A Windy Story

A Windy Story.

La natura è caratterizzata da continui cambiamenti climatici che mutano il percorso di ogni essere vivente; c’è chi questi eventi li fotografa immortalando un tornando, una tempesta , un fulmine.
Noi umani possiamo soltanto restare a guardare di fronte a tutto questo: sono pochi gli eletti del genere umano che possono essere paragonati a tali eventi.
Dagli anni 10 del novecento 6 milioni di Afroamericani sono scappati dal sud verso il nord industrializzato; Chicago è una città difficile senza dubbio. Gente come Isiah Thomas e Tim Hardaway sono sopravvissuti alla criminalità di quel posto grazie allo sport più bello del mondo mentre altri ragazzi purtroppo sono passati ad altra dimensione troppo presto.
Non è mai stata una città tranquilla, è un luogo in continuo movimento e pieno di leggende, come quella di un fantasma col 23 a cui è stata eretta una statua, proprio fuori il palazzetto dove gioca la squadra locale di Basket.
C’è un ragazzino che non sa nemmeno cosa lo circonda: Mamma Jolinda un giorno lo porta da papà ma non torna a riprenderlo.
Jolinda non vuole veder finire suo figlio come la maggior parte dei ragazzi di Chicago: a 8 anni si ritrova abbandonato dalla madre a vivere insieme ai fratelli e suo padre.
Essendo di Chicago negli anni 90 non puoi far altro che tifare i Bulls.
Quello che tutti i ragazzi facevano era imitare al campetto le movenze di Michael e anche lui non è da meno, paradossalmente però preferisce il Football. Suo fratello era la stella della famiglia e lui non pensava di essere all’altezza, ma la passione per la palla a spicchi ritorna e ricomincia a giocare. Ha avuto un percorso di vita tale da avere sempre ben chiaro quali fossero le scelte migliori da fare, sia nello sport che nella vita.
Uno dei giocatori più completi su due lati del campo che la storia di questo gioco abbia avuto, un atleta capace di  rendersi adattabile per ogni squadra in cui ha giocato: difficilmente si sente dire che Wade è stato un giocatore che creava problemi nei club in cui ha militato.

“Certi amori non finiscono
Fanno dei giri immensi
E poi ritornano”.

Una canzone di Venditti, la metafora della sua vita.

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