Hakeem Olajuwon: NBA Finals 1995



Dopo il ritiro di Michael Jordan, la NBA aveva visto cambiare il suo “rappresentante” dopo 3 anni, passando dal logo dei Bulls a quello dei Rockets. Hakeem “The Dream” Olajuwon era l’MVP in carica, l’MVP delle finali in carica, il DPOY in carica, l’MVP di Sporting News in carica,… insomma il 1994 era senza dubbio stato l’anno del Nigeriano (naturalizzato Statunitense).
Hakeem Olajuwon era una prima scelta nel Draft di Michael Jordan, e stranamente, possiamo dire che nonostante Jordan sul piatto i Rockets siano usciti da quel Draft senza troppi rimpianti (stesso non si può dire per i Balzers….). Per dimostrare davvero il suo assoluto ed indiscutibile valore, però, The Dream aveva bisogno di ripetersi, e ciò sembrò diventare verosimile quando, nell’estate 1994, arrivò in Texas Clyde “The Glyde” Drexler (esattamente il motivo per cui i Blazers non scelsero Jordan…..).

I Rockets però, nonostante fossero carichi di entusiasmo, dopo un super inizio da 9 vittorie, proseguirono decisamente male la regular season seguente, concludendo successivamente con 38 vittorie e 35 sconfitte. La qualificazione ai playoffs arrivò, ma solo come sesta testa di serie.
Nel primo turno si playoffs i Rockets si trovarono contro gli Utah Jazz di Stockton e Malone, vincendo una serie meravigliosa al meglio delle 5 partite per 3-2 sui rivali di Salt Lake City. Tutte le stelle si esprimeranno al loro meglio da Olajuwon che finirà a oltre 35 punti di media, a Drexler e i suoi fondamentali 41 in gara 4, a Stockton e Malone, entrambi in formissima e con un livello di gioco anche superiore a quello mostrato in regular season.
Secondo turno e seconda grandissima sfida per i Rockets. L’ostacolo questa volta sono i Phoenix Suns di Charles Barkley e di un imoressionante Kevin Johnson, che disputerà probabilmente la miglior serie di playoffs della sua carriera. Il piccolo grande uomo infatti, dominerà gara 4 tenendo in partita e facendo vincere i suoi Suns per 114-110 grazie ai suoi 43 punti. Johnson si supererà addirittura nell’ultimo atto della serie, ovvero in gara 7, segnandone 46, ma questa volta senza portare a casa il risultato. Infatti sul 110-109, Johnson andrà in lunetta reduce da 20 liberi tentati e tutti convertiti. Il primo è dentro, 110 pari. Il secondo è fuori e sarà proprio quell’uomo libero sbagliato su 22 tentati a condannare i Phoenix Suns. Infatti in parità totale, Mario Elie andrà a segno con una tripla dall’angolo che porterà Houston sul +3 e quindi a un possesso pieno di distanza. Il vantaggio sarà mantenuto fino al termine chiudendo la gara 115-114 e vincendo una disperata gara 7, garantendosi un biglietto per la finale di Conference, dove ad aspettarli c’era la prima classificata, i San Antonio Spurs, con l’MVP della regular season in carica, David Robinson.
Contemporaneamente, ad Est nel secondo turno di playoffs su sfidavano Indiana Pacers e New York Knicks, due acerrimi rivali che provavano solo odio l’una nei confronti dell’altra. Già due anni prima queste squadre si erano incontrate nel primo turno di playoffs, nel quale i Knicks prevalsero per 3-1. L’anno dopo, nel 1994, si ritrovarono nelle finali di Conference, dove diedero spettacolo al meglio delle sette partite. La vittoria spettò sempre ai Knicks, che però dovettero aspettare fino agli ultimi secondi di gara 7 per prendere un sospiro di sollievo. In finale NBA i Knicks andarono proprio contro i Rockets di Olajuwon, vedendo prevalere quest’ultimo sui Knicks e sul centro avversario Patrick Ewing in 7 gare. Ora Knicks e Pacers si riscontrano e i ragazzi di Indianapolis sono stanchi di questa macchia nera che li perseguita. In gara 1 sembra che la storia prosegua, ma Reggie Miller con l’impresa più incredibile dea sua carriera scrive la storia di uno dei finali più incredibili di sempre. Miller segnerà la bellezza di 8 punti in soli 9 secondi, consegnando ai Pacers la vittoria in gara 1 dopo una rimonta finale irreale. La serie proseguirà per altre 6 partite e finalmente, i Pacers riusciranno a vincere una serie contro i Knicks, anche se solo per una misera vittoria di due punti in gara 7.
Tornando ad Ovest, il palcoscenico NBA era spettatore del duello tra gli ultimi due MVP della regular season, ma il vero MVP era solo uno e lo decisero il vero banco di prova: i playoffs. Poco da dire sul fatto che Robinson fosse letteralmente ridicolizzato dal centro dei Rockets, che sembrava portasse Robinson letteralmente a lezioni di pallacanestro, sfoderando un uso dei fondamentali nettamente superiore a quello del lungo avversario. Olajuwon chiuderà questa serie ancora una volta a più di 35 punti di media, salendo per 3 volte in 6 gare sopra i 40 e fermandosi a 39 nella decisiva gara 6.
Le sfide con i rivali Hakeem le aveva sempre vinte, da Malone a Barkley a Robinson. Ora lo aspettava un ultimo grande, anzi gigantesco ostacolo. Nelle finali della Eastern Conference gli Orlando Magic di Penny Hardaway e del piuttosto corpulento Shaquille O’Neal, avevano battuto in 7 gare i Pacers di Reggie Miller.
Gare 1-4: La serie comincia e i Magic sono i grandi favoriti contro dei Rockets che sembrano già aver compiuto l’impossibile dopo essere arrivati in finale come sesta testa di serie. Sapete però già tutti come finirà, Olajuwon dominerà O’Neal in tutti e quattro gli episodi della serie, facendo registrare il game high in ogni singola giornata e spazzando via i favoriti Magic con un impensabile sweep (!). Esatto, un sonoro 4-0 alla prima testa di serie della Eastern Conference.

Statistiche serie: 32.8 punti, 11.5 rimbalzi, 5.5 assist, 2 recuperi e 2 stoppate di media. Vittoria per 4-0 sugli Orlando Magic.



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