Damian Lillard: underrated?



Underrated, termine troppo spesso abusato per descrivere giocatori che nell’immaginario collettivo vengono considerati meno rispetto ai soliti noti, in questi anni il Re di questa categoria è Damian Lillard e qui si pone il dubbio se effettivamente sia così o se sia solo una credenza popolare, un falso storico diciamo come la donazione di Costantino alla Chiesa (perdonate l’excursus dato dalla mole di studio).
Perché molti considerano questo ottimo giocatore sottovalutato? La risposta può essere data dal fatto che non sia un All Star fisso, posto che comunque ha partecipato ben 3 volte alla partita delle stelle o che non sia costantemente nominato come All-NBA, ma anche qui ha ricevuto ben due convocazioni, pur non avendo mai portato Portland oltre il 4° posto in regular season e mai oltre il 2° turno ai Playoff.
Analizzando il gioco di Lillard si evince come non sia un eccellente creatore di gioco, ma si tratta di una combo guard first score, ossia un giocatore che guarda più il canestro che i compagni liberi, tendendo spesso a forzare tiri piuttosto che servire i compagni liberi e quando ciò avviene i Blazers diventano una vera e propria minaccia per chiunque e l’ultima striscia di vittorie ne è la conferma, dove tolte le prime 5 partite, il salto in avanti è stato fatto dai vari role players piuttosto che dal duo Lillard-McCollum.
Tornando al discorso originario io non credo che la definizione underrated sia azzeccata per il giocatore da Oakland, poiché bisogna inserirlo in un contesto in cui le PG sono diventate sempre di più il fulcro di ogni squadra e Lillard è capitato in un’epoca in cui abbiamo i vari Westbrook, Paul, Curry, Irving e Wall, ossia dove emergere in questo ruolo sia tremendamente complicato, rimane un assoluto protagonista di questo momento storico, ma a meno di exploit clamorosi da qui a 3 anni non penso riuscirà mai a portare a casa un titolo o qualcosa di più di una semifinale di conference, restando in quel limbo di giocatori eccitanti da vedere, ma senza coniugarlo alla vittoria dell’anello.



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