Juan Toscano Anderson: quando il sogno diventa realtà

La storia di chi arriva a giocare in Nba la conosciamo a memoria ormai: fenomeno al liceo, prospetto emergente al college, draft.

Si può ancora entrare dal retro? Si. Juan Toscano Anderson lo dimostra.

La madre messicana ha fatto di Oakland la loro casa, lì Juan Toscano è cresciuto, nella California fuori dalle mura di San Francisco e Los Angeles.
Juan Toscano vuole inseguire il suo sogno, arriva all’università, gioca per Marquette, ma al quarto anno la sua media punti non va oltre l’8.
Il messicano è il giocatore altruista per eccellenza, il tipico compagno affidabile, che pensa soprattutto alla difesa, alle intangibles e a come aiutare i compagni senza mettersi in primo piano.
Ciò però non gli vale un posto nella lega nel 2015,quando al draft nessuno lo sceglie.
Juan Toscano ha una laurea in criminologia, ma non riesce a trovare posto nel mondo fuori dal rettangolo di gioco, e comincia a passare mesi in casa con la madre a giocare ai video games.
Viene chiamato dal Messico, e quello che sembra un passo indietro rispetto alle sue aspirazioni, si rivelerà invece la sua rinascita cestistica: il latino si mette in mostra, diventa famoso nella sua terra originaria, vince due titoli nazionali e anche un MVP.
Tutto ciò gli vale un posto nei Santa Cruz Warriors in G-League, e il resto lo fa il Destino.
Si perché il Destino ha voluto che, mentre Juan Toscano risorgeva dalle proprie ceneri in Messico, una squadra di Oakland dominava l’Nba.
Il Destino ha voluto che quando Juan Toscano torna dal Messico, quella stessa squadra, spostatasi a San Francisco ma con il cuore ancora ben radicato alla Oracle Arena, è costretta a smantellarsi dopo un ciclo vincente.
Il Destino, infine, ha voluto che la squadra, i Golden State Warriors, rimanessero in 14 alla fine della trade deadline 2020, e chiamassero un messicano dalla G-League che ha impressionato Steve Kerr: Juan Toscano Anderson.
Il resto l’ha fatto il tempo, la sua disponibilità, la sua versatilità, il suo cuore: si guadagna un contratto da two way player per la stagione 2020-21,e con l’arrivo di qualche infortunio nel reparto dei lunghi, Kerr lo getta nella mischia, e Juan Toscano sorprende tutti, anche se stesso, eccetto lo stesso Kerr.
È lo stesso ragazzo che giocava ai video games in casa della madre con il fururo incerto, ma oggi è in campo con Stephen Curry.
E chissà che emozione per lui, seppur attaccato alle sue origini messicane, giocare con il nome di Oakland stampato sul petto.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *