Kobe Bryant: NBA Finals 2009.



I Boston Celtics sono campioni NBA per il 2008!!!
“Arrivare secondo equivale solo ad essere il primo tra i perdenti.” ~ Kobe Bryant
Sembra cominciata un’era di grande prosperità per i verdi, che sono pronti a dominare la NBA per molti anni a venire. La nascita di una nuova dinastia che avrebbe vinto titoli su titoli era ormai segnata, visto il livello delle quattro superstar e l’alchimia che avevano trovato nella precedente stagione. Molte squadre sembravano intenzionate a rinnovarsi per far fronte alla minaccia imminente rappresentata dai Celtics, a partire dai Denver Nuggets, che furono costretti a cedere la leggenda Allen Iverson, in cambio dell’ex campione NBA, Chauncey Billups. Furono proprio quei Nuggets, stanchi delle seppur ottime stagioni regolari, senza però risultati ai Playoffs, che lanciarono alla NBA un messaggio evidente di una possibile anti-Boston. I Nuggets alternarono gare orribili a gare in cui facevano vedere tutto il loro potenziale, guidati dalla stella Carmelo Anthony, chiudendo la stagione con un record di 54-28, vogliosi di strappare il primato ai Los Angeles Lakers, di dominatori indiscussi della Western Conference. I Lakers, invece, guidati dalla voglia di riscatto del Mamba, chiuderanno la stagione con 65 vittorie, tra cui una durante L’NBA Christmas Day contro gli stessi Celtics, reduci da 19 gare consecutive, e una al Madison Square Garden contro i Knicks. Perché la vittoria contro i Knicks è tanto degna di nota? Perché a fine partita, sul boxscore di Kobe Bryant, in corrispondenza della casella “punti segnati” ci sarà il numero 61. Record ogni epoca per punti al Garden, superato Bernard King (prestazione successivamente superata dallo stesso Carmelo Anthony, 5 anni dopo contro i Bobcats, 62). Il ritorno al Boston Garden si concluderà con un’altra vittoria, grazie ad una stoppata di Pau Gasol su Ray Allen all’ultimo secondo. 110-109, e la gara successiva, un’altra vittoria a casa del re, Lebron James, in Ohio, come ciliegina sulla torta.

Dall’altra parte dell’America, invece, le principali contendenti al titolo erano gli Orlando Magic guidati da Dwight Howard, e i Cleveland Cavaliers di un giovane, ma già dominante LeBron James. E il carro armato di Akron, quell’anno, stanco di continui insuccessi, elevò il proprio gioco come pochissimi prima di lui avevano fatto. Condusse i Cleveland Cavaliers ad una stagione da 66 vittorie, portando loro al primo posto nella Eastern Conference. A fine stagione, Lebron fu meritatamente premiato MVP della stagione regolare, primo riconoscimento di una serie di 4 MVP in 5 anni.
Furono proprio queste quattro squadre a contendersi l’accesso alla finale NBA. Già, i Celtics non c’erano. Erano stati eliminati in 7 partite dagli Orlando Magic nel secondo turno. Le due superpotenze di Est e di Ovest si scontrano nelle finali delle rispettive Conference in battaglie memorabili, che i tifosi ricorderanno ancora a lungo (e che probabilmente molti allenatori cercheranno di dimenticare)…
Un re solo su un isola si trova ad affrontare dei Magic più carichi che mai, in seguito alla vittoria recente sui campioni in carica. LeBron nonostante il suo career high ai playoffs (49 monumentali punti) sarà costretto a cedere per 106-107 sotto i colpi di Howard, Lewis e Turkoglu. Infatti, i Magic, sotto di due, passeranno in vantaggio con una tripla senza ritmo di Rashard Lewis, che concluderà con 22 punti, grazie all’assist di Hedo Turkoglu, il suo quattordicesimo. A nulla servirà la preghiera fuori equilibrio di Mo Williams che mancherà di pochissimo il bersaglio. Ma chi di buzzer ferisce… di buzzer perisce. In gara due il solito Turkoglu sul 93 pari segna un canestro nel traffico con un secondo sul cronometro ai limiti dell’impossibile. Però c’è un secondo sul cronometro, tanto basta al re per infilare la tripla della vittoria. I livelli stellari raggiunti dal re nella serie però non basteranno a garantire ai suoi Cavs un biglietto per la finale. Infatti nonostante i 41 e 44 delle gare 3 e 4 i Magic riusciranno a portare entrambe le vittorie a casa sul loro campo. I 37 di gara 5 serviranno a prolungare la serie al sesto atto, salvo poi chiuderla in quest’ultimo episodio in Florida grazie alla formidabile prestazione da 40+14 di Dwight Howard. LeBron chiuderà la serie da MVP, con oltre 38 punti, 8 rimbalzi e 8 assist di media, ma la sua mancanza di aiuto, nonostante fosse bastata in stagione, si rivelò insufficiente nei playoffs. Orlando Magic in finale come rappresentativa orientale.
Ad Ovest invece la battaglia è tra altre due superstar offensive: Kobe Bryant e Carmelo Anthony.
Lo spettacolo si fa già vedere da gara 1; Kobe con 40 e Melo con 39 saranno i due migliori interpreti di una gara equilibratissima che si chiuderà 103-105 in favore dei Lakers, grazie anche alle due giocate a sangue freddo di Derek Fisher in attacco e Trevor Ariza in difesa. Lo spettacolo continuerà in gara 2, grazie ai 32 di Bryant e 34 di Melo ai quali si aggiungeranno anche 27 punti di un preziosissimo Billups, che aiuteranno i Nuggets a ottenere una difficile vittoria in gara 2.
La rivalità tra Kobe e Melo si chiuderà per 4-2 in favore del nativo della Pennsylvania, che grazie a una serie da 34-6-6 di media, e grazie ai continui interventi difensivi di Ariza, incoronerà i Los Angeles Lakers come campioni della Western Conference per il secondo anno consecutivo.

