Tim Duncan: NBA Finals 1999



“With the first pick, in the Nineteen-ninety seven NBA Draft, the San Antonio Spurs select…Tim Duncan from Wake Forest University”.
Il lungo di origini caraibiche fu senza alcun dubbio il più influente pilastro della storia dei San Antonio Spurs. Scelto per giocare Ala Grande come secondo violino di “The Admiral” David Robinson, Duncan era arrivato a San Antonio nel mezzo di un massiccio rebuilding. Infatti dopo l’eliminazione nel 1995 e il successivo infortunio di David Robinson, gli Spurs di coach Bob Hill cominciarono la stagione con 3 vittorie e 15 sconfitte. Hill fu silurato presto e al suo posto salì in cattedra il più influente uomo della storia della franchigia Texana, coach Gregg Popovich. La stagione continuò non meglio di come era cominciata, e gli Spurs finirono con un record di 20-62, garantendosi però la prima scelta al Draft del 1997, appunto Duncan.
Duncan portò agli Spurs un colossale periodo di stabilità e prosperità: infatti in tutta la sua carriera, durata ben 19 anni, i San Antonio Spurs non scelsero mai sotto le 50 partite cinte, esclusa la stagione 1999 in questione. In quel 1999 infatti la NBA aveva visto una significativa riduzione delle partite da giocare da 82 a sole 50 a causa del lockout (sciopero).
Duncan e gli Spurs, dopo essersi qualificati per i playoffs l’anno precedente, con un Tim Duncan già L’All-Star già da rookie, chiusero la stagione 1999 con un record di 37-13, conquistando la vetta della Conference.
Il primo turno di playoffs sarebbe stato un duello tra due ali grandi all’inizio della loro carriera, ma che in futuro avrebbero senza dubbio scritto la storia del gioco; ovviamente uno era Duncan, l’altro era la stella dei Minnesota Timberwolves, Kevin Garnett. Gli Spurs vinsero senza troppi problemi, passando il primo turno con un convincente 3-1. La sfida nel secondo turno, però, era senza alcun dubbio più tosta. Infatti ad aspettarli c’erano i Los Angeles Lakers di un giovanissimo Kobe Bryant e di uno Shaquille O’Neal ancora in cerca di titolo. La serie fu emozionante e spettacolare, per quanto poco equilibrata, dato che un super Duncan si caricò la squadra sulle spalle, oscurando totalmente O’Neal e rifilando un incredibile sweep ai Lakers.

Il testimone degli Spurs sembrava definitivamente passato dalle mani (e dai bicipiti) dell’ammiraglio, in quelle del giovane Duncan. In finale di Conference i San Antonio Spurs trovarono i Portland Trail Blazers guidati da altre due grandi “Torri gemelle”, il mastodontico lituano Arvydas Sabonis e l’ala forte Rasheed Wallace. La serie fu molto più fisica e più dettata dalle difese che dagli attacchi. Infatti nessuna delle due squadre toccò mai i 100 punti, e solo in un’occasione gli Spurs superarono i 90. La serie però ebbe lo stesso, quasi monotono referto delle precedenti. 4-0 Spurs e San Antonio è in finale NBA. Dall’altra parte dell’America, ad attenderli in finale c’era una squadra decisamente poco convenzionale: I New York Knicks.
I Knicks erano l’ottava testa di serie, e partendo sempre come sfavoriti, avevano compiuto l’impresa di arrivare in finale NBA nonostante occupassero l’ultima posizione disponibile per i playoffs. Gli Spurs ovviamente avevano tutti i pronostici a favore e senza troppa fatica, almeno per una volta, i Knicks furono dominati…
Gara 1: Magari agli appassionati della pallacanestro moderna potrà non esaltare il gioco di Pop. Infatti spettacolare non è. Efficace però si e i Knicks l’hanno sperimentato sulla loro pelle in queste cinque infernali partite. La difesa asfissiante si univa a un continuo servire Duncan in post e dal gomito. Il risultato era sempre lo stesso: bank shot. Così Tim ne mise 33 uniti a 16 rimbalzi in gara 1, tenendo i Knicks a soli 77 punti segnati.
Gara 2: L’episodio successivo non fu migliore per i Knicks, che caddero di nuovo sotto la massiccia doppia doppia da 25-15 di Duncan. I Knicks furono costretti ad un pauroso 32% dal campo, concludendo a soli 67 punti segnati (cifre che ormai si tengono in media nel solo primo tempo).
Gara 3: Riscossa Knicks, che grazie alla coppia Sprewell, Houston (58 punti combinati), riesce a strappare un’importantissima vittoria in casa. Le prestazioni del caraibico si mantengono ad alto livello, così come quelle dell’ammiraglio, ma la Dea della Vittoria sorride agli Orientali, che vincono sui Texani per 89-81.
Gara 4: Finora i due sono sempre stati costanti ed efficienti in ogni episodio della serie. Però gara 4 è sempre universalmente nota come “must win” e gli Spurs, in particolare i due lunghi, alzeranno notevolmente il livello del loro gioco. Duncan e Robinson finiranno con rispettivamente 28 e 14 punti, ma il loro contributo sotto canestro sarà il fattore dominante. 35 rimbalzi in due contro i 34 di tutta New York. Vittoria per 96-89 e 3-1 Spurs.

Gara 5: Teatro di un grande duello tra Spree e Duncan; 35 per il primo e 31 per il secondo. La gara sarà equilibrata fino all’ultimo. La paura nei confronti di Duncan, porterà i Knicks a triplicarlo nei secondi finali di partita, sforzandosi però che Popovich non ama la Hero Ball, e che gli Spurs sono una squadra e giocano di squadra. A poco meno di 50 secondi dal termine, Duncan triplicato scarica per Robinson, che apre in angolo per un Avery Johnson con 5 metri di spazio. Ciuff. Più uno Spurs. A due secondi dalla fine il tiro finale ovviamente tocca a Sprewell, che però sarà costretto a ricevere in una posizione incredibilmente angusta e senza angoli per tirare. Lo spazio che impiega per liberarsi è sufficiente a far precipitare il cronometro a 0:00. 78-77 per i neroargento. I San Antonio Spurs sono gli ultimi campioni NBA del secondo millennio.

Sul palco della premiazione, all’AT&T Center, riecheggiano forti le urla di gioia dei tifosi per il primo titolo della loro squadra. Il chiasso è tale da non riuscire neanche a capire le parole di David Stern quando prende il microfono. L’MVP delle finali è… ovviamente Tim Duncan, primo e unico sophomore a vincere il premio Nuovo Boato del pubblico. Duncan si avvicina al commissioner per ritirare il premio e accenna suo volto un sorriso abbastanza forzato.

Statistiche serie: 27.4 punti, 14.0 rimbalzi, 2.2 stoppate di media. Vittoria per 4-1 contro i New York Knicks tenuti a meno di 80 punti segnati di media, e senza aver mai superato i 90 una singola volta nella serie.



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