Bam Adebayo: from zero to 163

Gli inizi

With the 14th pick in the 2017 Nba Draft, the Miami Heat select Bam Adebayo.

Quando Adam Silver nel 2017 pronunciò queste parole, molti tifosi Heat storsero il naso. Città ed insider spinsero per giorni nel Pre-Draft alludendo al fatto che Miami avrebbe di certo selezionato una SG con possibilità di sviluppo alla voce Scoring. I possibili obiettivi della dirigenza, secondo gli addetti ai lavori, corrispondevano ai nomi di Malik Monk, Luke Kennard e Justin Jackson.Pat Riley stupì tutti e, con il senno di poi, prese la decisione corretta.La stagione Collegiale di Bam consegnò al Draft un giocatore che secondo molti, pur avendo dei margini di sviluppo, avrebbe potuto ambire ad un ruolo marginale all’interno di un roster Nba. L’ex numero 3 di Kentucky era considerato un lungo con spiccata attitudine difensiva, in grado di Switchare e di contenere anche esterni più rapidi. Malgrado ciò, non venne considerato un possibile difensore d’élite per via della limitata lunghezza delle braccia e dei problemi mostrati nella protezione del ferro. Offensivamente venne descritto come un giocatore che sopravvive grazie a ciò che costruiscono i suoi compagni, abile nel finire nei pressi del ferro (66% al tiro quando preso all’interno del pitturato) ma incapace di creare per se stesso e con un Jumper praticamente inesistente. La cosa che oggi maggiormente impressiona, è leggere che venne definito come un giocatore dallo scarso IQ cestistico, con praticamente 0 sviluppo per quanto riguarda le skills di passatore. Nonostante ciò, gli Heat decisero di puntare su di lui, e già dalla Summer League si capì il motivo.

L’arrivo a Miami

Adebayo giocò splendidamente in estate, e mostrò dei Flash che andavano completamente contro quello che si diceva nel Pre e Post Draft.Chris Quinn, che allenò Miami durante la SL di Las Vegas, utilizzò Bam da Point Center. L’ex Kentucky aveva spessissimo palla in mano, guidava la transizione e con estrema eleganza arrivava a concludere al ferro. Emerse subito l’idea del Coaching Staff di sviluppare il suo gioco fronte a canestro, sfruttando le abilità di Ball Handling e le doti di passatore che emersero in maniera prepotente. Ovviamente questo tipo di sviluppo richiede tempo, ma il contesto era l’ideale per far si che Adebayo acquisisse più consapevolezza dei suoi mezzi senza dover convivere con grandi pressioni. Come ovvio che fosse non tutto fu da subito perfetto, spesso il 13 perdeva il pallone rischiando passaggi affrettati o deragliava sulle trap avversarie, ma si può assolutamente affermare che la fase embrionale del giocatore che ammiriamo oggi iniziò a svilupparsi già 4 anni fa.La prima stagione di Adebayo a South Beach fu molto buona. Inizialmente partì come backup del lungo titolare, Hassan Whiteside, ma quando quest’ultimo venne fermato da frequenti problemi fisici, Bam ebbe la possibilità di mettersi in mostra da starter. I numeri furono ottimi (8 e 5 di media in 19 minuti di utilizzo), ma ad impressionare il Coaching Staff furono le piccole cose, che proveremo ad analizzare facendo ricorso a delle Stats più approfondite.Il prodotto di Kentucky figurò nel quintetto con il miglior Ortg della squadra, che oltre a lui era composto da : Ellington, Olynyk, Richardson e Winslow. Questi 5 produssero un ottimo NetRating (+21.4 per 100 possessi) e l’impatto di Adebayo fu importante. La qualità dei suoi blocchi fu eccelsa, fu primo nella particolare statistica degli Screen Assists all’interno del proprio roster, ed in generale Miami si piazzò nei primi posti della Lega con più di 11 Screen Assists per partita. La capacità di finire al ferro e nel pitturato venne esaltata dalla presenza di Creator all’interno del roster, soprattuto Goran Dragic e Dwyane Wade.

La metà campo difensiva fu estremamente positiva. Non solo fu primo per Drtg (102.1 pts su 100 possessi), ma fece un solidissimo lavoro in Single Coverage sugli avversari, costringendoli ad un notevole peggioramento di punti in percentuale (-10) in situazione di 1vs1. L’impatto con i Playoff fu piuttosto complicato, Miami venne eliminata in 5 partite dai Sixers e Bam faticò parecchio.

La seconda stagione fu la svolta per Adebayo. I numeri crebbero (9 ppg-7.5rpg-2.2apg) e il gioco di Bam si espanse. Venne utilizzato molto di più al gomito, da cui comincio ad essere pericoloso, e affinò molto la capacità di far uscire il pallone con i tempi giusti. L’aumento del range di tiro gli consenti di poter essere più mobile, e le qualità da rollante (e gli spazi in area) aumentarono sensibilmente. Su un campione di 100 possessi, la squadra con l’ex Kentucky in campo ebbe il miglior Ortg ed il miglior Drt, rispettivamente 122 punti realizzati (in proiezione ovviamente) e 104 subiti. Nonostante la presenza di Whiteside, l’ex Kentucky era praticamente sempre in campo nei finali di partita, relegando a tanta panchina (e tante lamentele) quello che avrebbe dovuto essere il 5 titolare.Gli Heat non presero parte ai Playoff, ma la reputazione di Bam era alle stelle, così Miami decise di liberarsi di Whiteside nell’estate 2019 promuovendolo in quintetto.

La maturazione e la svolta

La stagione 2019-20 di Adebayo è stata clamorosa. L’arrivo di Butler, l’esplosione di Robinson e il grandissimo rendimento della Pick Draft Tyler Herro e dei veterani hanno reso Miami una contender ad Est.Numericamente l’ex Kentucky è esploso, viaggiando a 16-10.5-5.5 di media, tirando con oltre il 55% dal campo (solo Giannis nella Lega come lui). I miglioramenti di Adebayo sono stati eccezionali. Difensivamente lo scorso anno è stato in grado di stare su chiunque, uno dei pochi lunghi in grado di marcare in modo decisamente efficace anche gli esterni.

Ha concluso la stagione con un clamoroso 49.5 in DPS (Defensive Point Saved) ed è stato inserito nel terzo quintetto difensivo. Offensivamente l’upgrade è stato da subito evidente. Adebayo è diventato a tutti gli effetti il point center della squadra, ha giocato tantissimi possessi fronte a canestro e dimostrato di avere visioni seconde solo a quelle di Jokic per i lunghi (23% degli assist totali della squadra).

È ulteriormente migliorato nei mid range jumper (44% seppur su una quantità di tentativi non elevatissima) ed ha ampliato la faretra dei movimenti spalle a canestro. Un uso molto simile a quello di Draymond Green negli anni d’oro di Golden State ma con maggiore capacità di creare per se stesso.

L’avventura nella Bolla ha consentito agli Heat di giocare un basket stellare, ed i Playoff di Adebayo sono stati la ciliegina sulla torta : di un livello incredibile. Bam è stato il perno della celestiale difesa di squadra su Antetokounmpo nel 4-1 di Miami contro i Bucks, ed in generale ha tenuto dei numeri clamorosi. Si tende a ricordare l’impressionante stoppata su Jayson Tatum in Gara 1 delle ECF contro Boston, ma in quella serie fu fenomenale nella protezione del ferro e nella qualità difensiva dopo aver switchato su un giocatore più rapido.Offensivamente Bam è stato bravissimo nello sfruttare la gravity generata dai tiratori di Miami, e occupando praticamente sempre la giusta posizione in campo è riuscito a produrre quasi 18 punti di media con il 58% dal campo (62.5% di true shooting.)Il prodotto di Kentucky ha collezionato un solidissimo 21% per quanto riguarda lo USG% (È la stima percentuale dei possessi utilizzati dal singolo giocatore rispetto a quelli di squadra) terzo dietro a Butler ed Herro, i due principiali creator degli Heat ; ciò significa che spesso si andava a cercare Bam e che lo si percepiva come un punto di riferimento offensivo). Adebayo è riuscito a confezionare il secondo BPM (Box Plus Minus ; Evoluzione del classico Plus Minus. Se il +/- è la somma dei punti realizzati e subiti dalla squadra mentre il giocatore in analisi è in campo, il BMP normalizza il contributo del singolo giocatore su 100 possessi, in modo da avere una base comune a tutta la Lega), secondo solo a Jimmy Butler, che sta a significare che l’apporto qualitativo, rapportato alla qualità e al numero di possessi, era estremamente alto. Sorprendendo molti, Miami ha eliminato Indiana, Milwaukee e Boston, ed è così approdata alle Finals, dove è stata sconfitta in 6 partite dai Lakers di LBJ ed AD. Bam ha saltato gran parte della serie per un infortunio rimediato in Gara 1.La Postseason ha regalato a Bam un’estensione contrattuale (meritata) pari a 163 milioni per 5 anni, definendo così in definitiva il suo ruolo Nba, ossia quello di una simil Superstar.
Questo è il percorso di un ragazzo che è riuscito a costruire un grattacielo in pochi anni partendo dal basso, lavorando duro e non dimenticando mai da dove è iniziata la sua avventura. Per vedere dove arriverà, non resta altro da fare che continuare a guardare. Abbiamo appena iniziato a raschiare la superficie.

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