Lo scultoreo Karl Malone



La Louisiana è uno stato tristemente famoso per la segregazione razziale, molti afroamericani capivano in fretta che alcuni metri di spazio potevano cambiarti la vita in quei posti.
In questo clima ostile nel 1963 a Bernice paese di 300 anime , nasceva un bambino dal futuro incerto.
Le divinità del Basket spesso calcano la mano quando devono costruire dei corpi per questo sport, ma qui andarono oltre. Se si provasse a definirlo con una parola, il termine migliore sarebbe “Scultoreo” ossia una figura che presenta caratteristiche di armonia e semplicità.
Un fisico staturario, mantenuto nel tempo con maniacale dedizione al lavoro.
Dietro a quella figura perfetta però si cela una personalità di un’altra epoca.
Un individuo fuori dal tempo e dal mondo che lo circonda: nonostante conosca il razzismo da vicino non ha mai avuto atteggiamenti di orgoglio e di rivalsa.
Un uomo che insieme al numero 12 di Utah ha rappresentato l’essenza del “Pick and roll”; Il postino consegnava sempre a canestro tutti le lettere d’amore al Basket che John gli passava.
l’età avanza per tutti ma lui continua a definire quel fisico, come se nulla fosse cambiato.

“The Mailman”, Karl Anthony Malone.



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