“One batch, two batch, Penny and Mr. Air”



Sembra impossibile da credere ma nelle annate in cui Michael Jordan e i suoi Bulls dominavo i parquet di tutta la NBA, un giocatore era più popolare di “Mr. Air”: Anfernee “Penny” Hardaway. In Florida, più precisamente ad Orlando, non si voleva essere come Jordan, si voleva essere come Penny.

Il primo incontro tra i due avviene nel 1992 con un allenamento tra il Dream Team e un gruppo dei migliori giocatori del college composto dai più noti Bobby Hurley, Chris Webber, Grant Hill e lo stesso Penny. La partita finì con uno sconvolgente 62-54 messo a segno dalle star del college, Micheal Jordan a fine partita disse: “siamo stati letteralmente uccisi”. Il giorno dopo, nella seconda partita di allenamento, il Dream Team ottiene il rimborso con un sonoro +100, lezione data e tutti casa.

Il 9 settembre 1994 i due si incontrano nuovamente all’ultima partita giocata al Chicago Stadium per l’evento Scottie Pippen All-Star Classic. Mentre Jordan annunciava il ritiro dal basket giocato Penny scalava le gerarchie in NBA, diventando uno dei giocatori più apprezzati nel panorama del basket giocato. I giocatori più noti in campo erano: Scottie Pippen, Jason Kidd, Shaquille O’Neal, Horace Grant, John Starks, Mark Jackson, Gary Payton e appunto Michael Jordan e Penny Hardaway. La partita è spettacolare, Micheal Jordan non tocca i parquet da 14 mesi ma tira giù cinquantadue punti, dall’altra parte chi ha visto la partita dice che Penny ha segnato sul tabellino quarantadue punti e ottanta (80!) assist.

Il 18 marzo 1995 viene diramato il comunicato che Michael Jordan ha interrotto il suo ritiro di 17 mesi, esordendo domenica contro gli Indiana Pacers. Jordan decide di prendere il 45, che Indosserà per 17 partite (fino a gara-1), causa un suo errore clamoroso contro gli Orlando Magic nei playoff.

I due si incontrano il 7 maggio 1995 nella semifinale della Eastern Conference, Hardaway e O’Neal eliminarono Boston in 4 gare ed erano pronti per Chicago. In gara-1, realizza uno degli assist più belli mai fatti in NBA ai danni del numero 45 di Chicago, con un no-look all’indietro per Horace Grant che va al ferro. La serie è combattuta, si va sull’1-1 grazie ai 38 punti di Jordan che torna a indossare la maglia numero 23. In gara-3 Michael mette a referto altri 40 punti, che non bastano perché la serie va sul 2-1 per i Magic. La serie si prolungherà fino a gara-6 con un definitivo 4-2 a favore dei Magic. In finale di Conference incontrarono gli Indiana Pacers di Reggie Miller, che portarono la serie fino a gara-7 ancora una volta a favore dei Magic. In finale Orlando incontra Houston che chiude con un netto 4-0 d’esperienza e vince il secondo titolo consecutivo, risultato troppo severo per i Magic che avrebbero meritato miglior sorte.

Penny, come usava chiamarlo sua nonna, è stato il giocatore più amato dai tifosi dei Magic e non solo. È stato il simbolo di un nuovo modo di essere playmaker, portando a sé la stima di tutta la NBA. Un giocatore completo: scorer, assist-man e difensore.

“Your favorite player’s favorite player!”



Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*