LONZO BALL, WHAT A START



L’ ex UCLA, selezionato al draft 2017 con la 2° scelta assoluta, è entrato tutt’altro che in punta di piedi al piano superiore, difatti un mix di elementi han fatto si che attorno al ragazzo si creasse moltissimo hype: le aspettative per una seconda scleta sono alte, il pubblico di un grande mercato come quello Loasngelino prevede e/o si aspetta un impatto immediato sulle partite e, dulcis in fundo, una presenza ingombrante come quella di Lavar Ball (padre di Lonzo).

Tutto ciò si è tramutato in una grande pressione per il 20enne in forza ai gialloviola non solo da parte del pubblico e degli addetti ai lavori, ma anche da parte dei giocatori (emblematiche sono le dichiarazioni di Embiid ed il caldo benvenuto riservato da Patrick Beverly alla prima di Regluar Season contro i cugini Clippers.): nelle prime 5 partite della stagione Zo ha tirato con il 31% dal campo, il 23% da 3 e un deludente 55% ai liberi fatto strano per un giocatore che al college tirava con il 40% oltre l’arco.

Il tiro, dall’estetica orribile, e le sparate del padre sono diventate una costante discriminatoria per il giovane Laker coprendo agli occhi degli ‘’haters’’ e dei più disattenti le tante altre cose buone che metteva in mostra nei 30 e più minuti che stava in campo: dalla difesa al passaggio , passando per la capicità di andare a rimbalzo e spingere la squadra a ritmi altissimi.

La stagione 2018 è il banco della verità per Lonzo, soprattutto dopo l’acquisto di Lebron James in free agency. il numero 2 partito con un minutaggio limitato (28 minuti a partita e titolare solo nelle ultime 3, rientra da una operazione ndr.) ha mostrato notevoli miglioramenti, seppur siano calate le cifre di assist e rimbalzi, principalmente per quanto riguarda il tiro: 48% dal campo e 40% da 3, certo il campione di partite e il minutaggio sono ridotti ma a fronte delle prime 5 partite della stagione 2017-18 questi numeri fanno ben sperare.



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