Magic Johnson: NBA Finals 1987.



Essere considerato una tra le superstar più forti della storia, e vedere con i propri occhi che le redini della squadra non sono più nelle tue mani non deve essere semplice. Parere Abdul Jabbar, lo storico capitano dei Los Angeles Lakers, dopo la stagione 1985-1986, vide la sua intoccabile posizione di leader declassata a causa dell’età ormai avanzata e a causa della solidità e della popolarità della nuova stella della lega Magic Johnson. Dopo una stagione abbastanza fallimentare, infatti, Pat Riley decise di cambiare il piano di gioco dei Los Angeles Lakers concedendo più possessi e più tiri al play della squadra.
La scelta di salire al comando della squadra e del diventare più “egoista”, se di egoismo si può parlare con un giocatore come Magic, era stata necessaria. La stella dei Lakers era ormai nel suo “prime”, e aveva voglia e bisogno di mostrare anche il suo secondo lato di giocatore. Sin dal college infatti, Johnson aveva mostrato grandi capacità realizzative, soffocate nei primi anni di NBA dal suo stile di playmaker puro, e dall’arma offensiva più inarrestabile della lega, ovvero Jabbar. Con il passare del tempo, però, Kareem iniziava lentamente ad abbassare il livello del suo gioco, finendo a 39 anni a cercare di guidare una squadra da titolo. Magic rispose alla fiducia.di Riley in modo impeccabile, aumentando la sua media di oltre cinque punti, ma lasciando il numero degli assist praticamente invariato. I Lakers ora sembravano inarrestabili e tutte le squadre furono costrette a cambiare il loro gameplan per limitare questa nuova versione della squadra Holliwoodiana. Magic portò i Lakers a 65 vittorie e fu premiato per la prima volta MVP della lega, interrompendo la striscia di 3 MVP consecutivi dell’acerrimo rivale Larry Bird. La rivalità tra Celtics e Lakers ha segnato la storia della nostra amata lega, e il duello nel duello tra Magic e Bird ha rappresentato il momento più alto di essa.Dal 1980, in 7 finali giocate, almeno una delle due squadre era sempre stata presente, con rispettivamente 3 titoli per i Lakers e 3 per i Celtics. Solo nel 1983 il titolo era stato vinto da una rappresentativa diversa da queste due, ovvero dai Philadelphia 76Ers. Le due squadre si erano scontrate due volte in finale, con una vittoria a testa. Nel 1984 i Celtics avevano vinto a causa di due errori nei momenti decisivi di gara 2 e gara 4 di Magic, che aveva trovato la sua rivincita nel 1985. Nel 1986, però, i Lakers non riuscirono nemmeno a raggiungere la finale. I Celtics ora erano campioni in carica e i Lakers erano più affamati che mai. Entrambe le squadre chiusero la serie come testa di serie n.1 nelle rispettive Conference e passarono il primo turno con uno sweep. Mentre però nel secondo turno i Lakers superato agevolmente Dallas in cinque gare, uno straordinario Bernard King forzò i Celtics a sette partite, e fu necessario un ancor più straordinario Bird da 30-10-7 di media per vincere la serie, con una tripla doppia da 39-12-10 in gara 7 per sigillare il suo dominio su qualunque superstar ad Est.
Le due squadre si volevano incontrare in finale ancora una volta, avevano bisogno di farlo. I Lakers erano l’unica squadra capace di chiudere una serie di finale vincendo al Boston Garden. I Celtics invece erano i campioni in carica e non avevano intenzione di abbandonare lo scettro. Le due squadre come da previsione si ritrovarono in finale e la serie fu a dir poco spettacolare.
Gara 1: 32 per Bird, 29 e 13 assist per Magic. Gara 1 prospetta decisamente bene, ma i Lakers sembrano più agguerriti. Il 126-113 di gara 1 sembra dare fiducia a Los Angeles, che ha decisamente intenzione di dettare il ritmo nella serie.
Gara 2: Ancora a Los Angeles, ancora dominio Lakers. In attacco non sembra esserci forza capace di fermarli. I Lakers segnarono la bellezza di 141 punti, portando 5 giocatori sopra i 20 (record per una finale). Magic però, oltre i suoi 22, collezionò la bellezza di 20 assist, secondi solo ai suoi 21 nelle amare finali del 1984.
Gara 3: 32 di Magic e 30 di un eroico Bird, che prova a tenere a galla i suoi Celtics a casa loro, riuscendoci per tutta la partita, fino al guizzo finale che permise di dimezzare la distanza sul 2-1. Ma il bello doveva ancora arrivare.
Gara 4: La sfida senza dubbio più bella della serie. La partita fu in perenne equilibrio fino ai secondi finali. Sul 104-105 Lakers, la rimessa è per Boston che si affida ovviamente al suo leader. Bird è freddissimo e con 13 secondi sul cronometro segna il canestro del sorpasso. 106-105 Celtics. Ma come si suoi dire, prodezza chiama prodezza. Magic non voleva che Boston riprendesse l’inerzia della serie, e proprio davanti al suo mentore Jabbar, lanciò per aria un gancio in corsa che accarezzò il fondo della retina. Lo Skyhook di Kareem era stato perfettamente assimilato da Magic, che con il suo “baby hook” compie una delle giocate più iconiche della storia della lega.Ormai non c’è più tempo per controbattere. I Lakers sono avanti 107-106 e portano a casa Gara 4. La serie è sul 3-1 e nessuna squadra ha mai rimontato un tale svantaggio.
Gara 5: Si sa, i Celtics non sono una squadra come tutte le altre e nella rimonta ci credono e come. Il quintetto titolare brilla. Tutti e 5 i titolari superano i 20 punti, pareggiando il record NBA stabilito dai Lakers due gare prima. 123-108. I Celtics al Garden non perdono.
Gara 6: Magic torna il playmaker puro di inizio carriera a causa dei problemi al tiro nella gara. Il risultato sono 19 assist serviti ai compagni e una vittoria che consacra una stagione “for the ages” e tranquillamente annoverabile come una delle migliori di sempre. 106-93 il risultato finale. I Lakers sono campioni NBA per il 1987. Magic è MVP delle finali, chiudendo al meglio la sua miglior stagione in carriera.Statistiche serie: 26.2 punti, 8.0 rimbalzi, 13.0 assist, 2.3 palle rubate, 20 assist in gara 2 e 19 in gara 6.
Vittoria per 4-2 contro i Boston Celtics.



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