NBA DRAFT: THE 21ST CENTURY



All’alba del nuovo millennio la NBA aveva visto tramontare i Bulls di Phil Jackson come squadra egemone in NBA, ma aveva anche visto nascere i Lakers di Phil Jackson come nuova squadra egemone in NBA.

Come gli anni ’80 e gli anni ’90, però, anche gli anni 2000 hanno partorito stelle su stelle, e come nelle edizioni precedenti, i draft nba sono stati ricchissimi.

• Il draft del 2000, però non lasciò ben sperare dato un numero effimero se non inesistente di future superstar.

Il draft successivo fu sicuramente un draft di livello superiore e vide addirittura un europeo in top 3. Stiamo parlando ovviamente di un catalano, il suo nome è Pau Gasol, che venne scelto dagli Atlanta Hawks e subito ceduto ai Vancouver Grizzlies.

Tra le altre scelte degne di nota possiamo trovare Joe Johnson alla n.10, “ZBo” Zach Randolph alla n.19 e soprattutto Tony Parker e Gilbert Arenas in fondo al draft, rispettivamente alla 28 e alla 31.

Purtroppo il pregio di una grande profondità andava bilanciato con un inizio del draft alquanto deludente, poiché la prima scelta è considerata una delle peggiori di tutti i tempi, ovvero Kwame Brown, che fu scelto con la prima assoluta senza aver neanche giocato un singolo anno in una squadra collegiale.

• Nel 2002 la prima scelta assoluta arrivò direttamente dall’Asia. Infatti con la prima scelta i Rockets selezionarono Yao Ming, che allora militava negli Shanghai Sharks. Yao però non andò personalmente a stringere la mano a David Stern, anzi festeggiò la sua selezione seduto sul divano ad applaudire con i familiari in diretta TV dalla Cina. Oltre questo curioso aneddoto, il draft non fu pienissimo di talenti, e possiamo ricordare come future stelle solo la scelta n.9, Amar’e Stoudemire, e la n.35 Carlos Boozer.

• Fino ad ora nulla di speciale. Il draft 2003, però, basterà per tutta la decade. Considerato ancora oggi come uno dei migliori draft di sempre.

La prima scelta assoluta possiamo dire che sapevamo chi sarebbe stata da circa 2 anni. Infatti rare volte si era visto un giocatore con tanto Hype attorno già da prima del draft, senza aver fatto neanche un anno di college. In più l’ancora 18enne era ben consapevole della sua fama, tanto da autonominarsi “The King” e “The Chosen One”, ovvero “il prescelto”.

Ovviamente stiamo parlando di Lebron James, che però ha retto l’hype in modo clamoroso senza deludere nessuna delle immense aspettative sin da rookie.

La corsa al rookie of the year però non fu semplice, ma fu ostacolata da un giovane da Syracuse, scelto con la n.3 dai Denver Nughets, ovvero Carmelo Anthony. Il premio a fine anno però andò comunque al prescelto da Saint Vincent – Saint Mary High School, che faceva sperare ai tifosi di Cleveland un enorme periodo di prosperità. La draft class però non finiva qui, dato che alla n.2 c’era… Darko Milicic… non il prototipo di giocatore di basket perfetto, considerando che ora fa il contadino e capo ultras, ma comunque il giocatore più giovane ad aver vinto un titolo NBA, poiché fu selezionato dai Detroit Pistons che vinsero l’anello quello stesso anno.

La quarta scelta fu invece un lungo tiratore con le treccine, Chris Bosh, che fu draftato dai Toronto Raptors.

La quinta scelta invece fu Dwyane Wade, giocatore che ebbe una crescita esponenziale dal primo al terzo anno di NBA, annata che lo portò a vincere un titolo da protagonista assoluto consacrandolo come uno dei futuri dominatori della lega.

I primi prospetti erano sicuramente interessanti, e chiunque sarebbe rabbrividito al pensiero che la prima la quarta e la quinta solo qualche anno dopo avrebbero giocato insieme, terrorizzando la intera NBA.

Scendendo più in fondo nel draft troviamo altre future stelle NBA, ma mai capaci di diventare definitive superstar, come ad esempio Chris Kaman, David West, Mo Williams, Kyle Korver o Josh Howard.

• Nel 2004, invece, la stella assoluta si chiamava Dwight Howard, scelto dai Magic con la n.1, che però non fu eletto rookie of the year, premio che spettò alla seconda scelta Emeka Okafor. La terza scelta fu un giocatore di grande talento, ma purtroppo mai sbocciato definitivamente, ovvero Ben Gordon, uno dei giocatori più clutch della storia della pallacanestro moderna. Scendendo più in fondo nel draft troviamo giocatori del calibro di Luol Deng, “Big” Al Jefferson, Jameer Nelson e Andre Iguodala, giocatori capaci ancora fino a qualche anno fa di far sentire la loro presenza come giocatori di livello all’interno della lega.

• Il draft 2005 fu di certo uno dei più pazzi di sempre. La prima scelta assoluta proveniva dall’Australia, ovvero Andrew Bogut, che finì in mano dei Milwaukee Bucks. La terza e la quarta scelta furono due playmaker di livello assoluto, rispettivamente Deron Williams, che fu scelto dagli Utah Jazz, e Chris Paul dai New Orleans Hornets. La scelta n.10 al suo ingresso in NBA fu il giocatore più giovane di sempre a calcare un parquet, ovvero Andrew Bynum, giocatore in apparente grande crescita e troncato di netto da un infortunio al piede che lo costrinse al ritiro solo pochi anni dopo.

