Lebron James: NBA Finals 2015.



“I’m coming home”

Ormai erano giorni che si parlava solo di questo… il Re tornava a casa.
Poco dopo arrivò anche l’ufficialità della firma di Kevin Love che si aggiunse così al re e alla stella nascente Kyrie Irving. I Cleveland Cavaliers avevano i loro big 3, e tornavano competitivi dopo 5 lunghissimi anni di permanenza del re a Miami.
La stagione fu complicata. Lebron James in quella regular season saltò il maggior numero di gare della sua carriera, a causa di un infortunio che lo tenne fuori per circa 15 giorni, costringendolo a mancare a 8 appuntamenti. Kevin Love sembrava non avesse trovato la giusta quadratura in quel di Cleveland, facendo una stagione numericamente superiore solo al suo anno da rookie, nonostante venisse probabilmente dalla sua miglior annata, l’anno precedente.
Cleveland riuscì comunque a qualificarsi come seconda potenza a Est, dietro solo ai sorprendenti Atlanta Hawks, che avevano appena concluso la stagione migliore della loro franchigia.
Durante il primo turno dei playoffs contro i Celtics però, a causa di una lotta su una palla vagante, Kelly Olynyk finì per slogare una spalla a Love, che fu costretto a saltare il resto dei playoffs.
I Cavs superarono comunque agevolmente i Celtics per 4-0. Cleveland superò nel secondo turno Chicago per 4-2 e nella finale di Conference la stessa Atlanta, con un sorprendente 4-0.
In finale NBA però li aspettavano i Golden State Warriors, squadra rivelazione dell’anno, guidata dall’MVP in carica Stephen Curry.

Gara 1: .La prestazione in gara 1 del Re fu a dir poco sontuosa. A due minuti dalla fine della gara una tripla di James porterà Cleveland a pari 96. Il suo bottino personale segna 42.
Sul 98 pari e possesso Warriors, Kyrie Irving cancellerà in rimonta il layup di Curry, consegnando la palla della vittoria ai suoi Cavs. 24 secondi allo scadere, James decide di tenere la palla in mano fino agli ultimi secondi, per non dare agli avversari un ultimo possesso allo scadere. Il tiro però uscirà e Shumpert proverà una correzione, senza risultato.
Si è sempre sul 98 pari e la partita finirà quindi ai supplementari. Da allora però Cleveland si spense, mettendo a referto solo due punti (ovviamente di James) in tutto l’Overtime. La partita finì 108-100 Warriors, ma la notizia più grave non fu la sconfitta in gara 1, ma l’infortunio di Irving , avvenuto nel supplementare. Ora James aveva da affrontare una serie di finale senza Love e senza Irving.

Gara 2: Sembrerà incredibile, ma anche al termine di gara 2 la situazione era in perfetta parità. Solo che questa volta, contro ogni pronostico, sarà Cleveland a aggiudicarsi il supplementare, strappando un 95-93 che consentì loro di arrivare alla Quicken Loans Arena in perfetta parità. Il tabellino di James a fine partita segnerà una tripla doppia da 39-16-11.
Gara 3: Si giocò alla Quicken Loans Arena di Cleveland con James che si erse ancora una volta come dominatore assoluto portando i suoi Cavs In testa per 2-1 , grazie a una vittoria per 96-91. Il tabellino sarà ancora una volta impressionante (40-12-8, più 4 palle recuperate).
Gara 4: Un Lebron James decisamente non ai livelli delle prime 3 prestazioni, non riuscì a impedire un totale dominio Warriors, che conclusero la gara sul +21, lasciando Cleveland a solo 82 punti segnati. James chiuse la gara con 20 punti segnati, 12 rimbalzi e 8 assist, aiutato dal 28+10 del centro russo Timofey Mozgov, la cui prestazione però, fu vanificata dalla superiorità più che evidente dei ragazzi della baia.
Gara 5: Tra tutte fu sicuramente la gara più emozionante, in quanto teatro di un duello formidabile tra il Re e l’MVP. Il re chiuse la gara con 40 punti segnati, conditi da 14 rimbalzi e 11 assist, ma incredibilmente, neanche una prestazione del genere riuscì ad impedire una vittoria da parte dei Warriors, grazie a un quarto periodo da 17 punti di Stephen Curry. In esso arrivarono tre triple a dir poco formidabili che spaccaromo in due la partita, facendo esplodere la Oracle Arena e al contempo, distruggendo il morale degli avversari.
Gara 6: Golden State dominò il primo quarto e si mantenne sempre a distanza di sicurezza da Cleveland per tutto il resto della partita, soffocando ogni volta qualunque loro tentativo di rimonta.
Anche questa volta la prestazione di James non fu sufficiente (32-18-9), e i Golden State Warriors furono incoronato campioni NBA per il 2015.
Questa serie, nonostante avesse un favorito più che evidente, specialmente dopo l’infortunio di Irving nel primo episodio, fu mantenuta in equilibrio praticamente fino alla fine, grazie ad una delle prestazioni individuali più incredibili di tutti i tempi. Purtroppo però nella pallacanestro non si può vincere da soli, neanche se il soggetto in questione è Lebron James. Mai come in questo caso però, lo sconfitto può uscire a testa alta, anzi altissima.

Statistiche serie: 35.8 punti, 13.3 rimbalzi, 8.8 assist di media in 6 partite.
Sconfitta per 4-2.



Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*