I LAKERS POTRANNO FARE DI NUOVO LA STORIA? // playoffs alla portata o sogno?



Bella la partita contro gli Spurs. Bellissima. Nervi d’acciaio e remuntada completata.
Ma a questo punto la domanda che i più si sono fatti è stata: “Realisticamente quante possibilità ci sono di arrivare ai playoffs?”

Il ventaglio emotivo sembra essere bipolare: mentre infatti da un lato son emersi con vigore quelli che “i playoffs sono nostri”, dall’altro si è rimasti coi piedi ben saldati a terra, contenti dei recenti successi ma abbastanza sicuri che, alla fine, purtroppo, la post season sarà seguita solo in televisione.

Un paio di dati oggettivi prima di iniziare:
• i Lakers non arrivano ai PO dalla stagione 2012/13, quando chiusero la stagione in 7ª posizione, per poi uscire al primo turno contro San Antonio;
• il record attuale recita 28-34;
• delle restanti 20 partite 12 sono in casa, 8 in trasferta; ci sono due back-to-back e un road trip di 4 partite contro Indiana, New Orleans, Memphis e Detroit;
• solo 4 gare sono contro squadre in aperta modalità tanking (che comunque non significa vittoria assicurata);
• 6/20 saranno gare contro squadre ad oggi Top10 della lega come record.

A questo punto, guardando le classifiche di fine stagione della Western Conference degli ultimi due anni, si può notare come il numero minimo di vittorie da raggiungere per entrare nella griglia della post season come ottavi sia 41. Infatti:
• 2016/17, Portland ottavi con un 41-41
• 2015/16, Houston ottava con un 41-41

(Fonte foto : sportingnews.com)

I due anni ancora precedenti, invece, avevano visto una lotta ancora più dura per l’ultimo posto ai playoff (2014/15, New Orleans 8ª con un 45-37; 2013/14, Dallas 8ª con un 49-33).

La sfortuna dei Lakers di quest’anno? La serie di sconfitte di Febbraio, senza la quale si sarebbe potuto avere qualche W in più, essenziale a questo punto della stagione e per tutti quelli che sono in lotta per l’ottava posizione.
Un’altra sfortuna? Avere davanti tre squadre come Denver (8ª), i Clippers (9ª) e Utah (10ª) che non cedono e continuano a vincere.
L’obiettivo sarebbe, quindi, fare lo stesso e continuare a macinare vittorie al pari degli altri, sperando in un capitombolo collettivo fortuito, riducendo lo svantaggio e vedendo cosa succede.

Dunque, per arrivare ad un record di 41-41, sperando sia sufficiente, bisognerebbe vincere 13 delle prossime 20 partite perdendone solo 7.
Difficile ma non impossibile.
Alla portata di questi ragazzi giovani e pieni di voglia.

Va bene, tutto bellissimo, MA SE NON SI RIUSCISSE AD RAGGIUNGERE QUESTO OBIETTIVO?
Si riuscirebbe lo stesso ad ottenere qualcosa di positivo da questo insuccesso?
La risposta è e può essere una sola: sì, sarebbe lo stesso una vittoria. E come mai?
Perché avresti fatto vedere a tutte le altre franchigie che, con una squadra di ragazzini e senza superstar, sei riuscito ad arrivare lì, a lottare per uno spot in post season, a competere con altri meglio organizzati e con più esperienza.
E quale miglior pubblicità per attirare qualche free agent quest’estate *coff coff LeBron coff coff George coff coff*?

Morale della favola, quindi, è continuare a giocare come si è fatto fino ad ora: contropiede e difesa, gioco di squadra e crescita dei giovani.

Perché l’appuntamento fra i Lakers e la storia, presto o tardi, s’ha da fare, e in molti si potrebbero pentire di non aver avuto fiducia e pazienza, avendo voluto tutto subito.

L’ashtag che impazza in questo periodo attorno alle prestazioni gialloviola è esemplificativo di tutto ciò che sta accadendo a LA: #TRUSTHEPROGRESS

History in the making?

(Fonte foto : Lakersnation.com)



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