Rick Barry: NBA Finals 1967.



Con la puntata di oggi faremo un lungo salto nel passato, analizzando una finale praticamente semi-sconosciuta. È la finale NBA del 1967, ovviamente tra Boston Celtics e…, no stranamente niente Boston Celtics. Dopo 8 anni consecutivi di successi infatti, i ragazzi di Red Auerbach si sono dovuti (finalmente) arrendere per lasciar spazio a nuovi talenti. Lo stesso Auerbach dopo quest’ultima cavalcata ai playoffs aveva annunciato il ritiro e Bill Russell aveva per la prima volta perso la sua sfida personale con l’amico-nemico Wilt Chamberlain. Infatti Celtics e 76Ers si erano trovati nella finale della Eastern Conference al secondo turno di playoffs (ai tempi si giocava un turno in meno dato il numero ridotto di squadre), e la squadra capeggiata dal gigante #13 era riuscita ad infliggere ai folletti un pesante 4-1 e l’approdo in finale permise a Wilt di ritrovare delle vecchie conoscenze. I suoi 76Ers infatti si scontravano contro l’ex squadra di Wilt, i San Francisco Warriors di Rick Barry e Nate Thurmond.
E sarà proprio lo scontro sotto canestro con lo stesso Thurmond l’elemento più intrigante della serie. Mentre però questi due giganti combattevano nel pitturato, al di fuori di esso dominava Barry che mise a referto una delle più grandi prestazioni offensive della storia delle finali NBA, contrapposto ai futuri Hall of famers Billy Cunningham, Chet Walker e Hal Greer.
Gara 1: Nel palcoscenico più alto i campioni non possono che salire di livello. Partita di grande equilibrio che si concluderà all’overtime. Tutte le superstar daranno spettacolo, e il libello offensivo della serie dominerà sulle difese avversarie. Il punteggio sarà a dir poco esorbitante: 135-141 Sixers con parziale di 7-13 a favore nell’OT. Barry chiuderà con 37 punti, conditi da 8 assist e 7 rimbalzi, mentre Thurmond metterà a referto una spaventosa doppia doppia da 24+31. Wilt risponderà con una tripla doppia da 16-33-10 e Greer, Cunningham, Walker e Wail Jones risponderanno con 111 punti combinati in 4 (32-26-23-30).
1-0 Sixers e si resta a Philadelphia per gara 2.
Gara 2: Ancora Barry (30+10) e Thurmond (7+29) da un lato, e ancora in risposta Wilt con una tripla doppia da 10-38-10, Greer e Cunningham com 58 punti combinati e il solito ottimo contorno di Walker e Jones.
E ancora vittoria Philadelphia, ma stavolta non c’è stato bisogno di un Overtime, dato che i Sixers concederanno ai Warriors ben 31 punti di scarto.
Gara 3: E qui si fa la storia o si torna a casa. E Rick Barry scelse la prima opzione. Il fenomeno dei Warrriors, salito in cattedrà dominerà la gara segnando la bellezza di 55 punti, seconda miglior prestazione di finale ai tempi e ancora oggi dopo i 61 di Baylor. I Warriors riescono finalmente a sconfiggere una solita, solidissima Philadelphia per 130-124 e si va a gara 4 sul 2-1.
Gara 4: La mano di Barry non si è affatto raffreddata, ma in attacco sembra solo su un isola, mentre i Sixers contano sul loro gran numero di superstar, tra cui due in serata di grazia. Greer (38) e Walker (33), consegneranno nelle mani di Philadelphia il vantaggio per 3-1 nella serie, vincendo per 122-108. A nulla sono serviti i 43 di Barry che ha vanamente provato a mantenere la squadra in linea di galleggiamento come la scorsa gara. Questa volta i proiettili lanciati dai due avversari sono riusciti a far affondare la corazzata guidata dal #24.
Gara 5: Ancora Barry, sempre Barry, soltanto Barry… beh forse proprio in questo episodio il “soltanto Barry” è la definizione meno azzeccata. Ai 36 di Barry infatti si aggiungerà una monumentale prestazione da 17+28 di Nate Thurmond, accompagnata da un ottimo supporto del resto dei titolari e della panchina. Ben 6 giocatori dei 9 fatti scendere in campo da San Francisco Infatti, finiranno in doppia cifra e a niente servirà l’ennesima gara straordinaria di Wilt. Philadelphia battuta e Warriors ancora in gara. 3-2 Philadelphia, e si torna al leggendario Cow Palace di San Francisco, con l’inerzia tutta da parte di Barry e compagni.

Gara 6: L’inerzia di Barry infatti continua. Ormai il #24 sembra in uno stato di trance agonistica tale da dare l’impressione di essere pilotato dall’esterno come fosse un cyborg. Altri 44 in faccia ai Sixers. Per fortuna la rappresentativa orientale dovrà gestire solo quelli. Infatti il resto dei Warriors si dimostrerà molto meno presente della scorsa partita, e la forza del team riuscirà a sopraffare un seppur eroico Barry, portando il risultato finale sul 125-122 per i Sixers. 4-2 e serie finita. Wilt finalmente conquista il suo primo titolo NBA e Philadelphia incide il proprio nome nella storia interrompendo un’infinità di scritte a nome Boston Celtics all’interno dell’albo d’oro. La prestazione di Barry resta comunque ai limiti del surreale e la sua caparbietà verrà premiata, seppur con circa 8 anni di ritardo.

Statistiche serie: 40.8 punti, 8.8 rimbalzi di media. 55 punti in gara 3, seconda miglior prestazione di finale ogni epoca. Sconfitta per 4-2 contro i Philadelphia 76Ers.



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