Top 10 moments of the decade



La storia di Derrick Rose in questo decennio è stata tanto sfortunata quanto meravigliosa. Nel 2011 Rose è diventato il più giovane MVP della storia della NBA, a soli 23 anni da poco compiuti. La carriera di Rose sembrava appena cominciata, ma per un capriccio di coach Thibodeau in gara 1 dei playoffs 2012, a partita già finita il ginocchio di Rose fa Track. Rottura del legamento crociato. La carriera di Rose è stata una discesa perenne da quel momento. Un tunnel buio alla quale estremità non si vedeva uno spiraglio di luce. Cambi di squadra, da Chicago a New York a Cleveland a Minnesota. Rose pensa al ritiro, ma qualcosa cambia. A Minnie Rose trova una nuova casa e un nuovo modo di giocare e il 31 ottobre 2018 segna 50 punti con i lupi vincendo la gara praticamente da solo. Rose scoppia in lacrime. Un pianto liberatorio che riaccenderà una luce, e la rosa ormai appassita inizierà a rifiorire.


2014Per il secondo anno consecutivo Miami San Antonio è la finale NBA. Miami ha vinto l’anello i due anni precedenti e ovviamente cerca di confermarsi come dinastia vincendo un three peat. Dall’altra parte però ci sono i San Antonio Spurs di Gregg Popovich. E c’è un giovane talentuoso difensore di nome Kawhi Leonard che dominerà la serie vincendo titolo e mvp delle finali. La dinastia dei Miami Heat di Lebron James e Dwade era stata fermata. La carriera di Leonard da quel momento prese il volo. Arrivò rispettivamente secondo e terzo alla corsa all’mvp del 2016 e 2017, e dominò gara 1 del 2017 contro i Golden State Warriors, considerati la potenziale squadra più forte di sempre. Dominò si, ma fino ad uno sfortunato e controverso infortunio causato da Zaza Pachulia. Leonard rimase fuori tutta la serie e quasi tutta la stagione successiva. La trade che lo portò a Toronto però eliminò ogni dubbio sulla sulle sue condizioni fisiche e, anche aiutato da un po’ di fortuna arrivò in finale contro un’altra dinastia. Ovviamente parliamo dei sovracitati Golden State Warriors, come Miami in cerca di un three peat. E come Miami costretta a fermarsi a causa di Kawhi. Secondo titolo e secondo mvp delle finali. Ora il dinasty slayer è in attesa di una nuova vita nella città degli angeli, ma anche se non dovesse finire come la precedente avventura nessuno potrà mai cancellare l’opera monumentale del Fun Guy.


Dopo la rimonta per 3-1 subita dai Thunder ad opera dei Warriors, Kevin Durant, bandiera dei Thunder abbandonò la barca per schierarsi con i suoi nemici. La voglia di riscatto di Russell Westbrook è senza eguali e la stagione successiva di Russ sarà quella che molti definirono “For the ages”. Lo #0 dei Thunder mantenne una tripla doppia di media per tutta la stagione, eguagliando Oscar Robertson, mise a referto 3 triple doppie da 50 o più punti e riuscì a registrare il record All Time di 42 triple doppie in una stagione, superando le 41 di Oscar Robertson. I Thunder non arrivarono oltre il primo turno dei playoffs, ma la stagione del Brodie doveva essere premiata e a giugno arrivò il meritato premio di Most Valuable Player della stagione 2017.


Dopo le finali perse nel 2014, Lebron lascia gli Heat è torna nella sua amata Cleveland.La giovane stella Kyrie Irving e Lebron James vengono presto raggiunti da Kevin Love e dopo un inizio non facilissimo Cleveland prende il volo e domina la seconda metà della stagione e i playoffs arrivando in finale NBA. Dopo aver perso al primo turno Kevin Love, i Cavs persero anche Irving in gara 1 delle finals. Lebron disputò probabilmente la miglior serie di playoffs della sua carriera tenendo in scacco l’intera corazzata Warriors è cedendo solo dopo 6 gare.Ciò che successe dopo è semplicemente storia e (Spoiler) ne parleremo più avanti in classifica.


Dopo la vittoria del titolo NBA del 2015, i Golden State Warriors dovevano riconfermarsi. E l’inizio della stagione successiva fu letteralmente senza precedenti. Vinsero le prime 24 partite e completarono la seconda striscia di vittorie più lunga della storia della NBA dopo le 33 dei Lakers nel 1972.Il ritmo dopo la prima sconfitta però non rallentó, i Warriors non persero mai due partite consecutive e iniziarono a pensare che forse il record dei Bulls non era così irraggiungibile. Stephen Curry disputò una stagione a dir poco perfetta, segnando oltre 30 punti di media e stabilendo, anzi disintegrando il vecchio record di triple realizzate in una stagione, alzando l’asticella da 286 a 402!I warriors vinsero partita dopo partita ma purtroppo il 13 aprile 2016 la gara contro i Grizzlies che avrebbe potenzialmente scritto la storia non fu trasmessa neanche in tv nazionale a causa della gara d’addio di Kobe Bryant. La vittoria contro i Grizzlies arrivò come da pronostico e i Warriors vinsero la 73^ gara stagionale, stabilendo il nuovo record di vittorie in una singola stagione. Contemporaneamente i Philadelphia 76Ers sfiorarono il record negativo perdendo 72 gare su 82 disputate.Dei playoffs dei Warriors però parleremo in seguito.


