Future Situation Tank Team East



Approfondiamo oggi le situazioni future delle peggiori squadre della lega, quelle che dovrebbero, almeno in teoria, dare un “ricambio generazionale” alle squadre top della lega tramite delle buone chiamate al draft.

Pendiamo tutte quelle che ora hanno un rateo W/L inferiore al 40%.

Atlanta Hawks, con l’addio di Millsap e Teague quest’estate e precedentemente dei vari Howard, Korver e Hardaway, la proprietà ha deciso di interrompere la seconda striscia attiva più lunga di presenze ai Playoffs (dal 2009 allo scorso anno, solo gli Spurs li raggiungono sempre da più tempo) per dare una ventata d’aria fresca alle aquile. Dato per assodato che il il progetto girerà intorno a Bazemore e Schroeder, a livello di cap sono presi molto bene: dalla prossima estate il solo Miles Plumplee, oltre ai due sopracitati, sarà a contratto per un’ultima stagione per 12 milioni. Dopo ciò si potrà già vedere una buona squadra grazie a tanto spazio salariale, alla maturità dei due giocatori chiave e alle tante picks che avranno nei prossimi tre draft.

Brooklyn Nets, più che parlare di franchigia si può parlare di barzelletta in questo caso. Negli ultimi 10 anni sono riusciti a passare una sola volta il primo turno di Playoffs, nella stagione 2013-14 in cui fecero all in per i veterani di Boston sacrificando moltissime scelte. Da quel momento non si vide più uno stralcio di possibilità di futuribilità per la squadra che si trovava con il cap intasato dai giocatori vecchi e pochissime scelte al draft. Per rendere l’idea vi possiamo dire che negli ultimi 17 anni hanno pescato al draft solo una volta con una scelta superiore alla 10 (Derrick Favors alla 3 nel 2010).

Da quel momento sono passati 4 anni e finalmente si riesce ad intravedere un po’ di luce infondo al tunnel. In panchina siede Kenny Aktinson che sta dando alla squadra una buona idea di gioco, un ottimo giro palla e molto tiro da tre, seppur non avendo giocatori di qualità: il 60% del salary cap è occupato da Jeremy Lin, che non potrà mai essere quello della Linsanity, DeMarre Carrol, Allen Crabbe, quest’ultimi sono buoni giocatori ma decisamente role player, e Timofey Mozgov che fino al 2019-20 percepirà SEDICI milioni di dollari. Fortunatamente dopo quella data non ci sono particolari problemi per avere una squadra nuova degna di fare parte della lega: il salary cap sarà vuoto, verranno presi finalmente dei giocatori con delle scelte alte al draft (dal prossimo anno avranno tutte le loro prime scelte), con la rifirma a cifre ragionevoli di giocatori giovani (Russell, Allen, Dinwiddie e LeVert) e senza fare nuovamente scelte azzardate come in passato, la squadra potrebbe tornare ad essere quella dei fasti di Kidd giocatore.

Chicago Bulls, dopo quest’estate e la trade che ha portato Butler a Minnesota si è capito che a nella Wind City c’è aria di rebuilding. Il loro salary cap è tra i più leggeri della lega, solo 89 milioni garantiti, che scenderanno ulteriormente a 61 per la prossima stagione non avendo più a contratto Rondo, Wade e altri giocatori di contorno; bisogna tenere conto che Zach LaVine, arrivato proprio dopo l’addio della loro stella, uscirà dal rookie contract e probabilmente verrà rifirmato per una cifra intorno ai 15 milioni all’anno. I contratti più pesanti sono quelli di Robin Lopez, Omer Asik, che avranno 25 milioni totali fino alla prossima stagione, e Cristiano Felicio che prenderà 7 milioni all’anno ancora per i prossimi tre anni.

In ottica draft hanno tutte le loro prime scelte più quella dei Pelicans di quest’anno. A Chicago già dalla stagione 2019-20 potrebbero tornare ad essere un’ottima squadra da playoff grazie a tanto cap space, il futuro All Star Markkannen e due prime scelte molto alte ai prossimi draft.

New York Knicks, la franchigia della grande mela ha tra le proprie mura uno dei giocatori più in rampa di lancio degli ultimi anni, Kristaps Porzingis, che fino al prossimo anno giocherà con un contratto da rookie (questo tipo di contratto varia in base alla chiamata di un giocatore ma non può essere mai maggiore di 8 milioni di dollari all’anno). Per il resto la franchigia non da grandi segni di futurabilità, il progetto sembra girare intorno al duo KP-Hardaway Jr., quest’ultimo ha firmato da free agent l’estate scorsa un contratto da 17 milioni all’anno fino al 2020-21 dove avrà la possibilità di esercitare la player option. Si fanno decisamente sentire i due super contratti ai due lunghi Enes Kanter, che il prossimo anno molto probabilmente sceglierà di rimanere nel contratto per 18 milioni, e Joakim Noah che percepirà 56 milioni per i prossimi 3 anni.

A livello di scelte per i prossimi anni possiedono ancora tutte le loro prime scelte mentre hanno gran movimento con le seconde. Possiamo concludere che la franchigia della città più famosa al mondo sembra abbia appena cominciato a rifondare, anche se in verità sta da anni nel baratro, e fino alla stagione 2020-21 non avrà possibilità di firmare dei free agent di buon livello essendo “obbligati” a maxare The Unicorn e dovendo tenere grossi e pesanti contratti; si spera che in 3 stagioni riescano a pescare bene al draft, grazie ad un tanking selvaggio, per tornare ad essere competitivi.

Orlando Magic, ad inizio anno si pensava che la squadra fosse quantomeno pronta per lottare per un posto ai playoffs grazie ad un Aaron Gordon rinato, il ritorno di Hezonja e alla riconferma di Vucevic. Sfortunatamente dopo un periodo positivo la squadra ha perso 27 partite su 32 sprofondando così in zone di classifiche molto basse. A livello di draft avranno a disposizione tutte le loro scelte future più altre 6 seconde scelte da qui al 2020; si spererà ovviamente che non vadano a prendere giocatori come Jonathan Isaac, che da molti era stato profetizzato come il nuovo KD, che avranno un ruolo marginale anche a causa degli infortuni proprio come Hezonja. A livello di cap la situazione sembra essere difficile solo per il prossimo anno quando verrà riempito probabilmente con una rifirma di Gordon; dopo di che gli unici due contratti pesanti rimangono quelli di Biyombo, che percepirà 17 milioni spropositati per il suo apporto , e Fournier che da ottimi segnali per il futuro.



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