E se fossero i Lakers a non volere LeBron?



Si avvicina il periodo più caldo dell’anno per il mondo Nba, e non ci riferiamo all’estate, ma a quello che si appresta ad essere il più rovente mercato di free agency degli ultimi anni.

E la domanda che ci stiamo facendo tutti è sempre la stessa: dove andrà ad accasarsi LeBron James?

Facciamo un paio di considerazioni giusto per capire di cosa stiamo parlando.

LeBron, 33 anni, esce da una delle migliori prestazioni individuali di sempre ai playoffs (34-9-9 di media). Al termine della gara che ha regalato il terzo anello in quattro anni a Curry e compagni, la sensazione più diffusa è stata quella di aver visto l’ultima partita di James in maglia Cavs, con estremo sconforto per tutti i loro tifosi.

La lotta, mediatica e non, per conquistare un colloquio col Re, è stata interessante. Sono spuntati cartelloni pubblicitari, frecciatine sui social e indiscrezioni interne.

Giunti a questo punto sembra che siano quattro le squadre favorite: Lakers, Rockets, Sixers e Heat, escludendo di fatto altre franchigie su cui recentemente si erano fatte molte speculazioni (Clippers, Knicks e Spurs su tutti).

Facciamo ora dei ragionamenti assolutamente da fantamercato della peggior specie, attingendo a qualsiasi informazione che ci appare sensata che circola fra gli insiders Nba.

Stando agli ultimissimi rumors, sembra che le favorite si riducano a tre, dato che “Houston non gli è congeniale”.

Dunque Heat, Sixers e Lakers.

Certo, un ritorno a Miami sarebbe fantastico. Ci si ricongiungerebbe con Wade per un’ultima stagione e la dirigenza tenterebbe di prendere un altro all-star, visto l’arrivo di LeBron.

Ma poi? In mano resterebbe poco altro.

Allora si potrebbe volare nella città dell’amore fraterno, Philadelphia! E lì sì che si troverebbe uno squadrone giovane e competitivo. Ma come si vivrebbe la convivenza con Simmons che ha un modo di giocare così simile al suo, senza aggiungere poi la totale assenza di tiro da fuori dell’australiano (0/11 in stagione)? Voce del verbo “pestarsi i piedi a vicenda”.

Ed ecco che arriviamo al culmine del discorso: la California, nello specifico Los Angeles, casa dei Lakers (e dei Clippers, ma stiamo parlando di squadre vincenti, quindi lasciamoli fuori dal discorso).

Sei LeBron e arrivi al colloquio con il front office gialloviola. Sei tranquillo e felice, perché nella tua testa hai già valutato tutte le alternative, e sai che i Lakers hanno da offrirti tutto quello che ti serve: ragazzi giovani, spazio salariale e futuribilità. Inoltre hai già parlato con Paul George e lui ti ha palesato l’intenzione di venire a LA, quindi sai che insieme a te arriverà anche un altro all-star importante.

Tuttavia anche Johnson e Pelinka hanno fatto i compiti a casa, e hanno già preso una decisione.

Quindi con un sorriso a 32 denti Magic ti dice:

Allora LeBron, siamo onorati che tu voglia venire qui da noi. Sei il miglior giocatore al mondo e quasi sicuramente concorri con MJ e pochi altri per il titolo di GOAT, ma noi preferiamo ritirare l’offerta. Ti auguriamo il meglio perché sappiamo quanto vali e quanto riesci a migliorare ogni squadra in cui giochi, ma non crediamo che il tuo arrivo permetterebbe ai nostri ragazzi di migliorare come speriamo. Il pranzo te lo offriamo noi.

In questo modo molto romanzato, il cui unico scopo è strappare un sorriso, si cerca di dire che tutti i tifosi Lakers vorrebbero vedere LeBron in purple and gold, e solo una volta nella vita ti capita di poter firmare il giocatore più forte del pianeta, ma bisogna chiedersi cos’è meglio per il proprio futuro: cosa porterebbe James? Tante vittorie, ma a che prezzo? Quanti possessi chiederebbe? Quanti isolamenti? Quanto avrebbe bisogno di avere la palla in mano, e di conseguenza quanto la toglierebbe ai vari Lonzo e Ingram? E poi, giusto per pensare al lungo termine, cosa ti resterebbe nel post-LeBron?

Per noi è stato facile fare queste considerazioni, anche scherzandoci sopra com’è giusto che si faccia. Adesso però passiamo volentieri la questione a Magic e Rob, ai quali toccheranno settimane difficili corredate da decisioni importanti.

Quindi LeBron ai Lakers? È ancora tutto da vedere.

PS. I dialoghi riportati in questo articolo non sono mai avvenuti e sono il frutto della nostra immaginazione.

PPS. Ci scusiamo coi Clippers per aver detto la verità.



Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*