NBA DRAFT: THE 80S



Gli anni ’80

La rinascita della lega cestistica da noi amata inizia proprio in questo periodo. Dopo la “fusione” tra ABA e NBA, infatti, la nostra amata lega aveva il totale predominio su ogni altra competizione professionistica che avesse come tema centrale la pallacanestro. Negli anni ’80 la NBA è stata teatro di grandi rivalità e della nascita o del tramonto di tantissime grandi stelle.

L’nba draft negli anni ’80 era sicuramente molto più ristretto a giocatori provenienti dal college, e meno aperto alla convocazione di talenti provenienti da più parti del mondo. L’ingresso nella lega per i non americani era alquanto difficile, sia per scarsità di mezzi capaci di mettere in mostra i talenti dell’altra parte dell’oceano, sia per una sorta di scetticismo che chiudeva la NBA a giocatori che non provenissero dalla nazione a stelle e strisce.

• Anche senza stranieri, però, la NBA non peccava certo di talenti. Il draft che si affacciava alla nuova decade, infatti, vide come prima scelta assoluta uno dei giocatori che alla lunga sarebbero diventati l’icona assoluta della pallacanestro. Stiamo ovviamente parlando di Earvin “Magic” Johnson, che veniva catapultato a Hollywood a far compagnia a Kareem Abdul-Jabbar a Los Angekes.

Il draft 1979 però, non è solo Magic, ma è anche un insieme di tante altre stelle del calibro di Bill Cartwright (terza scelta), il nuovo centro dei Knicks e futuro compgno di Jordan ai Bulls, Sidney Moncrief (quinta scelta), superstar assoluta per tutti gli anni ’80 con la maglia dei Bucks, Calvin Natt (ottava scelta), e Jim Paxon (undicesima).

Seppur pieno di talenti, però, il draft del 1979 non ha segnato più di tanto la storia della NBA (escludendo ovviamente Johnson), perché il rookie of the year 1980, Larry Bird, era stato scelto già l’anno precedente dai Celtics con la n.6, ma aveva deciso di prolungare di un altro anno la sua entrata in NBA, per giocare un’altra memorabile stagione contro lo stesso Magic al college. Stagione che sarebbe terminata con una finale proprio tra questi due fenomeni a guidare le loro rispettive formazioni, Indiana State e Michigan State. Quest’ultima, guidata da Magic ebbe la meglio, e i due si ritrovarono l’anno dopo in NBA pronti a darsi battaglia per il decennio a venire.

• Compagno di Bird in questa lotta fu la miglior scelta del draft NBA 1980, ovvero Kevin Mchale, selezionato dai Boston Celtics con la n.3.

Oltre a Mchale, in quel draft ci saranno altre quattro scelte che diventeranno delle stelle nella NBA, ovvero Joe Barry Carroll, la prima scelta assoluta, Andrew Toney alla n.8, Kiki Vandeweghe (scelta n.11), stella dei Nuggets e poi protagonista di una memorabile trade proprio con il sovracitato Calvin Natt, che lo porterà a Portland, e per finire la steal del draft Jeff Ruland, scelto alla n.25.

• Il draft successivo vedrà delle scelte che saranno destinate sicuramente a cambiare il futuro della lega.

Infatti nel 1981, i Detroit Pistons selezioneranno con la seconda scelta l’avversario in memorabili battaglie di Bird e Magic, ovvero Isiah Thomas.

Oltre a Thomas, il draft 1981 sarà pienissimo di altri nomi di spicco, fra cui il futuro compagno di Thomas, Mark Aguirre, scelto come prima assoluta dai Dallas Mavericks, che pescheranno bene anche alla n.9, selezionando Rolando Blackman, la stella di Seattle, Tom Chambers alla n.8, Larry Nance, lo storico schiacciatore, padre dell’attuale giocatore dei Cavs, scelto da Phoenix alla n.20, e per finire, l’attuale GM dei Celtics, Danny Ainge, scelto alla n.31 dagli stessi Celtics.

• Il draft 1982 sarà sicuramente meno profondo, ma non meno ricco di superstar.

La prima scelta assoluta Infatti, sarà il terzo violino dei Lakers dello Showtime, James Worthy.

Alla n.2 sarebbe arrivato il compagno del precedentemente citato Sidney Moncrief ai Bucks, ovvero Terry Cummings.

Alla n.3 gli Atlanta Hawks pescarono “The Human Highlight Film” Dominique Wilkins.

Altre scelte degne di nota furono la 11, ovvero Fat Lever, scelto dai Blazers, ma poi futura stella dei Nuggets, e Sleepy Floyd alla 13, guardia dei Nets, e detentore ai tempi dei Sonics del record di maggior numero di punti in un tempo in una gara di playoffs, ovvero 39.

