Quando a Seattle si volava



“Da piccolo aveva bisogno di sostegno al ginocchio e alle caviglie, perchè faceva un po fatica, ma era dotato in ogni cosa che faceva”

Federico Buffa su Shawn Kemp.

Che città è Seattle? Una città autoctona con una cultura diversa e particolare.
Un crogiulo di talenti in qualsiasi campo: dal cinema alla musica, tante leggende sono passate per Seattle ed hanno lasciato una impronta indelebile.
Si giocava già negli anni 40 nella Pacific Coast Professional Basketball League e la tradizione continua fino ad oggi.
Seattle è la quindicesima città d’America, ma è la quarta per cittadini che giocano nella lega col logo di Jerry West.
Si crea un legame imprescindibile con la città, ogni figlio di Seattle è orgoglioso della sua provenienza. I giocatori provenienti da Seattle si riconoscono sempre da un particolare numero, “206” il prefisso della città, tatuato sul petto di tutti.
Negli anni 90 a Seattle si respira una atmosfera magica. In questo contesto, arriva un ragazzo piuttosto robusto, con una linea di pensiero “non allineata”.

Un ragazzo dell’Indiana, con un corpo dotato per praticare qualsiasi sport. In una tipica situazione da storia americana, un giorno in un cassonetto dell’immondizia, trova un vecchio pallone della ABA, ed è amore a prima vista per il gioco.
Per un ragazzo del Midwest, essere coinvolto in episodi di razzismo, era automatico all’epoca; Cresce in un contesto difficile insultato per il colore della pelle; oggi viene ricordato per alcuni episodi discutibili fuori dal campo, ma dietro tutto questo c’è l’ombra di una adolescenza difficile che gli ha segnato la vita per sempre.
The Reignman.



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