Kevin Durant: NBA finals 2017



4 luglio 2016
Sono circa le 5 del pomeriggio (ora italiana), quando arriva un altro indizio sulla notizia di mercato più calda dell’estate…
L’allora free agent Kevin Durant aveva ridotto a due le squadre che lo avrebbero accompagnato nel suo percorso futuro. I suoi ex Okc Thunder e i Golden State Warriors.
Molti giovani e meno giovani in questo momento sono sintonizzati a vedere la partita tra Grecia e Iran valida per le qualificazioni olimpiche a Rio, soprattutto perché subito dopo di essa ci sarebbero stati gli azzurri ad affrontare la formazione Tunisina.
Circa un’ora dopo, mentre la partita era in pieno corso di svolgimento, poco prima dell’intervallo lungo, dalla telecronaca viene annunciata la scelta del #35. Il primo tra i giocatori al momento in campo a sapere notizia è Thanasis Antetokounmpo, il fratello minore di Giannis, intervistato durante lo show dell’intervallo e messo al corrente della notizia. La sua espressione facciale era l’emblema di quello che in quel momento passava per la mente di tutti gli appassionati.
Il mondo sportivo si blocca per qualche secondo, giusto per cercare di realizzare la notizia, tanto inaspettata quanto attesa.

La stagione dei californiani con il nuovo arrivato procedette senza troppi problemi, anche se ormai era da un pezzo che durante la Regular Season filava sempre tutto (forse troppo) liscio. Quest’anno però nei playoffs l’aggiunta del 35 si fa sentire e i Warriors asfaltano tutte le squadre della Conference Orientale (complice anche l’infortunio di Leonard), arrivando alla finale imbattuti. I campioni in carica, i Cleveland Cavaliers, hanno avuto anch’essi dei playoffs abbastanza tranquilli, con una sola sconfitta in finale di Conference contro i Celtics. Le due squadre si erano già affrontate due volte nel corso della stagione regolare; in una memorabile partita di Natale vinta dai campioni grazie al tiro sulla sirena di Irving, e in un match di stagione regolare dominato dai Golden State Warriors.
Game 1: Kevin Durant sembra pronto a vendicarsi del “torto” subito da parte del re 5 anni prima e già dal primo quarto di gioco sembra voler mettere le cose in chiaro. 10 punti e 5 assist guidano a un parziale di 35-30 Warriors. Sulla falsa riga del primo quarto proseguirà anche il secondo.
All’intervallo il tabellino di Kevin segna 23 e i Warriors sono sul +8.
Nel terzo quarto Cleveland subirà un parziale di 13-0 che stroncherà ogni suo tentativo di rientrare in gara, permettendo ai Warriors di prendere il largo. La gara si concluderà a favore dei ragazzi della baia senza troppi problemi. 113-91 Warriors e 38-9-8 per Durant, che durante la gara ha anche avuto il tempo di intraprendere un più o meno acceso trash talking con Rihanna.

Game 2: Cleveland sicuramente più determinata, ma purtroppo poco da fare anche qui. 132-113 Warriors, che spaccano in due la partita nel loro solito, amatissimo terzo quarto, grazie ad un parziale di 38-21.
Questa gara vedrà ben due triple doppie messe a referto (29-11-14 di Lebron James e 30-10-11 di Stephen Curry), più la solita prestazione superlativa da parte di KD (33-13-6 conditi con 3 recuperi e 5 stoppate, tirando con il 60% dal campo).
2-0 Warriors.
Game 3: Quicken Loans Arena di Cleveland. Oggi per i campioni in carica è una “must win” e sembrano aver intrapreso il giusto atteggiamento sin dall’inizio.
Cleveland manterrà un vantaggio di sicurezza più o meno per tutta la partita, ma Golden State sembra troppo perfetta per poter perdere.
52 secondi sul cronometro, 113-111 Cavs. Il 35 dei Warriors raccoglie una tripla sbagliata di Kyle Korver e attraversa il campo con insolita tranquillità. Poi compie un gesto letteralmente “fuori dagli schemi”, poiché senza chiamare alcuno schema che porti ad un canestro facile o ad un tiro ben costruito, raccoglie il palleggio e spara una tripla da 8 metri. Solo rete. I Cavaliers, psicologicamente distrutti, perderanno anche gara 3 118-113. Durant, dopo aver segnato 7 punti in fila, includendo la sovracitata tripla chiuderà la gara con 31 punti.

Game 4: Cleveland non ci sta ad entrare nella storia in negativo e riesce a imporsi con probabilmente la miglior prestazione nella storia di una finale NBA. 86 punti nel solo primo tempo e 137 alla fine garantiranno quanto meno un mancato sweep. In questa va a tutti i Warriorshanno giocato sottotono, tranne però lo stesso Durant, che nonostante la sconfitta ne ha comunque piazzato 35.
Game 5: qui Steph e Kd decidono di archiviare definitivamente le pratiche con 34-6-10 per il primo e 39-6-5 tirando con un irreale 70% al tiro per il secondo.
Warriors sul tetto del mondo con Durant che finalmente si trova a sollevare il suo tanto bramato trofeo. Oltre ad esso, però, arriverà anche il titolo di MVP delle finali NBA.

Statistiche serie: 35.2 punti, 8.2 rimbalzi, 5.4 assist, una rubata e 1.6 stoppate di media, tirando con il 56% dal campo, il 47% da 3 e il 93% ai liberi.
4-1 Golden State Warriors.



Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*