NBA DRAFT: The 10s



La maggior parte dei giocatori draftati in questi ultimi anni non sono ancora definitivamente sbocciati, però tra prospetti e idee leggermente più chiare, possiamo già farci un’idea di possibili steals o busts.

• Il draft 2010 non è stato eccessivamente profondo. Un’eccellenza assoluta come Paul George, scelto alla 10, e rientrato più forte di prima da un terribile infortunio, augura la stessa sorte alle altre stelle del suo draft, tutte soggette ai peggiori infortuni possibili. La prima scelta John Wall e la quinta Demarcus Cousins avevano stabilito la loro salda posizione di stelle nella NBA prima che il loro tendine d’Achille mettesse in pericolo la loro carriera. Lo stesso vale per Gordon Hayward, che ha subito un infortunio alla caviglia che lo a costretto a restare fuori dai campi da gioco per un anno, e al suo rientro non sembra la stella che era prima. I quattro più grandi di questo draft hanno goduto di enorme sfortuna, che unendosi alla poca profondità nei due giri di chiamate, fa del draft 2010 uno dei più scarni della decade.

• Il draft 2011 a breve potrebbe essere considerato come un draft storico, vista la profondità a dir poco incredibile della classe 2011. Ma andando con ordine partiamo dalla prima pick. Kyrie Irving, giocatore a dir poco meraviglioso da veder giocare: talentato, dedito al lavoro e con skills che già dal suo anno da rookie fanno invidia a tutta la lega. Nettamente il più preparato di tutti fin da subito, ma che con il tempo sembra carente di una leadership parzialmente coperta dalla presenza di figure come quella di James.

Altra figura da affiancare a quella di Kyrie è sicuramente la scelta n.9, ovvero Kemba Walker, e in fondo al draft la n.60 ovvero Isaiah Thomas. Contrapposta alla figura delle point guard nate per mettere punti, ci sono i two way players, che a distanza di tempo sono sicuramente da considerare nell’èlite offensiva e difensiva della NBA. Parliamo delle pick n.11, n.15 e n.30, rispettivamente Klay Thompson, Kawhi Leonard, scelta dei Pacers ceduta per George Hill (…) e Jimmy Butler, giocatori che hanno faticato inizialmente prima di affermarsi come superstar di livello assoluto in NBA.

• A seguire il super draft del 2011 c’è un draft assolutamente non inferiore. La prima scelta, anche grazie al raduno estivo con team USA nelle olimpiadi di Londra 2012, godeva dell’Hype più alto da molto tempo, sicuramente del più alto dai tempi di Greg Oden. E nonostante la prima stagione sia stata leggermente sotto le aspettative, il prospetto ha avuto modo di emergere in futuro, sviluppandosi su entrambi i lati del campo e diventando un Big Man a dir poco inarrestabile.

Il rookie sicuramente più pronto fin da subito è stato Damian Lillard, che è cresciuto pian piano di stagione in stagione fino ad emergere come una superstar, preso alla n.6 dai Portland Trail Blazers e subito vincitore del premio Rookie of the Year.

Prospetti sicuramente in costante miglioramento e pronti già dalle prime stagioni nba sono stati la n.3, ovvero Bradley Beal e la n.9, Andre Drummond. Più in fondo nel draft vediamo giocatori che sono emersi non da subito come potenziali steal of the draft. Tra questi ovviamente Draynond Green alla n.35, e soprattutto dopo quest’anno Khris Middleton alla n.39.

• Draft più strano, e per certi versi più deludente è il draft 2013. La prima scelta è stata Anthony Bennet, e se dopo 6 anni non si sente parlare minimamente di lui ci sarà un motivo.

Il rookie dell’anno è stato la pick n.11, Michael Carter Williams, e anche di lui diciamo che se ne parla il giusto. Le vere grandi prese al draft sono state la n.2, che però ha iniziato a dimostrarsi degna di una scelta così alta solo da poco tempo, ovvero Victor Olapido, la n.10, il giocatore più migliorato della stagione 2015-2016 CJ McCollum, la n.15, ovvero Giannis Antetokounmpo, che dopo anni in cui soffriva fisicità e carenza di skills ha iniziato a farsi strada tra i più grandi fino a diventare il più probabile candidato MVP della stagione appena conclusasi, e la n.27, il forse due volte DPOY Rudy Gobert.

• Nel 2014 ancora una volta una prima scelta con un Hype attorno a dir poco impressionante. Parliamo ovviamente di Andrew Wiggins, che dopo averci fatto vedere il suo immenso talento nelle prime 3 stagioni in NBA, è successivamente iniziato a calare inaspettatamente. Altissime le pretese anche per la scelta n.2, Jabari Parker, che però è stata martoriata dagli infortuni e sembra già in fase calante nonostante la giovane età. La terza scelta invece era dei Philadelphia 76Ers, che per avere una speranza di rinascere, hanno dovuto attendere il suo debutto per ben due anni, a causa di un infortunio al piede. Il giocatore preso in questione è il gigante camerunense Joel Embiid. Più in fondo nel draft troviamo ottimi prospetti come Julius Randle, Zach Lavine, Spencer Dinwiddie e Clint Capela. Ma la vera steal del draft e probabilmente una delle più assurde di tutti i tempi è la pick n.41, il centro serbo Nikola Jokic.

• Il 2015 è stato un draft al momento ancora poco profondo, e limitato alle prime 15 scelte. La prima non e mai stata in discussione, il primo ROY unanime della storia, ovviamente parliamo di un talento cristallino come quello di Karl Anthony Towns.

La seconda scelta è sbocciata nell’annata appena conclusa in seguito a una trade che lo ha portato a Brooklyn da Los Angeles, ovvero D’Angelo Russell. La terza scelta, apparentemente devastante è andata calando fino a quasi scomparire, ovvero Jahlil Okafor. La fischiatissima e poi sorprendente n.4 dei Knicks, il lungo lettone Kristaps Porzingis e la 1 scelta dei Phoenix Suns, Devin Booker, completano il draft ancora troppo acerbo e prematuro per essere considerato passibile di analisi appropriate.

• Stesso dicasi per il draft 2016 che ci ha di sicuro regalato grandi prospetti del calibro di Ben Simmons, Buddy Hield e Brandon Ingram, ancora però eccessivamente acerbi per riuscire a impattare davvero sulla NBA.

• Ancora troppo presto per chiamarlo bust, ma per la prima scelta del draft 2017 le basi ci sono tutte. Markelle Fultz non è ancora riuscito in due anni nella NBA a giocare 30 partite. Ha già subito la sua prima trade agli Orlando Magic, dove si spera possa emergere come il prospetto che tutti acclamavano, senza che diventi un Greg Oden 2.0

La seconda scelta, Lonzo Ball è anch’essa stata perseguitata dagli infortuni, e il neo giocatore dei Pelicans non è ancora riuscito a giocare una stagione intera. Troppo presto per chiamarli bust, non troppo presto per chiamare Donovan Mitchell e Kyle Kuzma steals. Scelti alla 13 e alla 27 sono forse i due rookies che più sono emersi in questa classe draft. I talenti da Lauri Markkanen a John Collins a Jayson Tatum sono sicuramente eccezionali, ma bisognerà vedere negli anni a venire quanto effettivamente pronti al panorama NBA.

• Altrettanto cristallini sembrano i talenti dell’ultimo draft, da Luka Doncic e Trae Young fino a Marvin Bagley. Secondo lo scouting report però, non siamo ancora riusciti a vedere in campo il giocatore in assoluto più forte della classe, ovvero Michael Porter Jr, sceso fino alla quattordicesima a causa di spasmi alla schiena la notte prima del draft e che lo hanno tenuto fuori dalla stagione appena trascorsa. Vedremo se sarà capace di aggiungere la spinta che manca a un team come quello dei Denver Nuggets.

Top 3 draft classes, ’10s

-1 : Classe Draft 2011

-2 : Classe Draft 2012

-3 : Classe Draft 2017

Worst 3 draft classes, ’10s

-1 : Classe Draft 2010

-2 : Classe Draft 2013

-3 : Classe Draft 2014

Top 3 steals of the draft, ’10s

-1 : Nikola Jokic, Draft 2014, #41

-2 : Isaiah Thomas, Draft 2011, #60

-3: Kawhi Leonard, Draft 2011, #15

Worst 3 picks, ’10

-1 : Anthony Bennett, Draft 2013, #1

-2: Markelle Fultz, Draft 2017, #1

-3: Cody Zeller, Draft 2013, #4



Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*