Magic Johnson: NBA Finals 1980.



Dopo la super vittoria di Michigan State contro Indiana State nelle finali NCAA 1979, Larry Bird, selezionato con la scelta n.6 nel Draft 1978, sarebbe entrato in NBA l’anno dopo. Anche Magic Johnson si dichiarò eleggibile al Draft dell’anno successivo e venne selezionato con la prima scelta dai Los Angeles Lakers.
Come tutti sapete, la sfida tra Celtics e Lakers sarebbe non solo continuata, ma sarebbe stata più accesa che mai. Però ora tralasciamo la rivalità tra i due e concentriamoci solo sulla squadra californiana. La prima gara è a San Diego contro i Clippers. Magic non avrà modo migliore per cominciare la carriera. Lakers sotto di uno a due secondi dalla fine. Rimessa, palla in post a Kareem, Skyhook, solo rete. Vittoria Lakers allo scadere. Magic si getta su Kareem per festeggiare, finendo quasi per soffocarlo. Il gigante gialloviola, che dopo vari tentativi riesce a scrollarsi il giovane rookie di dosso, lo guarda con aspetto minaccioso e gli dice “Ci sono altre 81 partite da giocare, vedi di non strozzarmi”.
Le 81 partite rimanenti passeranno brillantemente per i Lakers, Magic fu selezionato come playmaker titolare per l’All-Star Game, primo rookie a riuscire in tale impresa, e a fine stagione concluderanno con 13 vittorie in più rispetto allo scorso anno, chiudendo al primo posto nella Western Conference.
Dopo aver facilmente superato Suns prima e Supersonics poi nei Playoffs, i Lakers di Jabbar arrivarono in finale.

Ma in quella finale le superstar sarebbero state due, e la seconda non era Magic, bensì il più grande giocatore della storia della ABA, ora in NBA con i Philadelphia 76Ers. Ovviamente stiamo parlando di” The Doctor”, Julius Erving.
Gare 1-4: I Lakers, trasportati dal Capitano n.33 si portarono subito in vantaggio a colpi di gancio cielo. Kareem mantenne delle medie terrificanti, oltre 33 punti di media, quasi 15 rimbalzi e 5 stoppate. Il lungo avversario, Darryl Dawkins, in una conferenza stampa dichiarò che la notte prima di gara 5 aveva addirittura sognato il gigante gialloviola, che però descrisse più come un incubo. La riscossa dei Sixers arrivò prontamente e sembrò concretizzarsi definitivamente nel quinto episodio della serie…
Gara 5: La caviglia di Kareem si girò. Il gigante fu costretto ad uscire e Magic tenne in linea di galleggiamento i Lakers fino al rientro di Jabbar, che concluse la partita giocando sul dolore. I Lakers riuscirono comunque a vincere la partita, ma il #33 purtroppo sforzò eccessivamente il suo punto debole. I gialloviola, in vantaggio 3-2, erano pressocchè sicuri di chiudere la serie in gara 6, ma arrivarono subito le brutte notizie…
L’infortunio del suo capitano era più grave del previsto, e sarebbe stato costretto a saltare gara 6. Il posto di Kareem dell’aereo privato che avrebbe portato a Philadelphia era vuoto. Non volò una parola per gran parte del tragitto. Il giovane e sfrontato rookie allora, decise di rompere il ghiaccio: “Niente paura ragazzi, qui c’è Magic”. Queste parole però non fecero altro che sollevare degli sguardi un po’ inquieti dei veterani, e soprattutto, una risata fragorosa di Michael Cooper.
Gara 6: Pochi erano convinti che Magic avrebbe potuto coprire il buco lasciato da Jabbar, ma nessuno, apparte lui, era sicuro che sarebbe riuscito a sostituirlo perfettamente. Infatti Magic sorprese tutti, Sixers compresi, partendo da centro titolare e distruggendo la franchigia orientale.

In quel fatidico sesto atto infatti, Magic segnò la bellezza di 42 punti, ai quali aggiunse 15 rimbalzi e 7 assist e portò così i Lakers alla vittoria di partita serie e titolo. La gioia dei tifosi e dei compagni di Magic era incontenibile, ma mai quanto quella di Magic che sembrava la stessa di un bambino a Disneyland.
Ancora oggi probabilmente, quella può essere considerata la sua miglior gara in carriera, nonostante, anzi, forse soprattutto, perché essa arrivò in una gara decisiva di finale e da rookie.
Magic vinse l’mvp delle finali, unico rookie della storia a riuscirci ancora oggi.
Statistiche serie: 21.5 punti, 11.2 rimbalzi, 8.7 assist, 2.7 recuperi, 42-15-7 in gara 6 partendo da centro. Primo rookie ad essere eletto MVP delle finali NBA.
Vittoria 4-2 sui Philadelphia 76Ers.



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