NBA DRAFT: THE 90s



Negli anni ’90 ormai la lega è ai suoi massimi livelli. Jordan e merchandising sono sinonimi, e numerose nuove stelle vogliono calcare i parquet ed essere protagonisti di uno degli sport più in voga al momento. È l’inizio dell’egemonia Bulls, e i giovani sono prontissimi a far vedere che la NBA non è solo Jordan, ma anche le generazioni future.

• I draft 1990 e 1991 porteranno alla NBA stelle difensive del calibro di Gary Payton e Dikembe Mutombo, ma la loro profondità non sarà degna di essere ricordata nei libri di storia. La vera svolta avverrà nel 1992, dove le prime due pick saranno due mastodontici centri. È ufficialmente cominciata l’era dei bigman, sempre più amati e ricercati dalle squadre. Ormai la figura perfetta per la pallacanestro è il centro dominante su entrambi i lati del campo e ne sono perfettamente il prototipo la scelta n.1 degli Orlando Magic, Shaquille O’Neal, e la n.2 dei Charlotte Hornets, Alonzo Mourning. Il centro che stoppa sprinta, riceve in post e schiaccia è ormai la figura attorno alla quale far ruotare un team vincente. La pick n.3 invece è un giocatore già visto in campo con le stelle più brillanti del mondo alle Olimpiadi 1992 di Barcellona con la nazionale statunitense, ovvero Chris Laettner, grande prospetto ma dalla carriera abbastanza deludente.

• L’anno successivo la prima scelta era ancora una volta per i Magic, che scelsero un altro centro, ovvero Chris Webber. Ma mentre già la NBA assaporava l’idea delle Twin Towers 2.0 e Webber si preparava ad essere la spalla di Shaquille O’Neal, avvenne una trade inaspettata che portò la prima scelta a Golden State in cambio della terza, ovvero Anfernee “Penny” Hardaway. Lui e O’Neal diventarono uno dei dynamic duos più temuti della decade. La scelta n.2 invece, fu un giocatore che ebbe relativamente poca fortuna in campo cestistico. Infatti è molto noto più che per le sue abilità, per la sua straordinaria altezza, per la capacità di prendersi schiacciate in faccia, e per la sua partecipazione al cartone animato di Space Jam. Ovviamente stiamo parlando di Shawn Bradley.

• Il draft 1994 vedrà nascere altri due futuri Hall of Famer, ovvero Jason Kidd, seconda scelta dei Dallas Mavericks, e Grant Hill da Duke, l’uomo che avrebbe riportato alla grandezza i Detroit Pistons dopo l’addio di Thomas e Dumars. I due a fine anno si divisero il premio di co rookie of the year.

Il talento di Hill era letteralmente mai visto prima, ma la sua carriera fu perseguitata dagli infortuni, e ancora oggi possiamo considerarlo come uno dei più grandi “What if di sempre”.

Oltre a queste due grandi stelle il draft 1994 fu abbastanza scarno.

• Il draft 1995 invece produsse superstars del calibro di Jerry Stackhouse, Antonio Mcdyess e il tanto amato e tanto odiato “Sheed”, Rasheed Wallace. Ma la vera stella del draft sarà la pick n.5, ovvero una Power Forward che aveva saltato il college, passando direttamente dalla Farragut Academy High School alla National Basketball Association. “With the fourth pick in the 1995 NBA Draft, the Minnesota Timberwolves select, Kevin Garnett”.

• La storia però si fa nel 1996, dove ha preso piede uno dei più grandi draft di tutti i tempi.

I Philadelphia 76Ers avevano la prima scelta assoluta, e con essa pescarono Allen Iverson, “The Answer”, che sarebbe a breve diventato uno dei personaggi più amati del panorama sportivo a causa della sua figura di underdog.

Alla n.2 i Toronto Raptors selezionarono un Big Man, Marcus Camby, grandissimo difensore e capace di arrivare a stoppare qualsiasi tipo di pallone.

Alla n.3 probabilmente uno dei giocatori più sottovalutati della storia della NBA, ovvero Shareef Abdul-Rahim, selezionato dagli ancora Vancouver Grizzlies nella speranza di risollevarsi da un passato non brillantissimo.

