Nba rigged?



La stagione 2005-2006 è ricordata per quel fantascientifico Dwyane Wade che ha trascinato i Miami Heat al primo titolo di franchigia.

Non tutti ricordano però l’arbitraggio sospetto ai danni dei Dallas Mavericks di Dirk Nowitzki. Mark Cuban arrivò ad ingaggiare un ex agente dell’FBI per indagare su un presunto accordo tra NBA e Miami Heat.

I Mavericks guidano la serie grazie alle vittorie in Gara-1 e Gara-2 all’American Airlines Center, grazie ad un immenso Jason Terry in Gara-1 ed un freddissimo numero 41 che firma una doppia doppia di fisico in Gara-2.

Gara-3, quarto quarto. I Mavs guidano la partita per 83 a 71 in casa di Miami, con 8:30 alla fine della partita: è a partire da qui che molti osservatori sostengono che gli arbitri presero il controllo del gioco per favorire i Miami Heat di Wade. Fino al terzo quarto il numero 3 della Franchigia di Pat Riley aveva tirato quindici tiri liberi, nel quarto quarto ne ha tirati solo tre e solo uno negli ultimi 8:30 di gioco. Quindi i Mavs hanno avuto la possibilità di chiudere la partita, ma Nowitzki ha sbagliato un tiro dei due tiri liberi che hanno portato la serie sul 2 a 1.

In Gara-4 i Miami Heat si impongono per 98 a 74: Dwyane Wade replica la prestazione da 42 punti e 13 rimbalzi di gara-3, segnando sul tabellino 36 punti e il 2-2 nella serie.

Gara-5, Wade tira un numero di liberi pari a quello della franchigia Texana (25) mettendone a segno 21 e mandando la partita all’overtime, in cui il numero 3 di Miami firma altri due tiri liberi: il fallo chiama in causa un presunto contatto di Devin Harris e Dirk Nowitzki ai danni di Dwyane che andava a tabellone. La chiamata di fallo venne contestata dallo stesso Mark Cuban.

In realtà il fallo era evidente: Harris sporca il tiro di Wade afferrando la mano che andava a canestro, mentre Nowitzki lo spinge.

101-100, Dwyane Wade domina anche questa partita con 43 punti.

In Gara-6 i Miami Heat hanno l’occasione di chiudere la serie e portarsi a casa il titolo. Nel primo quarto Dallas domina con un parziale di 30 a 18, ma nel secondo quarto Wade si sveglia e porta la squadra alla fine del primo tempo ad un 49-48 a favore dei suoi, controllando per il resto della gara la partita con il risultato finale di 95 a 92.

I Miami Heat si impogono con un 4-2 in rimonta vincendo il primo titolo di franchigia, con il numero 3 che vince il premio di MVP delle Finals NBA con una media di 34,7 punti, 3,8 assist, 7,8 rimbalzi e 2,7 palle rubate.

Nessuno mette in dubbio la forza e la volontà di Dwyane Wade in quelle finals, trascinatore solitario di una squadra di veterani prossimi all’addio al basket giocato.

Ma molti osservatori hanno reputato quei tiri liberi sospetti a causa delle situazioni in cui arrivavano: Gara-3, Gara-5 e Gara-6 erano determinate da quei tre punti o meno di vantaggio dei Mavs.

Inoltre Miami anche se non aveva un mercato più ampio di quello di Dallas era una città più rilevante, con due All-Star in squadra: Shaquille O’Neal e Dwyane Wade. Il primo al canto del cigno, il secondo pronto per diventare il volto di quell’NBA.

NBA rigged?

(Fonte: Sportsillustrated.com)



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