La strana coincidenza dei lunghi di Portland.



Molte volte è capitato che dei giocatori abbiano alzato il proprio livello nei playoffs, ma una strana coincidenza riguarda l’esplosione nella Post Season dei lunghi dei Blazers.

Essi infatti anno elevato il loro gioco a livelli che in stagione non sono mai riusciti a raggiungere, nè con altre squadre ai Playoffs. Vediamo alcuni esempi più eclatanti.

“A Bill Walton l’alley oop piace doppio!”

L’iconica giocata sigillò il punto più alto di quella che sarebbe stata una carriera piena di dolore e delusioni. Una carriera totalmente stroncata dagli infortuni, che gli hanno impedito di essere uno dei più grandi lunghi di tutti i tempi. Per fortuna, anche se per poco però, alcuni dei più anziani tra noi lo hanno visto dominare e vincere da protagonista.
Le finali, e in generale i playoffs 1977 furono il picco della carriera di Walton, che arrivò a livelli raramente visti prima di allora da un giocatore nell’era post Wilt a San Francisco. Il lungo dai lunghi capelli ricci portò i suoi Blazers al titolo mantenendo cifre difficilmemte pensabili per l’era moderna, andando oltre i 18 e 15 per tutti i playoffs e con un quasi 20-20 di media nelle finali.

Successivamente nei primi anni del 2000, Rasheed Wallace emulò il suo predecessore, incrementando notevolmente il suo livello di gioco nella post season. Nelle famose finali di Conference del 2000 (contro i Lakers), tenne medie superiori ai 25 punti di media e fece letteralmente vedere ai favoriti Lakers l’eliminazione a pochi passi da loro. (Un’eliminazione dei Lakers ai Playoffs che però aspettò 3 anni prima di arrivare, ma questa è un’altra storia…)

I Blazers si portarono avanti per 3-2 nella serie e nella gara 7, diventata famosa anche e forse soprattutto per l’alley oop di Kobe a Shaq, i Blazers andarono avanti anche di oltre 15 punti.

La torcia di questa irreale coincidenza fu passata all’attuale San Antonio Spurs, Lamarcus Aldridge, che nei playoffs 2014 fu capace di schiacciare in 6 gare la favorita Houston. Nelle prime due gare, Portland si portò avanti per 2-0 e Aldridge mise a referto due irreali prestazioni da 46 e 43 punti. Concluse la serie a 30 di media, toccando i 37 nelle 4 vittorie.

Ci sono stati numerosi altri esempi, sicuramente meno famosi e meno importanti, poichè durati per molte meno gare, ma che comunque sembrano incrementare la credenza di questa strana “maledizione-benedizione”.

Ad esempio l’enorme centro Lituano, Arvydas Sabonis, nella sua stagione da Rookie, ebbe dei Playoffs a dir poco spaventosi, relativamente alla stagione appena passata, incrementando tutte le sue statistiche principali, e mantenendo una media di circa 26 punti a gara, oltre 10 in più della Regular Season, ma il livello raggiunto in quei playoffs purtroppo non lo raggiunse mai più.

Sicuramente meno nota degli altri è la cavalcata di Mychal Thompson (esatto, il padre di Klay).

Nonostante le sole 5 gare, ebbe cifre e impatto notevolmente superiore al suo rendimento in stagione regolare incrementando di 8 la sua media punti della stagione regolare.

Ovviamente, che l’esplosione di questi giocatori ai Playoffs sia arrivata con la casacca Blazers, sembra essere solo una pura coincidenza, dato che i giocatori che alzano il loro livello in post season sono tantissimi, però rimane sempre avvolto un alone di mistero attorno al calo di questi ultimi quando passano ad altre squadre…

Ripeto, questa è solo una banale coincidenza, ma non stupitevi se alla prossima post season vedrete un Jusuf Nurkic con 30 di media…



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