Vince contro Allen



Nba Playoffs 2001.
Semifinali Eastern Conference.
Raptors vs Sixers.
Sicuramente la più bella e combattuta serie di quella Offseason.
Sicuramente uno dei duelli più belli degli ultimi anni.
Vince Carter finì la serie a 30.4 punti di media.
Allen Iverson a 33.7 punti di media.
I due giocatori e le due squadre si affrontarono spietatamente per sette gare e tutto fu deciso all’ultimo.
Gara uno la vinsero i Raptors con i 35 di Carter (Iverson ne aveva messi 36).
In gara due Allen si caricò i Sixers sulle minuscole spalle e ne segnò 54 in faccia a Vince.
Vince rispose con 50 punti in gara tre portando alla vittoria i Raptors.
E la serie continuò così fino al settimo atto con 52 di Iverson in gara cinque e 39 di Carter in gara sei.
Iverson voleva vincere la gara da solo e voleva affrontare dal suo metro e ottanta scarso tutta la squadra di dinosauri. Era stanco, ormai non concretizzava più neanche i layup più semplici.
I Raptors avevano adottato su Iverson una marcatura asfissiante, raddoppiandolo costantemente e alle volte triplicandolo.
Durante un timeout Allen si mostrava ai compagni come frustrato e arrabbiato.
Coach Larry Brown, consapevole dei essere l’unica persona che Allen ascoltava, gli disse di passare di più la palla e non prendere tutti i tiri che capitavano per le mani, poiché se lo avessero raddoppiato sempre, matematicamente ne avrebbero lasciato uno perennemente libero.
Iverson sentì il consiglio del coach e distribuì ai compagni ben 16 assist (record in carriera).
I Sixers si portarono in vantaggio allo scadere.
C’era tempo per un’ultima azione.
I Raptors sotto 87-88. La rimessa finisce ovviamente nelle mani di Vince Carter che prende il tiro dagli spalti, fuori equilibrio. La palla scheggia il ferro e rimbalza fuori. Philadelphia è in finale di Conference e Toronto è fuori.
Carter esce dal First Union Center a testa bassa, perché puoi aver dominato anche tutta la serie e portato la tua squadra a game sette praticamente da solo, ma per i fatti era quel tiro che contava veramente e Carter aveva sbagliato.
Mai come in questo caso onore ai vinti, ma ancora una volta il cuore di un ometto di 1.80m ha dimostrato che se vuoi ardentemente qualcosa, il limite è il cielo.



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