Future Situation Tank Team West



Passiamo ora dall’altra parte dell’America per vedere come saranno prese in futuro le attuali peggiori franchigie della lega.

Dallas Mavericks, la franchigia dell’europeo più longevo di sempre in NBA naviga dal post titolo in acque incerte: Carlisle, che guida la squadra dal 2008, non è più riuscito a portare la squadra oltre il primo turno di Playoffs o sopra il 60% di vittorie. Da l’anno scorso sembra però che la le intenzioni siano quelle di ricostruire con le scelte al draft; è stata scelta con la numero nove Dennis Smith Jr. che quest’anno ha fatto molto bene in quintetto, e quest’anno sceglieranno probabilmente con una scelta ancora più alta. La loro situazione salariale è una delle migliori delle squadre analizzate: il prossimo anno avranno a disposizione 30 milioni (avendo però solo 8 giocatori a roster), mentre se Barnes, che prende 24 milioni all’anno, e Powell non eserciteranno le rispettive player option, il rookie di quest’anno rimarrebbe l’unico giocatore in squadra (più ovviamente ai giocatori scelti nei prossimi due draft).

Memphis Grizzlies, lo spettacolo a cui stiamo assistendo ora è qualcosa di osceno, hanno vinto solamente 8 delle scorse 61 partite dando un segno evidente della loro volontà di tankare. La scelta è obbligatoria anche per il prossimo anno quando dovranno cedere la propria prima scelta a Boston qualora fosse superiore alla 8; oltre a ciò la squadra è una delle più vecchie della lega: per i prossimi due anni 80 milioni di stipendi verranno dati a Conley, Parsons e Gasol che quando usciranno dai loro contratti avranno 33 anni di media. Proprio quello sembra il momento (stagione 2020-21) sembra il momento in cui potrà finire il Process di Memphis quando avranno acquisito tre giocatori nelle prime 10 scelte dei draft e non avranno più nessun giocatore a contratto (finalmente). Quella sarà finalmente l’anno zero e probabilemente ritorneranno ai playoffs con una squdra giovane e talentuosa, non come gli ultimi anni caricata di tanti giocatori “esperti”.

Phoenix Suns, in Arizona non disputano la postseason dal lontano 2010 e al draft da allora tante scelte discutibili sono state fatte, il solo Devin Booker sembra essere stato un fiore in un prato di erbacce. Quest’anno al draft potranno utilizzare la loro prima scelta, più quella di Milwaukee e Miami, oltre a due seconde scelte, dove il talento non sembra di certo mancare. Per il prossimo anno la situazione salariale non sembra ancora essere rosea, Tyson Chandler (36 anni), Dudley (33 anni), Knight (27 anni) percepiranno metà dei salari garantiti; l’anno successivo rimarrà a libro paga solamente l’ultimo giocatore ma verrà probabilmente maxato il vincitore della gara da tre punti di quest’anno, lasciando solamente 20 milioni di spazio per il completamento di una rosa di 8 giocatori. Nonostante ciò in quel momento, se non verrà gravata di altri contratti vecchi e pesanti, si presenterà giovane, ricca di talento ma allo stesso tempo pronta per fare il salto di qualità grazie a Booker e almeno una superstar di livello.

Sacramento Kings, qui siamo più o meno nello stesso caso già analizzato di Brooklyn, ovvero quello di una franchigia che sembra voler stare nei bassifondi piuttosto che fare bene. I Kings non sono tra le prime otto squadre della conference da ben 12 anni, un’eternità, e in questo lasso di tempo, pur prendendo talenti come DeMarcus Cousins, non hanno dato il ben che minimo segno di essere una franchigia degna di stare nella lega. Anche quest’anno pesceranno probabilmente con una delle prime 6 scelte (al momento hanno tutte le loro scelte più due seconde scelte aggiuntive), il fatto non è positivo come sembri visto che negli ultimi anni le loro prime scelte si sono trasformate in giocatori come Marquese Chriss, Cauley-Stain, Nik Staukas, Ben McLemore, Thomas Robinson, tutti presi tra le prime dieci picks. Nonostante ciò a livello salariale potrebbero non essere messi così male. Oltre al prossimo anno dove spenderanno 30 milioni nelle player option di Shumpert, Koufos e Temple, avranno una squadra giovanissima, solo 24 anni di media, e il salary cap completamente sgombro. In quel momento potremmo capire se Sacramento vorrà rialzarsi o continuerà ad essere la barzelletta della lega.



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