A inizio marzo ci sarà l’infortunio che lo spedirà dritto nel burrone dopo sole 21 partite.
Il declino sarà inevitabile. Data l’età sarà impossibile sperare in un recupero efficace e ormai anche Hill sembrava averci messo una pietra sopra.
La sua travagliata carriera proseguirà per un altro po’ a Phoenix, dove non mancheranno altri infortuni e altre delusioni.
Nel suo ultimo anno vestirà la maglia dei Los Angeles Clippers, dove ricoprirà principalmente il ruolo di riserva.
Moltissimi sono i giocatori che avrebbero avuto una carriera brillante, anzi stellare qualora non ci fosse stato questo enorme inconveniente, anzi questa in-fortuna che è sicuramente la più grande bestia nera di qualunque sportivo.
Basti pensare ai vari Greg Oden, Penny Hardaway, Yao Ming, Derrick Rose, Brandon Roy e lo stesso Tracy Mcgrady.
Molti consideravano Grant Hill come un Lebron James prima di Lebron James, altri che ci avevano giocato contro dicevano che era più forte di Kobe Bryant, altri ancora che quando andava al ferro era capace di arrivare più in alto di Jordan.
Cosa sarebbe diventato non lo sapremo mai, ma perché bisogna essere scettici e non credere a queste dicerie? Perché non possiamo semplicemente provare a immaginare quanto il nostro Dumbo sarebbe potuto arrivare in alto?
Infondo anche il Dumbo originale della Disney era capace di volare…

(Fonte: lovethispic.com)



Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*