La storia del basket in foto. Parte 1

Quando è nata l’associazione delle squadre di pallacanestro più forti del mondo? Come si è arrivati all’NBA così come la conosciamo oggi? Ci sono sempre state le attuali 30 franchigie? Per rispondere a tutte queste domande dobbiamo tornare con le lancette indietro nel tempo…

Siamo all’inizio del dicembre 1891. È una giornata piovosa a Springfield, Massachusetts, quando il professore americano-canadese dell’YMCA, James Naismith, nel tentativo di far allenare i suoi studenti in palestra, inventa un nuovo gioco di squadra. Esso consiste nel dividere gli alunni in due squadre con l’obiettivo di mettere la palla in un cesto all’estremità del campo posto all’altezza di 3,05 metri. Da qui comincia la nostra straordinaria storia.
Nei mesi successivi, questo nuovo gioco riscuote successi clamorosi tanto è che fino allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, l’Amateur Athletic Union (AAU) e l’IAAUS (l’antenata dell’attuale NCAA) fanno a gara per appropriarsene e modificarne le regole. Ormai questo sport è praticato in numerose scuole del Nord America e ben presto iniziano a sorgere le prime squadre. Nel 1898 quindi, viene quindi creata la National Basketball League (NBL) con l’intento di proteggere i giocatori dallo sfruttamento e promuovere un tipo di gioco meno grezzo di come fosse all’epoca. Il debutto assoluto del basket professionista negli USA avviene il 1 Dicembre 1898 nel quartiere Kensington di Philadelphia con il match tra i Trenton Nationals e Hancock Athletic Association davanti a circa 900 persone, che vede vincenti i Nationals con il punteggio di 21-19.

La prima stagione si conclude proprio con il successo di questi ultimi grazie al record di 18-2-1 (all’epoca le partite potevano anche finire senza un vincitore) ma la lega inizia a mostrare le prime fragilità in quanto delle 6 squadre iscritte, 2 falliscono e non riescono a finire la stagione.

Le stagioni successive vedono alti e bassi per quanto riguarda la stabilità dei club fino a quando, visto il fallimento di troppe società sportive, nel 1904 la NBL è costretta a chiudere i battenti, non senza qualche controversia.
Nel frattempo il basketball cresce a macchia d’olio nelle scuole: nel 1910 viene fondata la moderna NCAA che nel 1939 creerà il torneo universitario di massimo livello così come lo conosciamo oggi; intanto nelle High School, la pallacanestro prende sempre più piede e i ragazzi si divertono a giocare anche al di fuori della scuola… straordinario se pensiamo ad una nazione dominata dal Football e dal Baseball.

Tra gli anni ‘20 e ‘30 nascono squadre a grappoli, praticamente ogni quartiere di una qualsiasi città conta almeno una squadra, professionista o meno, di pallacanestro. Le leghe o associazioni di squadre vanno e vengono con una facilità tale che non ne esiste una di prestigio superiore alle altre.

Inoltre in questi anni non è da sottovalutare la condizione in cui versano gli afroamericani, discriminati persino nello sport, l’ormai prossima crisi economica del 1929 e le enormi differenze sociali che lacerano il paese.
Arriviamo così al 1937 quando la Midwest Basketball Conference,una delle numerosissime leghe del paese, decide di cambiare il proprio nome riprendendo quello della NBL, ormai defunta da più di tre decenni. La nuova NBL fa concorrenza all’American Basketball League (ABL), nata nel 1925. Oltre a questi tornei, due anni più tardi viene istituito il World Professional Basketball Tournament in cui partecipano le compagini della NBL più le altre migliori squadre di basket del paese come i mitici Harlem Globe-trotters e i New York Rens, team composti da soli afroamericani che girano per tutti gli stati USA ammaliando i propri spettatori.

Tra le squadre NBL e WPBT sopravvissute fino ai giorni nostri troviamo i Buffalo Bisons poi Tri-Cities (gli attuali Atlanta Hawks), i Detroit Gems poi Minneapolis Lakers (oggi Los Angeles Lakers), i Rochester Royals (poi Sacramento Kings), i Syracuse Nationals (Philadelphia 76ers) e i Fort Wayne Zollner Pistons (Detroit Pistons). Queste squadre però, giocano in arene piccole, occupando uno spazio di nicchia tra i quotidiani sportivi.
In questo periodo, Walter Brown, proprietario del Garden di Boston, nota che molte arene, quando in scena c’è l’hockey, sono deserte e quindi cerca una soluzione per attirare ancora più spettatori nel suo palazzetto. La sua intuizione è quella di far svolgere dei match di pallacanestro nelle serate in cui non sono in programma partite di altri sport, come appunto l’hockey.

Con questo spirito, il 6 giugno 1946 viene creata a New York City la Basketball Association of America (BAA), quella che poi, tre anni più tardi prenderà il nome della nostra cara National Basketball Association.

To be continued…

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