• Nel 1983, la prima scelta fu un gigante proveniente da Virginia, Ralph Sampson, primo pezzo dell’ambizioso progetto delle Twin Towers, completato l’anno successivo.

Il centro fu scelto dagli Houston Rockets che ebbero la pick n.1 anche l’anno successivo.

Il detentore del record per maggior numero di minuti giocati in una gara (69), invece fu scelto alla n.8, ovviamente parliamo di Dale Ellis, mentre la scelta n.14 fu una superstar di livello assoluto, ovvero Clyde “The Glyde” Drexler. I Blazers erano talmente tanto convinti della scelta appena fatta che infatti compirono un errore madornale l’anno successivo.

• Infatti nel miglior draft della decade, ovvero il draft 1984, i Blazers selezionarono Sam Bowie con la n.2, lasciando scivolare alla n.3 Michael Jeffrey Jordan, che verrà accalappiato dai Chicago Bulls. Il draft 1984 però, comprendeva altri giocatori, che insieme a Jordan avrebbero scritto la storia della pallacanestro.

La prima scelta infatti fu il secondo pezzo delle sovracitate “Twin Towers”, ovvero Hakeem “The Dream” Olajuwon, che direttamente dalla Nigeria si affiancava a Sampson per una run memorabile compiuta proprio in quell’anno e terminata solo in finale contro i Celtics di Bird e Mchale.

La classe draft 1984 però, vedrà anche altri due Hall of Famer, ovvero Charles Barkley alla n.5 e John Stockton alla n.16, ed oltre ad essi anche 3 futuri All Star.

• A Far concorrenza alla classe draft dell’84 ci sarà la classe immediatamente successiva. Infatti ci saranno la bellezza di 9 futuri All Star e 4 di questi saranno Hall of Famer. Ricordiamo principalmente Patrick Ewing, il centro dei Knicks alla n.1, Chris Mullin alla n.7, “The Mailman” Karl Malone alla n. 13 e Joe Dumars, scelto dai Pistons alla 18.

• Il draft 1986 sarà invece particolare per la sua profondità. Le più grandi steal della decade saranno proprio presenti in questo draft. Esempi principali saranno Arvydas Sabonis alla 24, costretto però a entrare nella lega molto dopo a causa della Guerra Fredda, Mark Price alla 25, Dennis Rodman alla 27 e addirittura Jeff Hornacek alla 46 e il “Mozart dei canestri” Drazen Petrovic alla n.60, che insieme alla scelta n.2, Len Bias è una delle note più tristi della storia del draft e in generale della storia NBA. Entrambi infatti sono deceduti prima di esprimere il loro potenziale.

Soffermandosi sulla notte del draft 1986, per festeggiare la seconda scelta, Len Bias festeggiò con amici e parenti, e fu trovato morto il giorno dopo a causa di un overdose di cocaina dovuta alla sera prima.

• Anche il draft 1987 fu sicuramente ricco di talenti. Con la prima scelta assoluta i San Antonio Spurs selezionarono “L’ammiraglio” David Robinson, con la quinta scelta i Seattle Supersonics scelsero Scottie Pippen, poi ceduto ai Bulls e destinato a diventare il più grande secondo violino di sempre, alla n.7 fu selezionato il piccolo grande Kevin Johnson, futuro compagno di Barkley ai Suns, ma al momento destinato a finire a Cleveland. La n.11 invece vide gli Indiana Pacers selezionare Reggie “Killer” Miller, giocatore che i Pacers non lasciarono andare fino al termine dei suoi giorni da giocatore. Alla n.22 infine, uno dei più grandi “What if” della storia. I Celtics selezionarono colui che sarebbe diventato più forte di Michael Jordan, ovvero Reggie Lewis. Purtroppo, dopo aver fatto intravedere una piccola superficie del suo talento, un attacco cardiaco, nel 1993 lo colse proprio mentre era in campo e pose fine alla sua giovane vita troppo in anticipo.

• I due draft successivi non sono degni di particolare nota. Da essi sono venute fuori tante stelle, ma nessuna che avrebbe segnato le sorti della pallacanestro futura.

Top 3 classi draft ’80s

-1: Classe draft 1984

-2 : Classe draft 1985

-3 : Classe draft 1987

Worst 3 classi draft ’80s

-1 : Classe draft 1989

-2 : Classe draft 1988

-3 : Classe Draft 1980

Top 3 steal of the draft ’80s

-1 : Drazen Petrovic, Draft 1986, #60

-2 : Sarunas Marciulonis, Draft 1987, #127

-3 : Michael Jordan, Draft 1984, #3.

Worst 3 picks, ’80s:

-1 : Len Bias, Draft 1986, #2

-2 : Sam Bowie, Draft 1985, #2

-3: Pervis Ellison, Draft 1989, #1



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