La quarta scelta fu un misto di genio e sregolatezza, ovvero Stephon Marbury, che fu subito ceduto ai Timberwolves nonostante fosse stato scelto da Milwaukee.

Alla n.5 un tiratore, ma un tiratore vero. “Jesus Shuttlesworth” (da He Got Game, 1998), Ray Allen.

Che draft incredibile vero? Credo che però, di questo draft non abbiamo neanche grattato la superficie.

Alla n.6 i Boston Celtics provano a risollevarsi dopo il periodo piu buio della loro storia pescando un jolly, ovvero Antoine Walker.

L’apoteosi però viene raggiunta dagli Charlotte Hornets con la scelta n.13, con la quale pescano il figlio di “Jelly Bean” Joe Bryant, ovvero Kobe Bryant, e… lo cedono immediatamente ai Los Angeles Lakers in cambio di Vlade Divac. Questa mossa per un bel po’ di tempo fu considerata un colpaccio per Charlotte…

Il talento non finisce qui, poiché alla 14 viene pescato Peja Stojakovic, alla 15 il futuro Bi-mvp Canadese Steve Nash, alla 17 il centro Jermaine O’Neal, alla 20 il gigantesco Lituano Zyndrunas Ilgauskas e alla 24 il giocatore che ancora oggi detiene il record per maggior numero di presenze nei playoffs NBA, ovvero Derek Fisher.

• Dopo il probabile più grande draft di sempre, nel 1997 ci fu una leggera carestia per quanto riguarda la quantità di talenti, ma per la qualità non si discute. Infatti alla n.1 alla n.3 e alla n.9 furono selezionati tre giocatori che da soli facevano un grande draft. Parliamo di Tim Duncan, subito rookie of the year e l’anno dopo MVP delle finas, e di Chauncey Billups e Tracy Mcgrady, due giocatori che sarebbero sbocciati con il tempo, ma che oggi sono considerati pietre miliari della pallacanestro del ventunesimo secolo.

• Il numero di superstar non venne a mancare nel 1998. Infatti la prima scelta assoluta fu… Michael Olowokandi… ehm… diciamo non proprio la miglior pick del draft. Passando oltre alla n.4 troviamo il talento cristallino di Antawn Jamison, alla 5 l’immortale Vince Carter, e alla 9 e alla 10 altri due futuri Hall of Famer. Rispettivamente Dirk Nowitzki da Wurzburg, scelto dai Milwaukee Bucks, poi ceduto ai Mavericks, e Paul Pierce, bandiera dei Celtics per più di 10 anni.

• Nel 1999 la prima scelta assoluta, Elton Brand, selezionato dai Bulls, e la seconda, Steve Francis, selezionato dai Vancouver Grizzlies e poi ceduto ai Rockets, furono costretti a dividersi il premio di Rookie of The Year.

Scavando più in fondo nel draft ci saranno anche altre future superstar come ” il Barone” Baron Davis alla n.3, “Rip” Hamilton alla 7, Shawn Marion alla 9, Ron Artest alla 16, “AK47” Andrei Kirilenko alla 24 e l’argentino Manu Ginobili alla… 57!!!

Quartultima chiamata disponibile al Draft, e decisamente azzeccata per i San Antonio Spurs.

Top 3 Draft Classes, ’90s

-1 : Classe Draft 1996

-2 : Classe Draft 1998

-3 : Classe Draft 1992

Worst 3 Draft Classes, ’90s

-1 : Classe Draft 1991

-2 : Classe Draft 1990

-3 : Classe Draft 1999

Top 3 steals of the Draft, ’90s

-1 : Manu Ginobili, Draft 1999, #57

-2 : Kobe Bryant, Draft 1996, #13

-3 : Rashard Lewis, Draft 1999, #32

Worst 3 picks, ’90s

-1 : Michael Olowokandi, Draft 1998, #1

-2 : Joe Smith, Draft 1996, #1

-3 : Shawn Bradley, Draft 1993, #2



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