Gregg Popovich è Alex Ferguson

Alex e Pop, Pop e Alex.

Cosa possono avere in comune un ex agente della CIA, figlio dell’est-Europa, e uno scozzese di origini operaie?
Sono davvero così distanti quella East Chicago dei primi anni ‘50 e la fredda Govan, Glasgow?

Apparentemente questi due ragazzini degli anni del dopoguerra sono cresciuti in modo parallelo. Parallelo perché i loro destini non si incontreranno mai, saranno sempre distanti soltanto un pallone, lo stesso che ha cambiato la vita di entrambi.
Per Sir Alex quel pallone ha dato possibilità di vita. Troppo impegnativa e poco funzionale la scuola, sarà il calcio a dargli una vera possibilità. Dall’altra parte del mondo, invece, per il sergente Pop, la palla a spicchi non è mai stata che una ossessione. Un’ossessione costante che, ad oggi, a 72 anni, lo porta ogni giorno a viaggiare da East a West coast per disegnare schemi e urlare sulle sedie di quella panchina.

Le così dette coincidenze, come le volete chiamare, tra le vite dei due, non stanno in un foglio.
Le così dette coincidenze, come le volete chiamare, tra le carriere dei due, non stanno in un foglio.
Entrambi hanno vissuto e vivono sulla panchina della stessa squadra da anni, in leghe dove ormai il romanticismo è cosa lontana.
Entrambi sono conosciuti per i loro modi quasi militari d’allenamento, i loro stili fin troppi autorevoli e, probabilmente, entrambi i coach, sono i due più rispettati nella storia dei rispettivi sport.
In più, (piccola licenza), i San Antonio Spurs possono essere identificati, per antonomasia, come il Manchester United della NBA.
Un piccolissimo paragone, tra due figure iconiche, spettacolari e affascinanti.
Gregg Popovich, l’Alex Ferguson della National Basketball Association, e Sir Alex Ferguson, il Pop della Premier League.

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