Il massacro di Londra



2 Agosto 2012. Come avrete intuito sono in corso i giochi della XXX Olimpiade, svoltasi a Londra.

In campo scendono la rappresentativa Nigeriana, e la rappresentativa Statunitense.

Entrambe le squadre sono al loro terzo incontro nella Olimpiade.

Gli africani vengono da un -19 contro la Lituania, successo ad un +4 sulla Tunisia.

Gli Americani invece, dopo un accomodante +27 sulla rappresentativa Francese capeggiata dal play dagli Spurs, Tony Parker, hanno letteralmente asfaltato proprio la stessa Tunisia con un devastante 110-63.

Ovviamente gli USA sono i chiari favoriti, anche se i Nigeriani,… Purtroppo per noi non esiste alcun “Anche se i Nigeriani”.

Gli statunitensi cominciano fortissimi, sfiorando il 16-0, non avvenuto per una tripla wide-open sbagliata da KD. Un fallo porta in lunetta Al-Farouq Aminu, che con un 2/2 porta la situazione sul 13-2 per gli Americani.

I verdi avevano già capito che questa partita probabilmente sarebbe stata destinata a rimanere negli annali dell’approccio alla gara dei campioni in carica. Infatti la difesa nei primi minuti è stata a dir poco asfissiante, e l’attacco è stata la solita, assurda macchina da guerra che ha sempre permesso di massacrare Francesi e Tunisini.

Il primo a sembrare di voler mettere le cose in chiaro fin da subito è Kobe Bryant, sostenuto da un Lebron in versione assistman. L’ormai ex Laker segnò 14 dei primi 25 della squadra, prima di accomodarsi in panca, insieme a tutti gli altri cinque titolari.

I nigeriani sperano che sia arrivato un momento di leggero respiro, ma purtroppo il quintetto secondario degli USA continua a non dar respiro agli avversari.

Nei 3 minuti e 54 secondi restanti il palcoscenico passa a Carmelo Anthony che infila quattro triple, portando a 12 il suo bottino e a 49 quello degli USA. Il primo quarto si conclude con un già apparentemente devastante +24, che però è solo l’inizio di una carneficina destinata inesorabilmente ad aumentare.

Gli Statunitensi hanno appena siglato il record per più triple segnate in un quarto. Il tabellone segna 11/14 da dietro l’arco, semplicemente devastante. In più nessuno aveva mai segnato così tanto in un singolo quarto di gioco.

Il secondo quarto sembra molto più tranquillo per i Nigeriani con un parziale di “solo” 29-20.

Nel terzo quarto, sull’85-50 per gli americani, Carmelo Anthony entra ufficialmente in trance agonistica infilando cinque triple in fila.

Chiuderà con uno spaventoso 10/12 dall’arco e con 37 punti, record in una prestazione olimpica da parte di un giocatore degli USA. In più finirà al secondo posto per più punti in una competizione ufficiale dei giganti a stelle e strisce, dopo i 38 del compagno Kevin Durant. La cosa assurda? Uscirà a 5 minuti dalla fine del terzo periodo e non rientrerà più. Avrebbe superato i 55 del brasiliano Oscar Schmidt? Questo non si può sapere, ma ciò che è certo, è che nonostante l’uscita di Melo, la tortura dei Nigeriani continuerà a lungo.

Infatti ad andare “on fire” ora è la stella degli OKC Thunder Russell Westbrook che segnerà 15 dei 19 punti della sua squadra prima da qui fino alla fine del terzo periodo, chiudendo con una schiacciata tomahawk in due tempi su Alley oop di Kevin Love.

Il tabellone recita 119-62, +57 per gli Americani.

Nel quarto quarto giocheranno le “terze linee”, se di terze linee si può parlare. Esse sono infatti superstar del calibro di James Harden e Anthony Davis, all’epoca ancora un po’ acerbe.

In più, data la presenza di lunghi in campo, si dà spazio anche a Chris Paul, che si diverte ad alzare o schiacciare la palla a terra per vedere uno dei suoi compagni solcare il cielo e scuotere il ferro.

La difesa non cala di intensità, permettendo solo 11 punti alla Nigeria, contro i 37 degli statunitensi.

La partita finisce così sul +83 USA. Il risultato finale sarà un devastante 156-73, neanche a dirlo, record (battendo i 138 della sovracitata formazione brasiliana nel 1988).

Ovviamente gli Americani continueranno la loro cavalcata verso l’oro, concludendo a punteggio pieno il girone e arrivando imbattuti fino al primo posto del podio. Stesso non si può dire della Nigeria, che però in quella disastrosa gara dovrà comunque accontentarsi di una prestazione da 27 di Ike Diogu e di un ankle-breaker ai danni dell’mvp in carica, che da questa stagione dovrà giocare con l’ormai ombra dell’mvp di quella lontana serata di inizio agosto, quel Melo che manca a tutti terribilmente…



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