Nba rigged? Pt.2



Nella stagione 2001-2002 i Kings dominano la Western Conference con un record di 61-21, ed imponendosi come campioni della Pacific Division.

La franchigia californiana gioca un basket piacevole ed offensivo capitanato da un immenso Chris Webber e dall’entrante Mike Bibby arrivato dagli allora Vancouver Grizzlies. Ciò lasciava l’amaro in bocca ai tifosi per un solo motivo: Jason Williams alias White Chocolate viene inserito nella trade per portare Bibby a Sacramento.

Divac, Christie e Stojakovic completano il quintetto titolare formando un mix di difesa eccelente e poesia tra le mani.

Alla fine della Regular Season i risultati parlano chiaro: i Sacramento Kings si affermano come miglior franchigia della lega imponendosi come favorita per arrivare alle Finals NBA. Nel primo turno i Kings spazzano via gli Utah Jazz del trentottenne Karl Malone e del trentanovenne John Stockton con un netto 3-1, grazie alla difesa guidata da Coach Adelman.

In semifinale di Conference Webber e compagni incontrano i Dallas Mavericks di Nowitzki e Nash, spazzati anche loro con un sonoro 4 a 1.

18 maggio 2002, ARCO Arena, Sacramento. I Kings affrontano gli odiati Los Angeles Lakers di Bryant e O’Neal, che seppure hanno la squadra sul filo del rasoio, sono sempre lì.

Gara-1 della finale di Western Conference è una bolgia: lo stadio registra il tutto esaurito ma i Los Angeles Lakers la vincono di sette punti. In Gara-2 i Kings reagiscono con un 96 a 90 di misura, replicando la vittoria in Gara-3 che si gioca in trasferta con un sonoro 103-90 ben visibile allo Staples Center di Los Angeles guidato dal duo Webber-Christie.

In Gara-4 i Sacramento Kings hanno la possibilità di scrivere la storia, in una partita che i media vedono come il punto di svolta per la squadra più europea dell’NBA. Vincendo questa partita i Kings si porterebbero in casa loro la serie sul 3 a 1, con due risultati disponibili per arrivare alle Finals NBA.

I Kings dominano: alla fine del secondo quarto il tabellone segna un netto 48 a 24 indirizzando la partita verso la squadra di Sacramento. Ma i Lakers decidono di svegliarsi insieme a Shaq che inizia a fare il fenomeno, lo svantaggio diminuisce e i Lakers agguantano la squadra di Rick Adelman che è a soli cinque punti di vantaggio (98-93), Bryant e O’Neal portano il risultato a -1 complice il fato che decide di far segnare i due liberi al centro dei Lakers.

11.8 secondi alla fine, Divac poco prima ha messo dentro uno dei due tiri liberi a disposizione. Rimessa Lakers: Kobe sbaglia il tiro, O’Neal va a rimbalzo ma non la mette dentro con la palla che vaga per l’area: il numero 21 dei Sacramento Kings la spazza fuori dal perimetro ma ad intercettare la palla c’è Robert Horry che dalla linea è micidiale, due secondi alla fine con la palla in volo verso il canestro, entra. Suona la sirena e i Los Angeles Lakers vincono 100 a 99. Serie sul 2-2.

I Kings rispondono con una vittoria di misura per 92 a 91 in Gara-5, ma i Lakers di Shaq e Kobe rispondono presenti ed in Gara-6 firmano l’importante vittoria del 3 a 3, replicando la vittoria su Sacramento in Gara-7 e staccando il pass per le Finals NBA.

È in Gara-6 che accade ciò che oggi conosciamo come “NBA Rigged”, ai Sacramento Kings viene fischiato qualsiasi contatto in difesa, portando i Los Angeles Lakers a portare 27 tiri liberi nel solo quarto quarto, contro i 9 della squadra di Webber.

I falli dei Lakers che non vengono fischiati sono vari: la gomitata di Bryant sul volto di Mike Bibby, o il flagrant non chiamato di O’Neal sul numero 51 di Sacramento.

Tim Donaghy, ex arbitro NBA, ha affermato che Gara-6 è stata manipolata per far vincere Los Angeles.
Il motivo? I Lakers erano una squadra con due superstar e con un grande mercato. Una finale tra due squadre di provincia non poteva essere tollerato, poiché avrebbe portato ad un disastro fiscale per la NBA.

I Sacramento Kings hanno una ferita aperta da Gara-6 del 2002, dura a rimaginarsi e difficile da curare, una cosa è certa: sono loro i veri campioni NBA di quella maledetta stagione.

(Fonte: gettyimages.com)



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