Finali NBA 2013. Miami Heat sotto 3-2.Lebron James dopo un inizio di serie abbastanza difficoltoso domina le gare 4, 5 e 6. La gara è in bilico fino agli ultimi minuti, ma gli Spurs sembrano avere la vittoria in pugno. Leonard è in lunetta ed ha la possibilità di chiudere definitivamente la serie. Il “non ancora Robocop” però, spiegherà la possibilità di chiudere definitivamente gara e serie. Poi sappiamo tutti come andò a finire. Lebron prova la tripla, errore, “Rebound Bosh, back up to Allen, his three pointer, BAAANG”.Miami vinse partita e serie e la legacy di Lebron James si consolidò. Il re fu incoronato mvp delle Finali, ma tutti noi sappiamo che non sarebbe mai stato possibile senza lo Swarovski di Gesù.


Kobe Bryant è stato raggiunto ai Lakers da Steve Nash e Dwight Howard per formare una vera corazzata. La stagione però non è iniziata nel migliore dei modi. I Lakers rischiano di mancare anche i playoffs, ma un orgoglioso Kobe Bryant fa di tutto per chiudere la stagione in maniera vincente. Purtroppo l’età si fa sentire e lo sforzo è considerevole. Lo stress giocherà un brutto scherzo a Kobe, che il 12 aprile 2013, dopo aver messo a referto 34 punti contro i Warriors sfortunatamente si ruppe il tendine d’Achille. Quello che successe dopo fu a dir poco eroico. Kobe rimase in campo e decise di tirare anche i due liberi. Dopodiché il dolore era atroce e l’infortunio lo costrinse a rimanere fuori per nove mesi. Al suo ritorno inevitabile dire che non sarebbe mai più stato lo stesso.Kobe continuò a giocare fino alla stagione 2015/2016 e la sua ultima annata fu accompagnata da un commovente Farewell tour conclusosi con una gara finale da 60 punti contro gli Utah Jazz.”Now, I Have two more words to say: Mamba Out!”


luglio 2016Dopo la sconfitta contro i Warriors Kevin Durant si unisce ai suoi nemici.La scelta probabilmente più controversa di sempre condanna Kevin Durant a tre anni pieni di vittorie ma totalmente assenti di gloria. L’accusa di aver rovinato la NBA e di aver distrutto la competitività però, Kd vuole farsela scivolare addosso, e vince tutto ciò che è possibile vincere, colpendo Cleveland con due fulmini nello stesso punto sul finale di gara 3 per due anni consecutivi. Purtroppo la conclusione dell’avventura di KD sembrava essere ben diversa da quella che è effettivamente stata. Una rottura del tendine d’Achille è quello che non avremmo mai potuto augurare al nostro peggior nemico, ma nonistante ciò molti urlarono al karma. E così anche la più grande macchina da guerra di sempre è crollata sotto i colpi della sfortuna, ma ha segnato la storia con più due anni di totale dominio come nessuno aveva fatto prima di allora.


“Porterò il mio talento a South Beach.: Cosi Lebron James esordiva nel programma televisivo appositamente creato per la sua scelta estiva, chiamato appunto “The decision”

Lebron James, Dwyane Wade, Chris Bosh. La NBA trema. Il primo anno però non andò come previsto e la finale persa contro i Mavericks iniziò ad etichettare Lebron James come “perdente” all’opinione comune. Gli Heat vinsero i due titoli successivi e la legacy di LBJ iniziò a posizionare i primi tasselli per diventare quella che sarebbe diventata una carriera a dir poco senza eguali.


Sotto 3-1 contro la squadra con il miglior record NBA. Nessuno ha mai rimontato da 3-1 in una finale NBA. Però una serie di coincidenze e l’avere lebron James in squadra può sempre aiutare. In gara 5 Irving e James segnano 41 punti a testa e Lebron si ripete in gara 6 con altri 41. L’espulsione di Curry e la squalifica di Draymond Green aiutano i Cavs a raggiungere gara 7. Pochi secondi prima dell’inizio, la Oracle Arena è una bolgia infernale. La gara è memorabile ed equilibrata. Le gare equilibrate però, si sa, le vincono le giocate dei fuoriclasse, ed una stoppata, anzi una Gioconda, ed un canestro allo scadere di Kyrie Irving distruggono letteralmente le speranze dei Warriors. La rimonta è compiuta e Cleveland è campione NBA e riesce dove ogni squadra aveva fallito.