La finale sarà quindi tra Orlando Magic e Los Angeles Lakers.
Gara 1: Il piano di coach Stan Van Gundy sembra abbastanza chiaro: come nella serie precedente si è spesso cercato di raddoppiare e triplicare LeBron per limitarlo, ora bisogna fare lo stesso con Kobe. Kobe però sembra voler mettere le cose in chiaro fin da subito, mettendo a segno una serie di fadeaway contrastati che disorientano i Magic. Sul 41-36, in seguito ad un solito turnaround jumpshot, Kobe inizierà a saltellare sul posto come per dire: “Ehi io mi sto solo scaldando”. A questo canestro ne seguiranno altri, ed altri, ed altri ancora. Il bottino di Bryant a fine partita sarà di 40 punti in una schiacciante vittoria in gara 1 per 100-75.
Gara 2: La seconda partita della serie sarà indubbiamente più complicata per i padroni di casa. I Lakers sembrano nettamente più forti, ma nel secondo quarto Rashard Lewis terrà i suoi letteralmente in gara da solo, segnando 18 dei 20 punti del secondo quarto dei Magic. Nel terzo quarto arriverà la prima schiacciata di Hward nella serie (!), che i Lakers avevano fortrmente limitato in gara 1. Kobe chiuderà un brutto primo tempo a soli 6 punti segnati. Il solito clutch Hedo Turkoglu pporterà i Magic sul +2, ma un canestro di Paul Gasol negli ultimi 15 secondi di gara pareggerà la gara a quota 88. La partita si chiuderà solo all’Overtime, sempre però in favore dei Lakers, che si portano sul 2-0 nella serie. I 29 di Kobe, artefice di una grande seconda metà di gara , sommati ai 24 di Gasol, daranno ai Lakers il pieno vantaggio del fattore campo nella serie. Ora ci sono due gare ad Orlando.
Gara 3: Anch’essa gara di grande equilibrio tra le due fazioni… i Magic danno qualcosa in più degli avversari nel primo tempo, nonostante un Bryant da 17 punti con 7/10 al tiro nel primo quarto, cercando in particolare di aumentare il vantaggio a loro favore in un secondo quarto da Record, tirando con il 75% dal campo e chiudendo con un vantaggio di 5 punti all’intervallo. Ora i Magic dovevano solo gestire il risultato e, grazie a dei sorprendenti Rafer Alston e Mickael Pietrus rispettivamente da 20 e 18 punti, riusciranno a strappare una grande vittoria, ovviamente aiutati dal solito Howard da 21+14. A poco servirà un Kobe Bryant da 32 punti con 4/9 da tre punti. Gara 3 è dei Magic.
Gara 4: grande nervosismo per entrambe le rappresentative. I tiri non entrano e, sull’onda dell’entusiasmo, la difesa di Orlando sembra fare da padrona. I Lakers saranno costretti a soli 37 punti segnati in tutto il primo tempo, asfissianti dalla pressione sotto canestro e sul perimetro dei Magic. Howard rifilerà ai Lakers ben 9 stoppate e 21 rimbalzi, mantenendo il totale monopolio del pitturato. Bryant, dopo i 13 punti del primo quarto, sarà costretto ai soli 3 del secondo, prendendo solo due tiri a canestro a causa dei suoi problemi di falli. Nel secondo