La TOP5 dei bidoni dei Golden State Warriors



I Golden State Warriors hanno avuto negli ultimi anni una delle formazioni più forti di sempre, ma non è andata sempre cosi bene alla franchigia di San Francisco, che oltre a tanti fenomeni ha visto molti tra i giocatori più scandalosi di sempre.

Sicuramente Zaza Pachulia non è tra i giocatori più forti che i Warriors abbiano mai avuto in squadra, ma nonostante ciò nella TOP 5 che stiliamo oggi, anche il buon Zaza non sfigurerebbe dato che si è visto di molto peggio, anche per il fatto che nessuno dei 5 ha mai fatto vincere una serie di Playoff agli Warriors da protagonista come ha fatto Pachulia infortunando Leonard lo scorso anno.

#1 Mike Dunleavy

Scelto dagli Warriors alla terza chiamata del primo giro durante il draft del 2002, Mike era tutto quello che gli Warriors desideravano, proprio come ha detto anche al tempo l’ex GM della squadra Californiana, ex leggenda della stessa, Chris Mullin : ” Il modo in cui gioca e la nostra organizzazione vanno molto d’accordo, abbiamo preso proprio ciò che volevamo”.
Ottimo, se non fosse per il fatto che dopo tre anni circa perde il ruolo da titolare, ruolo che aveva ricoperto solo per la scarsezza del roster degli Warriors. Durante l’annata Don Nelson prova a cambiargli ruolo facendolo ripartire quintetto, con risultati più scarsi di quelli di prima. Da lì in poi Mike Dunleavy se lo ricordano in pochi, e facendo delle accurate ricerche si dice che nella stagione 2016-2017 abbia fatto parte del roster dei Cleveland Cavaliers, probabilmente solo Fake News.

#2 Vladimir Radmanovic

Iniziamo col dire di andare a visitare la sua pagina Wikipedia italiana, vi divertirete molto a leggere i tantissimi dati presenti della sua carriera. C’è molto poco da dire sul giocatore, trovare dati più esaustivi di quelli disponibili sul giocatore è più complicato dell’ operazione Geronimo che è stata messa in atto per trovare Osama Bin Laden (morto lo stesso anno in cui Radmanovic lascia gli Warriors, non possono essere solo coincidenze). In due anni chiude con 5.5 punti di media, 1.1 assist e 3.4 rimbalzi. Prendere 3 rimbalzi di media, in due anni, con 18 minuti di media giocati a partita, quando sei 208 cm la dice molto lunga. Il fatto che si sia ritirato a 32 anni non è proprio un caso.

#3 Andris Biedrins

Dopo aver esordito a soli 16 anni in una squadra di Riga, la capitale della sua Lettonia, Biedrins si dichiara eleggibile per il draft NBA del 2004. Scelto dagli Warriors nel suo primo anno giocò la bellezza di 30 partite con soli 12 minuti di media a match. L’unico pregio che sembrava possedere il centro Lettone erano le doti da stoppatore, dovute anche alle sue lunghe leve. Nell’ anno successivo giocò 68 partite e chiuse con 190 falli in soli 1000 minuti, cosa che gli attribuì il soprannome di: “The One Minute Man“, che voleva sottolineare la sua capacità di realizzare un fallo al minuto. Durante quell’ annata oltretutto chiuse con un ottimo 30,6% dalla lunetta, e proprio data quella percentuale riuscì a infiammare l’intera Oracle Arena semplicemente tirando due liberi, roba che Steph Curry spostati proprio.

#4 Todd Fuller

I Golden State Warriors lo chiamarono alla 11 nel draft del 1996, due chiamate dopo gli Charlotte Hornets scelsero Kobe Bryant prima di scambiarlo ai Lakers, iniziamo bene. 211 cm di pura scarsezza, in due stagioni agli Warriors mette a segno 4 punti di media e sfrutta i suoi cm per chiudere a 3.4 rimbalzi di media a partita, un vero e proprio centro dominante. Basta dire che giocò ulteriori 4 anni nella lega dopo i due agli Warriors e non riuscì mai a superare nè la media punti nè quella rimbalzi che ottenne negli Warriors, commento tecninco: WOW. Finita la sua carriera NBA giocò in vari campionati: Spagna, Polonia, Grecia per poi chiudere in una squadra Australiana che, tre anni dopo il ritiro di uno dei centri più scarsi mai visti riuscì a vincere un titolo australiano.

#5 Joe Barry Carroll

Probabilmente tra i cinque giocatori citati in precedenza rimane il più forte sia tecnicamente sia a livello di numeri, ma se è in questa TOP 5 un motivo ci sarà. Innanzitutto un giocatore che è stato più volte violentato da Kareem Abdul-Jabbar, Hakeem Olajuwon o Moses Malone, spesso è stato devastato non solo perchè meno forte ma per un modo di giocare molto svogliato che gli attribuì il soprannome di: ” Joe Barely Cares” (Tradotto: a Joe frega poco). Altro motivo per cui è in questa classifica è che gli Warriors per arrivare a lui scambiarono Robert Parish e la terza scelta del draft per ricevere la prima dei Boston Celtics, Boston che con la terza chiamata scelse Kevin McHale e che da lì a poco formò uno dei più grandi Big Three della storia con: Bird,McHale e Parish, ottima scelta Warriors.

Dopo la lettura di queste cinque mini-storie vi consigliamo di bere un po di acqua e riposare, potreste avere mal di testa per qualche ora.



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