La nascita della rivalità più grande di sempre



Finali NCAA 1979. Michigan State guidata da Earvin Johnson Jr. aveva spazzato via tutti gli avversari che ne avevano provato ad ostacolare il cammino verso la finale. Il ragazzo prodigio n.33 però, aveva un ultimo scoglio da superare. Il n.33 di Indiana State, Larry Joe Bird.

Magic e Bird per tutta la stagione avevano dichiarato che guardandosi giocare l’uno con l’altro avessero la sensazione di vedersi allo specchio. Erano incredibilmente simili (mentre fisicamente erano i perfetti opposti).

Il biondino del Kansas si era caricato il suo college sulle spalle e l’aveva portato in finale praticamente da solo. Ma Magic e Michigan State erano ampiamente i favoriti secondo tutti i pronostici.

Pochi giorni prima, sui titoli di giornale, come nella mente di giocatori e tifosi, la sfida non era più Michigan State contro Indiana State, ma era Magic Johnson contro Larry Bird.

Per fortuna per Magic e compagni, l’unico problema di quella partita sarebbe stato limitare Bird; ma come?

Magic allora, sfruttando la somiglianza nel gioco che caratterizzava i due, disse: “Va bene, faccio io Larry Bird, provate a fermarmi”

Iniziò a tirare in fadeaway cadendo fuori dal campo, a utilizzare finger roll incredibili sotto canestro, insomma a fare il Larry Bird.

Greg Kelser, compagno di Magic ai tempi del college, dichiarò che lui e i suoi compagni ebbero più difficoltà a fermare Magic quel giorno che Larry Bird in partita.

Infatti Bird in partita provò a trascinare la sua squadra alla vittoria con tutte le sue forze, ma fu limitato ad un pessimo 7/21 dal campo, frutto dell’ottimo lavoro difensivo dei compagni di Magic, sperimentato durante la preparazione. Terminò la gara a 19 punti, comunque miglior marcatore di Indiana State.

Ma la voglia di vincere di Magic e compagni era troppa, e con una prestazione da 24 punti, 7 rimbalzi e 5 assist, aiutato dai 19,8,7 del precedentemente citato Greg Kesler, Johnson, sollevato da tutti i compagni, tagliò la retina del canestro e consacrò una storica cavalcata di Michigan State verso il suo primo titolo.

Come dichiarò Bird tempo dopo, non avevano vinto perché era la squadra peggiore, ma avevano avuto più voglia di vincere, avevano vinto dimostrandosi nettamente superiori ai loro avversari.

L’anno dopo Bird sarebbe entrato in NBA e Magic, ovviamente, lo seguì…



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