(NOT AT) ALL STAR GAME

È uscita ieri la lista delle riserve alla partita delle stelle prevista in data 7 marzo. Quest l’elenco generale dei convocati:
• Western Conference Starters
Stephen Curry, Golden State Warriors 7x
Luka Doncic, Dallas Mavericks 2x
Kawhi Leonard, Los Angeles Clippers 5x
LeBron James, Los Angeles Lakers 17x (Capitano)
Nikola Jokic, Denver Nuggets 3x
Western Conference Reserves
Damian Lillard, Portland Trail Blazers 6x
Donovan Mitchell, Utah Jazz 2x
Paul George, Los Angeles Clippers 7x
Chris Paul, Phoenix Suns 11x
Zion Williamson, New Orleans Pelicans 1x
Rudy Gobert, Utah Jazz 2x
Anthony Davis, Los Angeles Lakers 8x (injury)
Eastern Conference Starters
Kyrie Irving, Brooklyn Nets 7x
Bradley Beal, Washington Wizards 3x
Kevin Durant, Brooklyn Nets 11x (Capitano)
Giannis Antetokounmpo, Milwuakee Bucks 5x
Joel Embiid, Philadelphia 76ers 4x
Eastern Conference Reserves
James Harden, Brooklyn Nets 9x
Ben Simmons, Philadelphia 76ers 3x
Jayson Tatum, Boston Celtics 2x
Zach Lavine, Chicago Bulls 1x
Jaylen Brown, Boston Celtics 1x
Julius Randle, New York Knicks 1x
Nikola Vucevic, Orlando Magic 2x

Il 4 marzo i due capitani effettueranno il Draft per comporre Team Lebron e Team Durant.

Spendiamo, però, due parole sugli esclusi eccellenti, partendo dal presupposto che sia difficile stabilire parametri oggettivi per certe discussioni. Pertanto, ci limiteremo semplicemente a dare voce anche a coloro che sono rimasti esclusi.
Ricordiamo che la selezione delle riserve è effettuata dai Coach e prevede due membri del back-court, tre del front-court e due aggiunte. Partiamo dall’est:

Trae Young, 27 Ppg, 9.6 Apg, 4 Rpg

Sicuramente uno dei più discussi, considerando anche il fatto che potesse giocarsi uno spot con Lavine. Alla base dell’esclusione potrebbe esserci un inizio di stagione non brillante da parte degli Hawks in generale, con alcune prestazioni altalenanti, anche da parte dello stesso Trae. Le voci delle discussioni con Collins, l’alternare partite in cui prende 20+ tiri ad altre in cui si ferma ad 8-9 potrebbero avere influito sul confronto con i pari ruolo. Tornando proprio a Lavine, quest’ultimo è sembrato più continuo e i Bulls in generale sembrano trovarsi su una buona strada, in proporzione con le aspettative stagionali.

Jimmy Butler, 19.1 Ppg, 7.6 Apg, 7.6 Rpg, 1.8 Steal

Dopo le NBA Finals della scorsa stagione, i Miami Heat stanno facendo fatica, complici anche i vari infortuni e le assenze dovute ai protocolli di sicurezza. Lo stesso Butler si è trovato costretto a passare un periodo fuori dal campo per motivi legati al virus Covid 19, obbligandolo a giocare solo 19 delle 31 partite stagionali di Miami. Dal suo rientro si sta comunque confermando ad alti livelli e, nelle ultime dieci, gli Heat hanno un record positivo di 7 vittorie e 3 sconfitte. Un campione comunque troppo ridotto per poter essere selezionato. Motivi simili anche per l’altro escluso, Bam Adebayo, che sta giocando un’ottima stagione ma risente di un inizio di squadra non brillante e, in ogni caso, non sarebbe preferibile, ad esempio, ad un Nikola Vucevic.

Domantas Sabonis, 21.5 Ppg, 11.6 Rpg, 5.7 Apg, 1 Steal

Altro validissimo candidato, che risente però di un record di squadra un po’ in caduta e di dover comunque competere con candidati come Randle, Tatum o Vucevic. La doppia doppia di media del figlio di Arvydas non basta a far selezionare un All-Star dei Pacers, di cui è escluso anche
Malcolm Brogdon. Indiana ha comunque buone possibilità di giocare dei PlayOff competitivi, in attesa di Levert e di testare anche in post-season la convivenza di Sabonis con Turner (per ora, con loro due in campo contemporaneamente, il net rating dei Pacers è negativo).

Khris Middleton, 20.3 Ppg, 5.7 Apg, 6.1 Rpg

Esclusione severa ma che ci può stare. Middleton viaggia intorno al solito 50-40-90% ed è uno dei secondi violini più efficienti della lega. Proprio quest’ultimo fattore, cioè di non essere il “protagonista”, potrebbe essergli costato la selezione. Questo non mina certamente il suo status di giocatore fra i top della lega.

Jerami Grant, 23.3 Ppg, 5.2 Rpg, 3.1 Apg, 1.2 Blocks

Giocatore a cui va dato atto dei miglioramenti, per cui ha anche sacrificato la possibilità di giocare in una delle squadre di punta della Lega. Grant è passato in pochissimo tempo da essere l’ingranaggio di un meccanismo a costituire l’intero motore di un altro. La sua versatilità difensiva, unita alla mole di possessi gestiti in attacco (26.4 Usage%, con 17.7 tiri a sera, il doppio dell’anno precedente), lo rendono il giocatore di punta di Detroit. Detroit che, attualmente, non si sta imponendo ma, anche grazie a lui, sta costruendo un progetto interessante in ottica futura. Peccato per l’assenza, ma già l’essere stato considerato nella lista è un gran traguardo.