Sono da ricordare giocatori al limite tra personalità forte e follia come Gerald Green o Nate Robinson, grandi scorer come Monta Ellis e Danny Granger e tanti altri giocatori molto talentati ma incapaci di sfondare.

• Il draft 2006 invece vide il nostro amato Andrea Bagnani essere selezionato con la pick n.1. Era il primo italiano nella storia a riuscirci e le aspettative, forse leggermente alte, lo condannarono ad una carriera piuttosto mediocre. Vero protagonista di questo draft fu Portland che ottenne via trade sia la seconda scelta dei Bulls che la sesta dei Timberwolves, e con queste due scelte pescò decisamente bene. Arrivarono infatti Lamarcus Aldridge dalla seconda e Brandon Roy dalla sesta. In più i Blazers riuscirono anche ad assicurarsi la prima scelta assoluta l’anno successivo, ma purtroppo vedremo che poteva andare decisamente a finire meglio.

Degne di nota sono la pick n.8, ovvero Rudy Gay, la n.21, Rajon Rondo, ed un’incredibile steal alla n.47, ovvero Paul Millsap.

• Come detto i Blazers ebbero la prima scelta assoluta nel 2007, e con essa scelsero colui che era definito come il futuro dominatore della lega, uno dei pochissimi rookie ad essere valutato come perfetto cinque stelle al mock draft. Le aspettative erano altissime. Stiamo parlando di Greg Oden. Il lungo dei Balzers però fu perseguitato dagli infortuni per tutta la sua carriera e quindi i Blazers non solo persero l’opportunità di costruire una dinastia attorno ad un giocatore del calibro di Oden, ma persero anche la possibilità di scegliere quello che sarebbe stato il futuro rookie of the year e in seguito molto di più. Stiamo parlando di Kevin Durant, talento cristallino ed elegante proveniente da Texas e scelto per giocare con i Sonics nell’ultimo anno a Seattle.

Tra le altre scelte degne di nota troviamo Al Horford, Joakim Noah e alla 48 il neo campione NBA, Marc Gasol. In mezzo a questa miriade di talenti, con la n.18 fu anche scelto Marco Belinelli.

• Il livello del draft dell’anno successivo fu mostruoso.

La prima scelta nel draft 2008 fu Derrick Rose, seguito da due giocatori estremamente talentati come Michael Beasley e OJ Majo, ai quali però, manvaca una testa adatta alla competizione. Un agonismo che invece aveva la quarta scelta, ovvero Russell Westbrook, come Rose futuro MVP NBA. La quinta scelta fu dei Timberwolves che selezionarono Kevin Love. Oltre a queste tre superstar, il draft vide nascere numerosi buoni giocatori del calibro di Danilo Gallinari, scelto con la n.6, e di tantissimi grandi lunghi con ma mania di salire ai piani alti e rispedire la palla al mittente, come Brook Lopez, Deandre Jordan, Serge Ibaka e Roy Hibbert.

• Il 2009 però, è il draft di livello più alto della decade, escludendo quello del 2003. Questo draft vedrà nascere numerosissime superstar di livello assoluto nella lega, primo tra tutti Blake Griffin, che prima di essere il giocatore che ammiriamo ora, era un concentrato di atletismo ed esplosività, capace di giocare esclusivamente vicino al ferro, ma con una forza fisica tale da spazzare via chiunque. Alla n.3 venne selezionato James Harden, dagli Oklahoma City Thunder. La sua definitiva esplosione però arrivò solo anni dopo con la cessione ai Rockets.

La quarta scelta fu il rookie of the year migliore dai tempi di Lebron e forse anche da prima, ovvero Tyreke Evans, capace di mettere 20 punti 5 rimbalzi e 5 assist a referto ogni singola sera. La cinque e la sei furono entrambe di Minnesota che scelsero Ricky Rubio e John Flynn, lasciandosi scappare il futuro bi mvp Stephen Curry. Altre superstar di livello all’interno del draft saranno Demar Derozan, scelto dai Raptors alla 9, Jrue Holiday, scelto dai Sixers alla 17, e Jeff Teague, scelto dagli Hawks alla 19.

Top 3 draft classes 2000-2009

-1 : Classe draft 2003

-2 : Classe draft 2009

-3 : Classe draft 2008

Worst 3 draft classes 2000-2009

-1 : Classe draft 2000

-2 : Classe Draft 2002

-3 : Classe Draft 2006

Top 3 steals of the draft 2000-2009

-1 : Michael Redd, draft 2000, #43

-2 : Gilbert Arenas, draft 2001, #31

-T3 : Tony Parker, draft 2001, #28

-T3 : Marc Gasol, draft 2008, #45

-T3: Paul Millsap, draft 2006, #47

Worst 3 picks, 2000-2009

-1 : Kwame Brown, draft 2001, #1

-2 : Greg Oden, draft 2007, #1

– T3: Hasheem Thabeet, draft 2009, #2

– T3: Darko Milicic, draft 2002, #2



Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*