Le giovani leve dei Lakers stanno migliorando abbastanza velocemente?



I membri del supporting cast di LeBron stanno giocando per tenersi il posto.


La partita di mercoledì tra Lakerse Pelicans – la seconda tra le due squadre in poco tempo da quando c’è stata la richiesta di scambio da parte di Anthony Davis – rimetterà (l’articolo è statoscritto prima della partita del 27/02 e tradotto in seguito) sotto i riflettori il centro All-Star di NOLA e i pezzi più importanti dell’offerta di scambio Los-Angelina. Nonostante tutti i cambiamenti avvenuti per i Lakers dall’arrivo a bordo di LeBron, i continui progressi dei loro giovani rappresentano tutt’ora la chiave in grado di sbloccare il loro futuro.

I Lakers, lasciando si scappare Paul George e Kawhi Leonard la scorsa estate, sono rimasti senza una seconda superstar in grado di supportare James. Tutto ciò ha messo in mostra i vari Brandon Ingram, Lonzo Ball, Kyle Kuzma e Josh Hart – i ‘’premi’’ rimanenti dai draft dei Lakers dopo cinque anni di ‘’viaggi’’ in lottery – che avranno le loro occasioni sia per arrivare ai play off questa stagione che trovare qualcun altro che faccia la differenza, attraverso la loro crescita o uno scambio.

Sotto questo punto di vista il guadagno è stato un miscuglio. Hart si profila come il perfetto fit per LeBron: una guardia grossa, tenace ed in grado di difendere posizioni multiple, segnare da 3, muoversi senza palla e in generale portare sulla tavola tanto senza il bisogno di gestire molti possessi. (Questo potrebbe essere il motivo per cui tutte le offerte dei Lakers per Davis includevano tutti i loro migliori giovani eccetto Hart.) Ma nonostante dei solidi numeri in generale – la coppia più efficace dei Lakers questa stagione, è di gran lunga, quella composta da James e Hart – il prodotto di Villanova è tra i peggiori cambi da più di due mesi, continui problemi al ginocchio hanno portato il ‘’caos’’ nel suo tiro e nella sua efficacia difensiva.

Kuzma rimane la minaccia (nel segnare) più consistente dopo LeBron, tenendo una media di 19.1 punti con il 46.9% al tiro: sia come tagliante, sia rimanendo un’ ala grande in grado di attaccare il canestro, sebbene non offra una grande produzione nelle altre aree del gioco –rimbalzista, playmaker secondario, versatilità difensiva – come invece si vorrebbe da un giocatore di completamento in un ‘’LeBron Team’’. Ball, invece, sembra fatto apposta per andare incontro alle esigenze richieste nonostante i suoi persistenti problemi al tiro; i Lakers hanno segnato 3.1 punti per 100 possessi in più degli avversari negli 821 minuti in cui la coppia ‘’LeBronZo’’ è scesa in campo prima che Ball si facesse male alla caviglia per poi soffrire di una contusione ossea. Per certi aspetti, però, l’impatto della seconda scelta del 2017 è stato sottolineato più dalla sua assenza: i Lakers hanno conecsso 3.5 punti in più per 100 possessi con Lonzo fuori dal campo questa stagione e sonostati la quarta difesa più permissiva della NBA da quando ha lasciato il quintetto. Sarebbe una forzatura dire che ciò che è stato detto prima è unicamente perchè Lonzo è fuori, ma diciamo che il lavoro che sta facendo Rondo in difesa non sta portando un aiuto concreto.

Nonostante tutto, il fulcro delle prospettive dei Lakers ruota e riguarda Ingram. La seconda scelta al draft 2016 è stata etichettata da molti come il giovane Laker più papabile a fare il salto in avanti, dopo aver mostrato sprazzi, durante la stagione da sophomore, come ‘’promettente’’ playmaker, scorer e difensore in grado di cambiare su più ruoli. Ha però deluso le aspettative inizialmente sembrando spesso come un fit imbarazzante accanto a James, un’altra point-forward con un jumper inesistente e che scalpita per avere la palla tra le mani. Il 21enne ha avuto, in seguito, più occasioni per gestire possessi quando James (poi Ball) ha saltato molte gare per infortunio, ma la sua produzione è rimasta molto incostante, più propenso a segnare una serie di canestri in rapida successione per poi rimanere per lunghi tratti in ‘’silenzio’’anche se ultimamente non sembra più così.

Ingram, verosimilmente, ha giocatoil miglior basket in carriera nell’ultimo mese, tenendo medie di 22.4 punti,5.2 rimbalzi e 3.4 assist in 36 minuti a partita. I Lakers hanno ‘’balbettato’’ dalla pausa dell’All-Star game ma Ingram ha brillato, accumulando 88 punti con 53 tiri dal campo tentati nelle ultime tre partite.

