Κατάβασις : discesa (e ritorno) di tre Star

Catàbasi è il termine per indicare la discesa fisica nel mondo degli inferi. È una parola simpatica che ci insegnano per raccontare le gesta di eroi del mito che, chi bene, chi meno, tornano al mondo terreno.In questo caso, però, non parliamo di esperienze epiche ma del crollo di tre Star assolute nell’inferno dell’Injury Report e del loro rientro, in questa stagione, nell’Olimpo dei campioni NBA.

JOHN WALL Houston Rockets: 30.7 MPG, 17.8 PPG, 5.8 APG, 3.9 RPG.

Il cammino tormentato della Point Guard dei Rockets è legato alla gamba sinistra. I problemi al tallone, ricorrenti da inizio carriera, spingono Wall a cercare una soluzione. Il 29 dicembre 2018 esce il comunicato che annuncia la scelta di un’operazione per risolvere una deformazione al tallone sinistro. Un mese dopo, il 5 febbraio 2019, arriva la tragica notizia della rottura del tendine d’Achille in un incidente domestico. Un infortunio del genere, per un giocatore così esplosivo, che fa della velocità e del salto le sue armi principali, è un punto di non ritorno. In più, le tempistiche non sono delle migliori: Washington ha investito sulla sua Star un quadriennale (con Player Option al quarto) da 170 milioni, che scatterà l’anno successivo. La trade con Westbrook è una conseguenza di questi fattori. I semplici dati statistici non rendono l’idea di quello che, attualmente, possa essere Wall per Houston. Nelle ultime 4, considerando la partenza di Harden, l’ex Wizards sta viaggiando a 7 assist di media. La convivenza con un secondary ball-handler, nonché buon difensore, come Oladipo, potrebbe lasciargli la possibilità di giocare spot-up senza rimanere troppo escluso, dando maggior equilibrio nella gestione dei possessi da parte del back-court. Wall non sarà di nuovo la macchina da highlights che tutti rimpiangiamo, ma può farsi valere come solida base di un progetto che deve proiettare le proprie ambizioni sul futuro.

KEVIN DURANT Brooklyn Nets: 36.8 MPG, 30.9 PPG, 5.6 APG, 7.4 RPG.

Forse si è parlato anche troppo dei Nets fino a qui, ma Kevin Durant merita un capitolo a parte. Dopo più di un anno di Stop, anche lui per il tendine d’Achille, KD sta producendo prestazioni offensive molto simili, almeno a livello numerico, al suo anno da MVP. Non solo segna più di trenta punti a partita (dietro solo a Beal) ma lo fa con il 52% dal campo e il 44.7% da 3 punti, per una True Shooting% da 65.5. Numeri a parte, Easy Money Sniper sta dimostrando di essere una Superstar assoluta estremamente versatile, capace di passare da un sistema all’altro senza scalfire le proprie prestazioni. Durant è il giocatore che vuoi in isolamento, un ottimo tiratore sugli scarichi e un passatore di alto livello, caratteristica importante non solo in ottica Irving-Harden ma anche per affiancarlo a tiratori efficaci come Joe Harris. Forse è ancora presto ma, per lui, questa risalita dagli Inferi potrebbe essere più veloce del previsto.

GORDON HAYWARD Utah Jazz 2016-17: 34 MPG, 21.9 PPG, 5.4 RPG, 3.5 APG, 1 STL; 47.1 Fg%, 39.8 3Pt%, 59.5 TS%.Charlotte Hornets 2020-21: 35.6 MPG, 23.2 PPG, 5.2 RPG, 3.6 APG, 1.2 STL; 50 Fg%, 42.7 3Pt%, 61. 3 Ts%.

Per Hayward c’è un discorso a parte. Non è questa la stagione in cui è rientrato, ma è quella in cui stiamo vedendo rinascere il vecchio Gordon. La comparazione con il suo anno da All-star a Utah è voluta e merita attenzione, perché quello che sta facendo da Leader di uno young core come Charlotte è impressionante. Forse non basterà a portarli ai PO, ma l’Hayward che ci troviamo davanti è più maturo di quello del post-infortunio a Boston, può essere un signor primo violino e un ottimo portatore di palla. Vediamo se varrà i 120 milioni in 4 anni. Per adesso l’importante è altro. Quei 6:45 sul cronometro di quel dannato 17 ottobre devono restare solo un ricordo lontano, così come gli abbracci in lacrime di compagni, avversari e le facce stravolte. Come Orfeo, guarda avanti Gordon, non devi voltarti.

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