Gordon Hayward, 21.9 Ppg, 3.7 apg, 5.4 Rpg, 1.2 steal

Sta replicando i numeri della stagione 2016-17, la quale gli valse la convocazione all’All Star Game, con la differenza che tira ancora meglio. A Charlotte Hayward si sta riconfermando, una buona notizia per la dirigenza (che ha speso per lui 120 Milioni in 4 anni) ma anche per chi lo aveva visto infortunarsi. Poco importa della mancata convocazione, Gordon è tornato ai vertici dell’NBA.

Altri: Siakam, VanVleet, Harris, Westbrook.

Qui di seguito, invece, gli esclusi della Western Conference:

Devin Booker, 24.7 Ppg, 4.3 Apg, 3.8 Rpg

Booker è il nome non selezionato più caldo in assoluto, complice anche un Tweet un po’ avventato di LeBron ( https://twitter.com/KingJames/status/1364367289252937729?s=20) all’uscita dei nomi delle riserve. D-Book sta giocando un’ottima stagione, così come i Suns in generale. Ma, nonostante l’opinione rispettabilissima di James, non è uno scandalo non vederlo nella lista. Lillard, Mitchell, George e il compagno di squadra Chris Paul stanno giocando stagioni eccellenti, mentre Zion garantisce una distribuzione più equilibrata dei ruoli e, forse, anche maggiori garanzie in termini di spettacolo.

Mike Conley, 16.4 Ppg, 5.6 Apg, 3.4 Rpg, 1.4 Steal

Nome romantico, forse poco adatto al contesto. Conley è un giocatore di sostanza, un ottimo metronomo per ogni squadra, e i risultati di Utah lo dimostrano ampiamente. Ma, per lui come per ogni guardia che giochi ad ovest, il discorso è lo stesso: chi sostituire? La sua convocazione sarebbe stata un premio ulteriore ad una carriera pregevole ma, viste le prestazioni della sua squadra, avrà modo di consolarsi.

DeMar DeRozan, 19.8 Ppg, 6.9 Apg, 5 Rpg

Altro giocatore che avrebbe fatto piacere vedere, ma che non è presente per giuste ragioni. Gli Spurs sono una delle sorprese di questa stagione: equilibrati difensivamente (back-court molto solido, soprattutto col rientro di White), in attacco non sono fra i migliori della lega ma giocano comunque un basket ordinato. I meriti di questo vanno anche a DeRozan, che sta prendendo meno tiri (13.4 a partita, la più bassa media dalla rookie season) ma si sta impegnando a mettere in ritmo i compagni (6.9 Apg, career-high). L’impressione vedendolo giocare è che sia lui a gestire i ritmi della squadra Texana, decidendo di accelerare fin da subito o di aspettare la partita per poi elevare il proprio gioco offensivo nel secondo tempo. Non sarà un’All-star ma è, forse, il più importante giocatore alla corte di Pop. In attesa anche della prossima off-season.

Brandon Ingram, 23.9 Ppg, 4.7 Apg, 5.3 Rpg

New Orleans ha già la propria Star, ma vedere fra i nomi anche lui non sarebbe stato troppo stupefacente.
Ad avere influito sulla sua chiamata potrebbe essere il fatto che ci si aspettasse da lui un ulteriore passo definitivo verso la massima maturità cestistica. A soli 23 anni lo skill set offensivo di Ingram è eguagliato da pochi, ma la sensazione è che ancora non si trovi in uno stato di consapevolezza tale da porlo fra i migliori in assoluto. Lui e Zion sono comunque, senza alcun dubbio, uno dei duo più interessanti e potenzialmente sviluppabili dell’intera lega.

Shai Gilgeous-Alexander, 22.8 Ppg, 6.5 Apg, 5.2 Rpg

Parlando di potenziale, è impossibile non citare il canadese. Shai gioca una pallacanestro incredibilmente matura per la sua età, migliorando di anno in anno. Non solo il rinnovamento di OKC lo ha reso la prima scelta della squadra, ma è anche uno dei pilastri di uno young core estremamente futuribile, a cui si aggiungeranno vari prospetti nei prossimi anni, vista la scorpacciata di scelte fatta da Presti. Far parte degli esclusi lo priva di un riconoscimento ufficiale per la sua maturazione progressiva, ma nei prossimi anni non è da escludere la sua partecipazione all’All Star Game.

De’Aaron Fox, 22.5 Ppg, 7.1 Apg, 3.2 Rpg, 1.2 Steal

Altro enorme talento, altra assenza di lusso, forse la più corretta in assoluto. Anche Sacramento è una squadra in ricostruzione, che dipende in tutto e per tutto da Fox. Quest’ultimo sta giocando una buonissima stagione guardando al tabellino (a cui va aggiunta una Usage% di 29.8, molto alta), ma non sembra influire troppo sui risultati di squadra. Chiariamo, Fox è un’ottima base da cui partire, ma non è il giocatore che ti cambia la vita, almeno per ora. Haliburton è stato una buona scelta, a cui se ne aggiungeranno altre negli anni a venire. Quando i Kings avranno una squadra davvero competitiva, Fox allora sarà sicuramente un fattore decisivo e, forse, una Star.

Altri: Morant, McCollum (injury), Jamal Murray, Towns.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *