Backups from Europe

Risalta come in Nba si trovino sempre più lunghi di origine europea, con la richiesta di skill set particolari quali mobilità e tiro da 3 (Kleber, Saric, Theis), ma anche lunghi classici che difendano bene il ferro e siano presenti a rimbalzo (Zubac, Pöltl). In particolare in questo inizio di stagione si può notare come spesso – in un caso o nell’altro – dei back-up center interessanti vengano dal vecchio continente.

-IVICA ZUBAC
È strano pensare che pur avendo 23 anni Ivica Zubac sia già alla quinta stagione nella lega, eppure il nativo di Mostar ha ancora molto potenziale da esprimere. Dopo la partenza di Harrell in estate si è trovato a dover riempire le larghe scarpe del 6MOY (Sesto uomo dell’anno) in carica, questo dovuto anche all’arrivo di Serge Ibaka che ha preso lo spot di centro nello starting five.

La sfida stava nel prendere le misure della second unit guidata dal veterano Lou Williams, sicuramente la difesa del ferro diventa ancora più importante giocando meno minuti con due difensori eccelsi quali George e Kawhi, mentre offensivamente la trama della stagione scorsa, basata sul pick and roll Lou-Trezl, deve trovare un adattamento con il nuovo interprete.

Ivica ha un buon potenziale sia da roll man (85esimo percentile su 1.8 possessi a partita in questa situazione) che da tagliante (92esimo percentile su 1.4 possessi), inoltre con lui in campo il secondo quintetto guadagna un’ottima ancora difensiva ed un rimbalzista a tutto tondo, ora in risalita dopo un periodo di adattamento: nelle ultime 3 partite dei Clips 9 punti e 8 rimbalzi di media conditi da 1.5 stocks (stoppate + rubate).

Quello che fa ben sperare sono i margini di miglioramento, anche i compagni di squadra hanno riferito in alcune interviste che il centro croato non sembra rendersi conto di quanto potrebbe essere dominante. Con la stazza di 216 cm per 109 kg potrebbe davvero essere devastante, nelle ultime uscite si è visto spesso punire i mismatch prendendo posizione profonda sotto canestro.

Il gioco in post e l’aggressività a rimbalzo possono rendere “big Zu” una parte importante della panchina dei Clippers.

-JAKOB PÖLT
Jakob Pöltl (o Poeltl) ha un fisico simile a quello di Zubac (216 cm per 111 kg) e milita nella lega dal 2016, quando i Toronto Raptors lo hanno selezionato con la nona scelta assoluta del Draft (primo Austriaco di sempre), in uscita da Utah University. La scelta di non fare esperienza professionale in Europa è stata condizionata da due fattori, quello personale e la visita in persona del coach degli Utes Larry Krystkowiak. Il centro ha affermato di ritenersi fortunato di aver potuto giocare a livello collegiale in USA, dove ha studiato in contemporanea per due anni, mentre l’allenatore ex lungo Nba gli ha fatto da vero e proprio mentore.

I due anni a Toronto, il primo coadiuvato da presenze in G-League, sono buoni, fa vedere subito le sue caratteristiche: un centro a basso usage che abbina a punti prodotti efficientemente ed alla presenza difensiva sotto canestro delle buone abilità da passatore. Tuttavia dopo la stagione 2017/18 viene ceduto a San Antonio nella trade che porta Kawhi in Canada, da quando arriva agli Spurs ricopre il ruolo di backup per LaMarcus Aldridge.

Sicuramente la produzione offensiva non è il piatto forte della casa, senza contare una forma di tiro antiestetica accompagnata da un 50% ai liberi in carriera, ma il meglio si vede nella metà campo difensiva: gira a 6.6 rimbalzi, 1.4 stoppate e 0.5 rubate. I numeri non sembrano eccelsi, ma in verità l’austriaco è un rim protector di prima categoria, ottimo sia in difesa sul pick and roll

che in aiuto. Nella clip vediamo un aiuto con il tempo giusto dal lato debole che lo porta a stoppare Ja Morant.

Anche se viene facilmente battuto dalle guardie che giocano il p&r da handler è bravo a seguire mantenendo la postura verticale per proteggere il ferro, arrivando spesso alla stoppata: in questo caso su D’Angelo Russell.

In questa stagione Jakob ha tenuto la percentuale avversaria al ferro al 40% su 5.4 tentativi di media, questa statistica lo rende il migliore tra tutti i centri con almeno 15 partite giocate, segue Myles Turner con circa la stessa percentuale su 9.5 tentativi.

Mettendo i numeri a paragone con quelli prodotti dal titolare (Aldridge) il confronto è abbastanza impietoso: i minuti con Pöltl segnano un net rating di 8.35 mentre quelli con LMA -8.50. Inoltre la 4 men lineup composta da Mills-Vassell-Gay-Pöltl ha un net rating di +14.6, questo rende le seconde linee di SA un unicum tra tutte quelle della lega.

-DARIO ŠARIĆ
La storia di Dario Šarić è quantomeno tortuosa, riconosciuto come giovane promessa fin dai 15 anni (convocato al Nike Hoop Summit 2012, 2 volte FIBA European Young Player of the Year) ritarda la dichiarazione di eleggibilità al Draft Nba di un anno e dopo essere scelto con la 14esima assoluta dai Sixers rimane per due stagioni all’Anadolu Efes per fare esperienza. La prima stagione nella lega americana fa bene sperare: all-rookie team e secondo nelle votazioni del ROY. Tuttavia dopo le trade che lo portano a Minnesota prima e Phoenix poi, il minutaggio cala ed anche il suo coinvolgimento.

“Fortunatamente” accade la bolla e sia i Suns che Dario trovano un ruolo per farlo rendere al meglio, grazie anche alla visione di pallacanestro del coach Monty Williams: il point center. Infatti dalla bolla in poi le cifre indicano efficienza per i minuti limitati: 12.8 punti, 6.2 rimbalzi, 1.4 assist con il 66% di true shooting. Saric offensivamente è una minaccia sia dall’arco (35.8% in carriera) sia in post visto che pur essendo fisicamente limitato utilizza bene lavoro di piedi e finte per arrivare ai 2 punti.

Nella metà campo difensiva invece pur essendo sottodimensionato rispetto ai centri Nba sopperisce con una buona forza nella parte inferiore nel corpo.

Purtroppo nella stagione attuale per problemi fisici (caviglia) e causa Covid ha giocato solo 7 partite (registrando un incoraggiante – ma ovviamente esagerato – +17.7 di on/off), tuttavia i numeri sembrano seguire la linea dello scorso anno e non possono che beneficiare dagli upgrade fatti in offseason dai Suns. La sua presenza permette anche alla squadra di variare da un attacco con lungo tradizionale (Ayton) a un attacco 5 man out quando necessario. Qui sotto una bella lettura di due giocatori che sanno giocare a basket.

-DANIEL THEIS
Daniel Theis è entrato in Nba nel 2017, dopo aver giocato per 7 anni nella massima serie tedesca, compresi 3 anni a Bamberg con Nicolò Melli agli ordini di coach Trinchieri che hanno ampiamente popolato il palmarès del giocatore. Lo step successivo sarà dall’altro lato dell’atlantico, in particolare a Boston dato che è il giocatore perfetto per il basket di Brad Stevens: uno stretch 5 mobile (2 metri circa), che sa bloccare ed ha un tiro dignitoso.

Le prime due stagioni alla franchigia del New England sono passate all’ombra di Al Horford, i minuti da backup erano spartiti con Aron Baynes: ha dichiarato di aver appreso come dirigere una difesa da loro due e di sentirsi fortunato per questo. Questo fino all’estate 2019 in cui entrambi i centri vanno verso altri lidi, questo fa diventare de facto Daniel il centro titolare dei Celtics. I numeri sui 36 minuti rimangono in linea dal secondo anno, questo lo porta a finire la stagione 2019/20 con 9.2 punti, 1.7 assist, 6.6 rimbalzi e 2 stocks con il 63.1 di true shooting. Il fit in una squadra con tanti scorer che hanno bisogno di palla in mano è fatto su misura per lui, che si limita a bloccare o fare hand-off ed allargare il campo.

Ecco, il vero salto di qualità che può dare Theis sono le percentuali dall’arco, ha tenuto una media intorno al 34% fino a questa stagione in cui sta tirando con un irreale 45% da 3. Ovviamente si abbasserà, ma rispetto agli scorsi anni si nota che tira con più convinzione ed anche i tentativi sono in costante aumento dal 2018. Basti pensare che nella stagione scorsa ha tentato in totale 96 triple, in quella corrente siamo già a 51.

Quest’anno con l’arrivo di Tristan Thompson si poteva ipotizzare un ritorno a ruolo di backup, ma così non è stato. Coach Stevens ha spesso iniziato con entrambi i lunghi in campo, inutile dire che ha prodotto scarsi risultati: net rating di -7.53 come coppia. Invece con TT in panca ed il tedesco in campo si ha un +11.74, per quanto si fosse parlato di un bisogno di un centro più grosso, Theis risulta attualmente il centro più adatto al gioco di Boston.

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