Ingram è stato anche un bel po’ più aggressivo recentemente per quanto riguarda il tiro, con una media di 14.9 tiri dal campo tentati e 6.5 tiri liberi tentati a notte nelle ultime undici uscite (passando dai precedenti 13.4 e 5.2 rispettivamente, nelle precedenti 38). Questo impegno nell’attaccare ha portato ad una impennata nell’efficienza (per quanto riguarda il segnare) – il 63% di TS% nell’ultimo mese, mentre precedentemente era del 54.9% per quanto riguarda tutta la stagione – grazie, soprattutto, ad un maggior numero di tentativi al ferro. Prima del 27 Gennaio, Ingram aveva segnato il 59.7% dei suoi tiri nella restricted area, posizionandolo 50esimo su 62 ali che tentano almeno 3 tiri del genere a partita in questa stagione. Nelle ultime undici gare, però, sta convertendo il 70.1% dei suoi tentativi, ciò lo classifica 15esimo… subito dietro James (70.3%).

L’Ala al terzo anno nella lega è sembrata più a suo agio nell’ usufruire di un contatto per andare al ferro, attaccando I corpi degli shot-blockers prima di usare quelle braccia infinite (7 piedi e 3 di apertura alare) per muovere, in seguito, la palla fuori dal raggio d’azione delle braccia avversarie e rilasciare comunque tiri ad alta percentuale. Mentre il suo gioco da 3 punti rimane inconsistente – ha segnato le ultime 6 su 7 tentativi, ma prima di ciò ha sbagliato 11 su 12 tentativi – Ingram, con sicurezza, ha utilizzato la sua pericolosità di arrivare al ferro e la sua lunghezza per crearsi lo spazio dal midrange, dove è classificato nel 72esimo percentile in efficienza tra le ali in questa stagione, secondo Cleaning the Glass.

E’ stato intelligente anche in altre situazioni come correre tutto il campo in transizione e tagliare senza palla, usando l’attenzione che James attira verso di se per trovare degli spazi per passaggi schiacciati in modo da andare a canestro facilmente. Mentre la produzione individuale di Ingram ha continuato a salire quando LeBron è fuori dal campo, l’andamento di inzio stagione che mostra la differenza punti di Los Angeles generalmente migliora quando i due sono separati ora, invece, è invertito. I Lakes, nell’ultimo mese,  superano gli avversari di 2.5 punti per 100 possessi quando LeBron e Ingram dividono il campo e subiscono più di 9 punti in più (sempre per 100 possessi) quando uno gioca senza l’altro. Il massimo potenziale di Ingram potremmo vederlo anche altrove in una squadra completamente affidata a lui, ma questo breve spaccato mostra qualche barlume di speranza che lui possa produrre in un ruolo complementare accanto a LeBron se i Lakers dovessero andare ancora a vuoto nel cercare di trovare un compagno di alto calibro per James.

Questa incessante ricerca continua ad essere la nuvola tempestosa che stazione sopra i Lakers e i loro sbagli. Il tentativo di ‘’catturare’’ Davis a metà stagione ha minato quelle dichiarazione di pazienza fatte in preseason. Semplicemente oltrepassare la trade-deadline senza fare alcuna mossa non significa che per forza tutto debba tornare alla normalità per chi non è LeBron, come ha predetto Rondo, perchè non prendere Davis a Febbraio non implica il fermarsi della caccia al free agent.

Magic Johnson and Rob Pelinka cercheranno di mettercela tutta, perchè, qualcuno che sa con cosa hanno a che fare, – l’ex generalmanager dei Cavaliares David Griffin- di recente ha detto a Michael Shapiro di Sports Illustrated ‘’ la presenza di LeBron significa che tu devi vincere degli anelli. ‘’ questo richiede altre stelle, e se I Lakers non riuscissero a firmarne un’altra in free agency – qualcosa che non sembra così tanto inverosimile di questi giorni – allora i Giovani continuerannno a rappresentarei Lakers nel bene o nel male.

Dopo 60 partite con LeBron, stanno ancora cercando di definire i loro ruoli. In base a come giocheranno in questo periodo si potrà determinare dove finiranno per giocare e come ne saranno capaci.

Fonte:  https://www.theringer.com/nba/2019/2/27/18243524/los-angeles-lakers-youth-development-lebron-james

By Dan Devine  Feb 27, 2019, 3:45pm EST

Traduzione a cura di Andrea Poggi



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