La storia del basket in foto. Parte 4

La seconda stagione NBA richiede un cambio di organizzazione nella Lega in quanto 6 franchigie ritirano la propria iscrizione ad essa; i St. Louis Bombers, Chicago Stags e Denver Nuggets falliscono, mentre altre 3 squadre, Anderson Packers, Sheboygan Red Skins e Waterloo Hawks, forse visti gli enormi costi richiesti per delle società sportive di piccole realtà americane come loro, decidono di trasferirsi nella NPBL, lega nata nel 1950 (e poi cessata nel 1951) per squadre “di provincia”.A queste defezioni si aggiungerà il fallimento dei Washington Capitals a stagione iniziata, che porterà a 10 il numero dei team NBA.
I dirigenti NBA non perdono tempo e decidono di cambiare il format: due Conference, Eastern e Western, più un All Star Game, ovvero una partita giocata dai migliori giocatori delle varie squadre delle due Conference.Il primo MVP dell’ASG viene conferito ad Ed Macauley, dopo aver visto il team East battere lo West per 111 a 94. A fine anno i Rochester Royals battono i New York Knicks e si laureano campioni nba…

… Le stagioni passano e nel 1951 i Tri-Cities Hawks si spostano dalle tre città in cui giocano per stabilirsi a Milwaukee. Prima dell’inizio della stagione 1953-54 i vertici NBA concludono un contratto da $ 39.000 con la DuMont Television per la vendita dei propri diritti TV. Sempre in quei giorni gli Indianapolis Olympians falliscono e la stagione successiva anche i Baltimore Bullets fanno la loro stessa fine, lasciando la lega con sole 8 squadre.La lega sembra sempre più in crisi ma una delle più grandi rivoluzioni della storia dello sport contribuisce al suo salvataggio. Solo 8 squadre che si scontrano ripetutamente, un costante dominio Lakers (o meglio dominio Mikan) e partite noiose dai punteggi bassissimi. Eh già, perché per provare ad arginare Mikan i giocatori avversari tendevano spesso a mantenere il possesso del pallone per un tempo prolungatissimo, spesso anche per più di 5 minuti (!!). La situazione toccò il suo apice (o forse sarebbe meglio dire “il suo fondo”) il 22 novembre 1950. I Fort Wayne Pistons si scontrarono contro i Lakers e riuscirono a vincere con il risultato di 19-18, e dei 18 punti segnati dai Lakers, 15 provenivano dalle mani di Mikan. Nella gara ci fu un totale di solo otto canestri combinati a fronte di soli 27 tentativi.

Un detto comune è “Non c’è mai fine al peggio”, ma è altrettanto vero che una volta toccato il fondo è inevitabile una nuova ascesa. E l’ascesa fu memorabile e portò il nome di un imprenditore italiano, per la precisione abruzzese: Daniel Biasone, detto “Danny”. Il fondatore e proprietario della franchigia dei Philadelphia 76Ers tentò di teorizzare le fondamenta per il basket “bello da guardare”. 48 minuti = 2880 secondi. Per far divertire la gente bisogna avere almeno 60 possessi per squadra, ovvero 120 combinati. 2880/120=24. Per garantire 120 possessi in 2880 secondi ogni azione deve durare 24 secondi…L’invenzione di Biasone fu proposta e accolta dalla NBA e in generale dal basket professionistico ed ancora oggi siamo piacevolmente soggetti alla portata a dir poco epocale di questa invenzione.La lega comincia a prendere forma, la NBC diventa la televisione che trasmette le partite dell’NBA, fino al 1963, partite che diventano 72 per ogni squadra nella regular season. Nel 1955 gli Hawks decidono di spostarsi da Milwaukee a St. Louis e proprio nella città del Missouri viene assegnato il primo Most Valuable Player della storia a Bob Pettit, giocatore Hawks.

Due anni dopo i Pistons si trasferiscono da Fort Wayne a Detroit e i Royals da Rochester a Cincinnati. Dalla stagione 1959-60 le partite giocate dai club di basket passano da 72 a 75 partite a stagione in Regular Season mentre nella stagione dopo si arriva a 79 match. Sempre in quest’anno i Lakers si trasferiscono dal Minnesota per stabilirsi a Los Angeles. Con l’entrata nella NBA di una nona franchigia, i Chicago Packers poi rinominati Zephyrs, adesso ci sono 80 partite per ogni squadra sul calendario. Anche gli Warriors da Philadelphia si trasferiscono in California, a San Francisco più precisamente.È il periodo del dominio Celtics di red Auerbach e della rivalità con i Lakers. Dei record di Wilt Chamberlain e delle triple doppie di Oscar Robertson.La battaglia per accaparrarsi i diritti TV di uno sport che ormai spopola in tutto il paese, e non solo, sono più agguerriti che mai: nella stagione ‘63-64 passano a SNI per poi andare alla ABC, lusingando la lega di basket americana con ricchi contratti.
La stagione successiva vede ancora grandi traslochi da parte delle franchigie, infatti i Nationals da Syracuse si muovono a Philadelphia, prendendo il nome di 76ers e colmando il vuoto che avevano lasciato gli Warriors solo qualche mese prima; gli Zephyrs invece passano da Chicago a Baltimore facendosi chiamare qui come Bullets. Nel 1966 viene introdotta una decina franchigia, i Chicago Bulls, che fa si che: i Bullets si spostino dalla Western alla Eastern Conference, le squadre giochino 81 partite ciascuna e i posti ai Playoff tornino a 4 per Conference, cosa che non accadeva dalla stagione 1952-53.Come avrete notato, in questi anni l’NBA è una lega in evoluzione e deve ancora trovare una situazione stabile in cui cimentarsi, le sue franchigie ne sono lo specchio perfetto visti i continui spostamenti.

To be continued…

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