Back to 60s



È passato molto tempo da allora.
Quante volte molti big come Elgin Baylor vengono esclusi dalle classifiche in cui predominavano nettamemte perchè “Eh, ma erano altri tempi!”…
Quante volte oggi si dà poco peso ai record NBA di Wilt Chamberlain solo perché sono stati stabiliti negli anni ’60.
Gli anni ’60 sono stati il periodo dell’egemonia dei Boston Celtics nella NBA, ma anche il record dei titoli della squadra di Auerbach prima e Russell poi, record che spesso viene sottovalutato.
Gli anni ’60 sono stati a livello numerico la maggior espressione del basket professionistico d’oltreoceano.
Quando si pensa ai grandi pionieri del gioco, spesso si pensa che al giorno d’oggi potrebbero fare poco quanto niente a livello di impatto sulla lega. Ci è rimasto davvero poco di questa epoca riguardo fonti, filmati e partite; spesso alcuni dati che a noi risulterebbero incredibili sono stati persi o ai tempi non venivano assolutamente considerati.
Però, probabilmente gli anni ’60 sono stati la prima vera espressione del basket moderno, dove in una lega dominata dai lunghi iniziavano a fare la voce grossa anche i piccoli. Il gioco si evolveva sempre più e diventava man mano sempre più spettacolare e simile al contemporaneo.
Le origini vere e proprie del basket attuale sono fiorite in questa meravigliosa epoca di cui pochi, quasi nessuno, ricorda.

Tutti quanti dobbiamo ricordare che se esiste oggi uno stile di gioco come quello moderno con giocatori e giocate come quelle attuali, è solo perché c’è stato qualcuno prima di loro che le ha inventate e se noi oggi rimaniamo ammaliati dai vari Curry, Durant e Harden è solo perché prima di loro hanno spianato la strada i vari Bob Cousy, Elgin Baylor o Jerry West.
Se oggi una lega come la NBA è dominata (fortunatamente) dagli afroamericani, bisogna ringraziare le lotte che giocatori come Bill Russell fecero per affermare il loro stato di esseri umani uguali agli altri all’interno della comunità.
Perché non scordiamoci mai che oggi noi abbiamo la possibilità di ammirare la lega nel suo massimo splendore, con squadre che diventano man mano sempre più forti e agguerrite e la competitività aumenta sempre di più perché si gioca con l’unico obbiettivo di poter detronizzare il campione in carica con 30 squadre sempre motivate (squadre da tanking escluse) ad arrivare a giugno a sollevare un trofeo e a ottobre ad infilare degli anelli. Ma tutto ciò è partito da una lega in cui si davano battaglia solo 11 squadre composte da giocatori che magari prima di iniziare a giocare da professionisti avevano raramente visto un pallone da basket.



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