tempo Kobe deciderà di prendere in mano la gara facendosi sentire anche a rimbalzo e come assist-man. Howard commetterà una serie di errori sul Mamba che finiranno per costargli anche un tecnico. La gara si fa sempre più emotiva e il nervosismo si fa sentire anche sul centro dei Magic che nonostante le sue usuali, ottime percentuali, in questa partita riuscirà a strappare a malapena un inusuale 40% al tiro. Bryant dall’altra parte chiuderà con un terrificante 11/31, frutto anche della buona difesa di Mickael Pietrus. A 5 secondi dalla fine del 3 quarto Kobe segnerà un tiro contestatissimo che completerà un super parziale di 30-14 in favore dei Lakers nel terzo periodo. Rimonta completata e situazione in bilico fino al quarto quarto. Sull’87-84 Magic, Howard fa 0/2 in lunetta, privando di una vittoria certe i suoi Magic che in seguito a una tripla in transizione di Derek Fisher allo scadere saranno costretti a giocare un Overtime sicuramente poco desiderato. I Lakers porteranno a casa Overtime e partita, andando avanti per 3-1 nella serie. Kobe chiuderà con 32 punti, ma con ben 31 tiri presi.
Gara 5: La partita inizia con i Lakers già sicuri della vittoria, ma su un possesso in post, durante un raddoppio, Bryant prende un brutto colpo alla mano, che potrebbe costringerlo a saltare importanti minuti all’interno della serie. Kobe esce dolorante dal campo, ma la voglia che lo ha sempre contraddistinto fa sì che egli possa tornare in campo, giocando sul dolore, cercando di finire partita e serie il prima possibile. Kobe torna e i Lakers sono in difficoltà, ma prendendo la linea di fondo salta e schiaccia di rovescio la palla sul ferro con enorme violenza. Questa giocata darà ai Lakers la carica emotiva di cui avevano bisogno e rimonteranno da essere sotto di 9 a salire avanti di 12, grazie anche ad un super parziale di 16-0, concluso con un circus shot di Odom su assist di Gasol. Lakers avanti di 10 all’intervallo, e il mini tentativo di rimonta dei Magic viene stroncato da due triple in fila di Lamar Odom. Nel quarto periodo Kobe prende letteralmente fuoco segnando canestri di difficoltà inimmaginabile, chiudendo con 30 punti eanche 4 importanti stoppate. Bryant ad un certo punto si accovaccia pensieroso al suolo, cerca di realizzare ciò che sta succedendo, e accenna ad un sorriso di soddisfazione dopo l’estrema stanchezza. 99-86 quando il cronometro segna lo 0.00. I Lakers vincono la serie 4-1 e tornano sul tetto del mondo dopo 7 anni di digiuno. I gialloviola sono campioni NBA per la quindicesima volta nella loro storia e Kobe, al suo quarto titolo, viene eletto MVP delle finali NBA, unico trofeo che ancora gli mancava…

Statistiche serie: 32.4 punti, 5.6 rimbalzi, 7.4 assist, 1.4 recuperi e 1.4 stoppate di media in 5 gare. Vittoria per 4-1 contro gli Orlando Magic.



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